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Le Borse ed i mercati finanziari dal 10 al 14 novembre 2025
Autunno caldo per le Borse mondiali. Molte borse in continua salita i primi tre giorni della settimana fino a toccare i massimi. Ma da due giorni inversione di tendenza per tutte.

Politica ed economia internazionale: fronte bellico sull’Est Europa sempre caldo che ci costringe a segnalare ancora attacchi russi ai danni dell’Ucraina. In risposta gli Ucraini cercano di colpire infrastrutture energetiche. Notizie di danneggiamenti di servizi di utilità arrivano da entrambi i fronti. Non viene mai comunicato il bilancio in termini di vite umane (militari da entrambi gli schieramenti), ma si ha per certo che il numero è molto elevato. Nel frattempo i negoziati per firmare un accordo sembrano in fase di stallo. Tanti giovani ora al fronte non rivedranno più le loro famiglie. Da un punto di vista economico, la notizia interessante è arrivata domenica sera dagli Usa: forse si riesce ad uscire dallo shutdown. Sarebbe stato trovato un accordo tra 8 legislatori Democratici ed i Repubblicani che consentirebbe al Governo di sbloccare la situazione almeno fino al 30 gennaio prossimo. Affinché questo possa accadere occorre incassare il si dal Senato, dalla Camera, infine serve la ratifica di Trump. La cessazione anche se momentanea sarebbe un toccasana per tante categorie di americani rimasti senza stipendio, lavoro ecc. Questa notizia potrebbe essere favorevole per i mercati che ripartono domani.

 

Economia e politica interna: tiene banco la discussione sempre accesa sulla Legge Finanziaria. Lo scontro tra maggioranza ed opposizione è sempre più aspro. In particolare gli argomenti che più di altri sono stati oggetto del dibattito sono: la patrimoniale e lo sciopero indetto dalla Cgil e dal suo segretario Landini per il prossimo 12 dicembre proprio contro la manovra finanziaria. La Sinistra propone una tassa sui grandi patrimoni (la patrimoniale), la premier risponde che con loro al Governo non ci sarà mai una tassa del genere. La Sinistra controbatte che il Governo se la prende con i più deboli e protegge i ricchi. Il Capo del Governo inoltre accusa il sindacato guidato da Landini di indire lo sciopero contro la finanziaria, quindi contro il Governo e proprio di venerdì. La scelta di questo giorno in particolare viene contestato dalla maggioranza che lo interpreta come una scusa per concedersi un weekend lungo, danneggiando l’economia del paese.

 

Lunedì: La borsa di Tokyo chiude al rialzo, spinta dai titoli tecnologici, inoltre la notizia che forse lo shutdown dell’amministrazione americana sta per finire ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli addetti ai lavori. I mercati europei sono partiti di gran carriera questa mattina, ed a metà seduta, la migliore Milano guadagna oltre il 2%. Segue Francoforte poi le altre piazze. Piazza Affari è sospinta da forti acquisti su titoli bancari: B.ca Monte Paschi, Unicredit, Mediobanca, Intesa Sanpaolo. Forte rialzo anche per Stellantis, Fincantieri e Prysmian. Ma c’è un entusiasmo, forse un poco eccessivo, anche su altri settori di mercato. In rialzo le materie prime con l’oro a 4080$ l’oncia ed il petrolio Brent a 63,70 $ (le prime battute lo vedevano oltre i 64$). Mentre sul valutario soffre lo Yen nei confronti dell’Euro e viene scambiato a 178,24; tiene il rapporto di cambio il Dollaro che vale 1,1564. Al contrario il mercato domestico del reddito fisso non presenta particolari variazioni. I prezzi dei Btp sono quasi tutti in salita, leggermente più basso lo spread 74 punti e i rendimenti a 3,41%. Tutta la giornata prosegue al rialzo per le borse del Vecchio Continente. Piazza Affari che è stata la migliore di tutte, termina con un guadagno del 2,28% con un indice Ftse che sfiora quota 43900. Si confermano i forti rialzi dei titoli già segnalati prima. Positive tutte le altre piazze intorno al +1%. Nel settore materie prime grande recupero dell’oro che è riuscito di nuovo a toccare i 4100$ oncia. Nel pomeriggio le quotazioni si sono mantenute in linea con il fixing (vedi tabella). Il petrolio Brent al contrario non riesca a trovare vigore, e nonostante il probabile ritorno alle normali attività in America, che aumenterebbero la domanda di greggio, il prezzo resta fermo sui 63,50$ a barile. Il settore del reddito fisso termina pressoché invariato per spread (75 punti) e rendimenti 3,41%. Positivo nel pomeriggio il mercato americano sostenuto dalla possibile fine dello shutdown.

