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Pronto soccorso: due passi nell’Inferno.
Denuncia delle condizioni disumane vissute nel Pronto soccorso di Marcianise

Pronto soccorso

“Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”: celeberrima frase, conosciuta da tutti, ma anche il primo pensiero nella mia mente per descrivere quello che sto vivendo!

Sono al Pronto soccorso dell’Ospedale di Marcianise, in provincia di Caserta. Intorno a me lo scenario è quello di un nosocomio non della civilissima Italia, ma di una succursale a Bagdad dopo i bombardamenti, anche se in quei luoghi, credo, ci sia più umanità!

Dopo aver passato oltre 24h su una barella, senza la possibilità di accedere ad un posto letto, malgrado le mie gravi condizioni, finalmente si è “liberato un posto”. Credevo, ingenuamente, di essere stato fortunato, ora potevo riposare in un letto, invece questo è stato il “letto dell’abbandono”. Lenzuola sfatte e macchie di sangue ovunque: un porcile, indegno di un essere umano.

Tuttavia mi sarei adattato anche a questo, ma i disservizi, l’inefficienza, la mancanza di professionalità e di coscienza del personale operante in questo INFERNO, impedirebbero il recupero anche di un paziente in condizioni migliori di quelle del sottoscritto.

In questo momento ho un ago nella vena, attaccato alla flebo, da cui esce sangue che si riversa nella flebo stessa. Ho una sacca dell’urina tanto gonfia e piena che il liquido ritorna indietro in vescica. Sto cercando aiuto da più di un’ora, ma il personale medico ed infermieristico passeggia avanti e indietro nei corridoi ignorandomi.

WhatsApp-Image-2026-01-17-at-08.48.25-1-771x1024 Pronto soccorso: due passi nell’Inferno.

 

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Questa situazione non può essere considerata “normale”, non può essere accettata come inevitabile, deve essere denunciata: NON SI PUO’ MORIRE IN SILENZIO! Non si può accettare che un pronto soccorso diventi un luogo di sofferenza evitabile, di abbandono, di invisibilità. Denunciare queste condizioni non è solo un atto di indignazione: è un dovere civile.

Il pronto soccorso deve tornare a essere un luogo di cura, non un luogo di abbandono!

(Fiore Marro)

 

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1 commento

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Rodrigo

Mi spiace per te, amico mio, ma non credere che in centro Italia le cose vadano meglio. Ieri il TG ha fatto vedere un uomo con dolore oncologico sdraiato nel corridoio del nosocomio senigallese, per ben otto ore!!! In più gli infermieri volevano che si sedesse, perché pareva brutto farlo vedere sdraiato a terra. Non è un problema nuovo, purtroppo, i “pollitici” ci fanno battaglie, ma sono TUTTI colpevoli!

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