A Marano di Napoli, auto di un disabile in fiamme: «Ho paura per me e per la mia famiglia»
«Ho paura per me e per la mia famiglia». È la frase con cui Raffaele, residente a Marano di Napoli e persona con disabilità, descrive lo stato di tensione che da mesi accompagna le sue giornate. Davanti alla sua abitazione c’è uno stallo riservato ai disabili, ma secondo quanto riferisce sarebbe occupato con frequenza da persone che non ne avrebbero diritto. Da queste discussioni quotidiane, racconta, sarebbe nato un clima sempre più pesante.
Nei giorni scorsi la situazione è precipitata: l’auto della famiglia è stata incendiata durante la notte. Le fiamme hanno avvolto il veicolo in pochi minuti e solo il rapido intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo si propagasse ai palazzi circostanti, dove vive anche Raffaele. L’episodio ha lasciato dietro di sé non solo un mezzo completamente distrutto, ma anche una forte paura. «Temo che non si fermino all’automobile e che possano colpire noi – spiega – quella era l’unica macchina che avevamo, e non possiamo permetterci di sostituirla. Siamo in grande difficoltà».
L’uomo ha chiesto protezione e un intervento deciso alle forze dell’ordine, affinché venga chiarita la dinamica dell’incendio e siano individuati i responsabili. Dopo l’accaduto si è rivolto all’associazione La Battaglia di Andrea, che lo sta affiancando nella vicenda insieme all’Associazione Autismo Aps di Marano e all’avvocato Sergio Pisani.
La presidente dell’associazione, Asia Maraucci, ricorda che episodi simili non sono purtroppo isolati: «Anche noi abbiamo subito atti vandalici alle nostre auto per questioni legate alla difesa degli stalli riservati ai disabili. Conosciamo bene questo tipo di intimidazioni e sappiamo quanto possano incidere sulla vita quotidiana di chi già affronta difficoltà importanti».
Maraucci ribadisce la fiducia nel lavoro degli investigatori e auspica che l’indagine porti rapidamente a un nome: «Siamo certi che le forze dell’ordine riusciranno a individuare il responsabile. Nessuno dovrebbe vivere con la paura di difendere un diritto fondamentale».
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