Martedì: continua il denaro su tutti i settori. Ieri sera si è assistito a grandi rialzi degli indici Usa, specie il Nasdaq 100 è salito di oltre il 2%. Questa mattina le piazze asiatiche hanno chiuso contrastate, ma gli indici restano solidi. Ma è in Europa che ancora permane questo clima di euforia. Dopo la prima ora di negoziazione gli indici sono tutti positivi. Oggi Milano è la prima della classe che, con un momentaneo +0,60% porta l’Ftse Mib oltre quota 44000. Le altre piazze europee tutte in guadagno tra il +1% di Londra ed il +0,23% di Francoforte. Mercato valutario con Dollaro stabile nei confronti dell’Euro. Oggi è lo Yen che ritorna a scambiare con la moneta unica oltre 178. Inutile dire che anche l’oro, che già ieri aveva ricominciato a salire, oggi confermando la vigilia si rafforza ulteriormente ed alle 10,30 è scambiato a 4150$ l’oncia. Anche il Brent oggi in ripresa, passa di mano a 64,30 $ a barile. La seduta continua e si conclude con rialzi generalizzati su tutti gli indici europei. Spicca il quasi +2% dello Smi di Zurigo, segue Milano con un +1,24%. Poi Londra con un +1%, con un guadagno di circa mezzo punto invece Parigi e Francoforte. Non vogliamo credere che sia bastata l’ipotesi della fine dello shutdown in America a generare un tale recupero. Fatto è che parlando di casa nostra l’Ftse Mib ad oltre quota 44000 non si vedeva dal 2001. Grandi rialzi per Stellantis, i titoli bancari, Assicurazioni Generali e titoli legati al settore del lusso. Sul valutario abbiamo assistito ad un buon recupero del F. Svizzero nei confronti dell’Euro mentre restano più deboli le altre valute da noi monitorate. Le materie prime vedono l’oro consolidare il valore di 4100$, ed il petrolio Brent oggi in ripresa, segna 65$ a barile (+2%). Infine controllando il settore obbligazionario domestico verifichiamo che la giornata è trascorsa senza variazioni di rilievo con valori stabili sia per spread (74 punti) che rendimenti (3,40%).

Mercoledì: Ieri sera Wall Street ha chiuso con gli indici contrastati, sale il DJ e perde qualcosa il Nasdaq a causa del nervosismo sul settore tecno. Tokyo al contrario chiude in rialzo, ma anche qui i titoli tecnologici sono stati sotto pressione. Non così le piazze europee che anche oggi partono positive, alcune di esse di gran carriera pronte a testare nuovi record. E’ il caso di Piazza Affari che dopo circa un’ora di contrattazione segna un +1,15%, bene pure Francoforte, intorno al +1%. Più moderati i rialzi delle altre piazze. Sul nostro mercato assistiamo alle performance degli stessi titoli di ieri che spingono su il listino. Sul mercato valutario è degna di nota il costante indebolimento dello Yen nei confronti dell’Euro (179,20) ed anche nei confronti del Dollaro. Il motivo sarebbe da ricercarsi nei risultati dell’economia nipponica, che a detta di un membro del Consiglio di Politica Monetaria della Banca del Giappone, presenta punti deboli in vari settori. Stabile il cambio Euro/Dollaro. Settore delle materie prime con oro a 4130 $ e petrolio Brent a 64,70 $ a barile. Tutti in discesa i corsi dei Titoli di Stato sul nostro domestico, con uno spread anch’esso sceso a 73 punti mentre i rendimenti si attestano al 3,40%. Terza giornata di rialzi consecutivi per le piazze europee. Milano in particolare a metà seduta ha visto l’indice Ftse Mib toccare quota 45000 un valore che non si vedeva da oltre venti anni. Grande rialzo ancora per alcuni titoli bancari, Mediobanca, Monte Paschi, Unicredit ed IntesaSanpaolo in particolare. Crolla il titolo A2A a seguito dei risultati trimestrali negativi. Mercato valutario con Dollaro stabile e Yen in sofferenza che viene dato contro euro a 179,22. Sul mercato delle materie l’oro oramai sta di nuovo a quota 4200$, rivede i prezzi di alcune settimane fa. Crolla il valore del petrolio Brent che nella seduta perde più del 3%. Nel settore domestico del reddito fisso inversione di tendenza per i prezzi dei Btp che nel pomeriggio sono tornati in territorio positivo. Stabile Spread 73 punti e rendimenti al ribasso 3,37%. La borsa americana nel pomeriggio prosegue con gli indici contrastati. E’ da segnalare che sono stati comunicati ieri i dati del lavoro in America che hanno deluso un poco le aspettative. Per oggi è previsto il voto alla Camera per uscire dallo shutdown.

