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Gratteri rompe il campo ed irrompe sul prossimo Referendum

Referendum

Napoli – Gratteri rompe il campo ed irrompe sul prossimo Referendum sulla giustizia apostrofando senza mezzi termini i sostenitori del SI, tacciandoli di trovare linfa vitale tra gli indagati ,i massoni ed ogni sorta di pregiudicati .
Quasi come se lo schieramento revisionista Costituzionale fosse una battaglia tra i buoni per il NO ed i cattivi per il SI. Sconcertato Nordio contrastato solo da Gratteri; e’ proprio lui impegnato nel sostenere ad personam una battaglia che non e’ compresa dal 90 per cento degli italiani che saranno chiamati al voto.
Conosco Gratteri e sono convinto che se ha esternato un pensiero così estremo , avrà ponderato le parole, i tempi di.espressiine e soprattutto le conseguenze.
Il Procuratore napoletano e’ un magistrato che vive sul campo quelle che sono le contraddizioni di un paese che vuole coprirsi le gambe con una minigonna sempre più corta. Gratteri ha inteso fotografare il reale stato della politica italiana e soprattutto la sua genesi tra gruppi eversivi e potentati economici che vedono nell’azione di contrasto istruttorio delle Procure non tanto un amico da abbattere quanto un amico da incamerare nelle proprie agende. Il suo non e’ un proteggere le correnti al CSM e’ un proteggere la Magistratura dalle correnti che con un CSM autonomo sarebbero realmente senza controllo alcuno . Ciò che dice il Procuratore Gratteri non e’ un atto offensivo ma una constatazione tragica .Egli non si riferisce a coloro che sono iscritti nel registro degli indagati ,stante la sua espressione “presunti innocenti” con la quale inizia sempre una conferenza stampa di presentazione di un blitz; ma agli indagati non iscritti, perche’ intuiti ma non identificati , vivi ed operanti nell’occulto di strategie e pianificazioni eversive di capitani di ventura senza scrupoli da sempre appoggiati sulle spalle di una partitica più che di una politica reale .
Nicola Gratteri sa benissimo che il prossimo passo, a seguire se vincesse il SI, sarebbe l’abrogazione della obbligatorietà dell’azione penale .Vede lo scempio costituzionale all’orizzonte come deriva culturale sociale e soprattutto giudiziaria. L’allarme circa le sirene e’ stato inviato con un linguaggio crudo , ma profondamente concreto. Nulla di personale ,ma un atto dovuto al paese che serve con onore.

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