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Il gol di Trubin: oltre l’umano.
"Cose che occhio non vide, e che orecchio non udì" nella sfida di Champions League del 28 gennaio 2026, dove il Benfica di José Mourinho ("Mou") ha sconfitto l'Olympique Marsiglia di Roberto De Zerbi.

Trubin

Lisbona – Goal decisivo di Trubin portiere a quasi tempo scaduto. Risultato cambiato ma leggi della logica sovvertire per sempre. Con questa impresa inizia l’applicazione di una nuova fisica nel mondo del calcio, quantistica se volete geniale se vi pare. Mercoledì scorso Mou ha abbattuto il muro del pessimismo, la certezza della disfatta. Ha rovesciato il tavolo della linearità disegnando una geometria non euclidea ed un’altra dimensione . Ha reso certa l’incertezza ed amplificato la certezza che l’essere non si addice al nulla ma alla volata di potenza. Tutto l’arcano disegnato con gesti d’incitamento e rabbia che sono simboli della volontà di non cedere mai! Ovunque tu sia puoi tornare alla tua Itaca o se vuoi bruciarla insieme al ricordi di Penelope. Tutto dipende da te. In questa impresa ha vinto la fisica quantistica ma soprattutto il principio di determinazione di Heisenberg. Nulla è scritto se non lo scrivi tu con le tue mani. Necessario curare Pauli ed il suo principio di esclusione: della rassegnazione e della resa. Nietzsche bon esce neanche tanto bene perché la violazione di tempo e spazio annichiliscono il suo “umano troppo umano”. Più consono citare ” il crepuscolo degli Dei” nel quali relegare le sagome cadaveriche di un mondo del calcio ormai logoro che non ha posto nel Walhall  – nome dato, nell’antica mitologia germanica, all’oltretomba degli eroi – dove entrerà senza dubbio alcuno per restarci José,’ Mourinho.

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