La Giustizia Svizzera non è quella Italiana…..
Il peggio dei Moretti lo abbiamo scritto e lo abbiamo pensato e detto. L’analisi di oggi è un’altra. Scarcerato secondo le norme della Procedura Penale Elvetica che non è quella Italiana.
Nel bel paese esiste l’istituto della Custodia Cautelare che rappresenta un obbrobrio giuridico esistente solo da noi ed in forma attenuata in Francia. Il Ministro Svizzero con il suo Aut Aut ha rivendicato una Autonomia Giurisdizionale chiara, netta, precisa e legittima, rimandando al mittente Taiani e Company.
Assistiamo ad una giusta presa di posizione autoritaria di fronte comunque ad un tentativo d’ingerenza da parte di un altro Stato, negli affari di Giustizia di un paese Sovrano che rivendica la propria indipendenza ed autonomia con forza e dignità.
All’Italia purtroppo questo costume va stretto, perché non è abituata a farsi rispettare, nel bene e nel male, come si evince dalla disamina di tre casi giudiziari eclatanti, nei quali i Magistrati italiani, nell’assenza totale della Politica schiava ed asservita agli “stelle e strisce”, hanno permesso un’ingerenza degli States senza ritegno e senza pudore in questioni tutte italiane.
Ricordiamone qualcuna.
Tragedia del Cermis negli anni 80.
Un soldatino ed il suo navigatore Air Force, giocando con il suo aereo al di sotto della funivia, tranciano ‘il cavo” facendo precipitare la cabina ed uccidendo 20 persone e ferendone gravemente altre.
Non vennero processati in Italia ma “portati” in America dove vennero assolti dalla Corte Marziale e condannati soltanto per intralcio alla giustizia, avendo distrutto “la scatola nera”, unica prova della loro colpevolezza.
Perugia: omicidio Meredith
E’ bastato appena che Hillary Clinton spendesse due parole in favore di Amanda Knox per determinare sentenze che affermeranno che l’unico a dovere essere condannato per l’omicidio di Meredith, commesso come dicono gli atti processuali, da tre persone, sia l’Ivoriano Ruud Guede, i cui Avvocato gli fanno scegliere un Rito alternativo si fidanzatini. Che vergogna.
Roma: uccisione del Brigadiere dei Carabinieri Cerciello
Poco ci e’ mancato che la famiglia del Brigadiere dei Carabinieri Cerciello, abbia dovuto chiedere scusa agli assassini del figlio, uno dei quali condannato ad 11 anni di carcere e più per omicidio è stato trasferito agli arresti domiciliari a Fregene a casa della nonna.
Gli States tutelano “I loro” in tutto il mondo, intromettendosi in Giurisdizioni estere senza remore. Di contro quando i loro interessi vengono lesi da indagati di altri paesi estradano chiunque, con l’ausilio del diritto internazionale, o della forza in nome della Sicurezza Nazionale che li autorizza a compiere ogni violazione di trattati e convenzioni. E’ questo perché paesi come l’Italia obbediscono a tutto dimostrando di non avere una “spina dorsale”, e per questo lasciandoli fare tutto ciò che vogliono.
La Svizzera che ha le spalle larghe, anche di fronte ad una tragedia di rilevanza mondiale, ha ribadito con forza la propria sovranità e la propria indipendenza.
La Procura di Roma quindi può “aprire” soltanto un “fascicolo” per gli italiani uccisi all’estero, ed aspettare gli esiti della “rogatoria”, ovvero l’autorizzazione dello Stato Estero teatro del Crimine, per compiere indagini sul suolo Elvetico, avvalendosi di atti già redatti e della Collaborazione informativa delle Autorità cantonali.
Altra Strada non c’è, quindi, per tutelare gli interessi degli Italiani morti a Capodanno. Fuori luogo allora il “richiamo” in Patria dell’Ambasciatore Italiano a Berna; un atto più scenico della Meloni e di Taiani che di “sostanza”.
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