Schiavone costretto al pagamento di tremila euro
La Cassazione conferma l’inammissibilità del ricorso e impone il pagamento di tremila euro da versare alla cassa delle ammende
Schiavone costretto al pagamento di tremila euro da versare alla cassa delle ammende
L’Aquila,
“né l’apparente sigillatura del CD né la sua provenienza da autore famoso sono accorgimenti che pongano effettivamente al riparo dal rischio di una manomissione”.
Questo il motivo addotto dalla Amministrazione Penitenziaria della Casa di reclusione di L’Aquila dove Francesco Schiavone sta scontando più ergastoli al regine del 41 Bis; per ricorrere avverso il provvedimento del Magistrato di Sorveglianza, al Tribunale di Sorveglianza che sconfessando il Magistrato di prime cure, accoglieva il reclamo della Amministrazione Penitenziaria riguardo le ragioni sostenute dal “patron” del Clan dei Casalesi avverso decisione della Amministrazione Penitenziaria di potere acquistare apparecchiatura per ascoltare CD e gli stessi.
Conseguente ricorso per Cassazione dichiarato inammissibile dalla Prima Sezione a firma dr. Monica Boni che ha
condannato Schiavone al pagamento di tremila euro da versare alla cassa delle ammende .
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