Giovedì: ieri pomeriggio in America dopo il voto positivo della Camera, Trump ha ratificato la fine dello shutdown con la sua firma. Gli indici di Wall Street hanno chiuso contrastati. Il Nasdaq sulla parità come lo S&P. Positivo di uno 0,68% il DJ grazie al paniere molto ampio di titoli considerati. Questa mattina la piazza nipponica termina le contrattazioni con un +0,43%. Dando per scontato che l’ottimismo per la fine dello shutdown è durato già tre giorni, oggi ci aspettiamo un mercato più calmo in Europa. Infatti intorno alle 12,00 le piazze europee hanno già ridotto i rialzi con i quali la giornata era iniziata. Francoforte e Londra sono al momento negative. Positive Parigi + 0,63%, segue Milano e Zurigo. Sul nostro listino il titolo Fincantieri oggi con un + 5% recupera quel 6% che ha perso ieri. Per il resto ancora in rialzo alcuni titoli bancari. Mercato valutario con l’Euro sempre forte, questa mattina il cambio Eur/$ è 1,1619 mentre Eur/Yen è 179,70. Le materie prime vedono l’oro molto richiesto questa mattina e quindi con un prezzo al rialzo 4230$ intorno alle 12,15. Il metallo giallo rivede quindi i valori di un mese fa. Il petrolio intorno ai 63,00$. Il prezzo del greggio che questa settimana sta subendo bruschi cambiamenti è condizionato dalle notizie provenienti dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Comunicazioni sempre legate a eccesso di produzione per il prossimo anno, diminuzione della domanda, scorte di barili in giacenza superiori alle esigenze. Terminiamo con il mercato del reddito fisso domestico i prezzi dei titoli sono contrastati questa mattina, lo spread in leggera flessione (72 punti), rendimenti al 3,37% (rilevamenti delle 12,30). La nostra analisi di questa mattina è stata confermata, nel pomeriggio quando man mano che la seduta volgeva al termine i realizzi sono aumenti su tutte le borse europee, che hanno chiuso al ribasso. Le peggiori Francoforte e Londra che perdono oltre l’1%. Con -0,40% finisce la seduta a Zurigo, mentre sempre in territorio negativo ma di poco Parigi e Milano. In Piazza Affari è degna di nota la caduta del titolo Azimut del 14%, il crollo del prezzo è dovuto alla nota di Bankitalia che a seguito ispezione ha constatato carenze di governance ed organizzazione. Oramai i mercati raggiunti ulteriori massimi necessitano di una correzione.  Sul valutario continua la forza dell’Euro che aumenta anche nel pomeriggio e penalizza Dollaro e Yen nonché il Dollaro canadese, quello di Hong Kong e Singapore. Prezzo dell’oro in leggera flessione nei confronti di stamane ma regge bene la quota di 4200$ oncia. Il Brent per tutto il giorno ha mantenuto i 63,00 $ a barile. Terminiamo la panoramica con il solito sguardo sul mercato del reddito fisso: i prezzi sono tutti al ribasso i rendimenti al 3,41% e lo spread a 73 punti base. Nel momento in cui scriviamo (ore 19,00) gli indici Usa sono tutti negativi di più dell’1%.

Venerdì: confermando l’andamento al ribasso già visto da inizio seduta gli indici di Wall Street hanno chiuso ieri sera con un deciso ribasso. Il Nasdaq ha perso il 2%, gli altri indici l’1,60% a testa. Allineandosi alla piazza americana tutte le asiatiche questa mattina hanno terminato con segno meno. Tokyo con – 1,70% viene superata da Seul, che con un – 3,80% è la peggiore di tutte. Ritornando nel Vecchio Continente assistiamo ad un inizio di giornata che non poteva essere certo diverso dalle altre borse. Le europee sono tutte negative ma gli indici scendono, almeno per ora, in maniera meno brusca. Per Piazza Affari osserviamo che questa settimana sempre lo stesso gruppo di titoli ha fatto il bello ed il brutto sul listino. Gli stessi bancari, automotive, ed assicurativi che sono tanto saliti i giorni scorsi, oggi ritracciando portano giù il Ftse Mib. Il settore valutario mostra i cambi stabili questa mattina, le valute passano di mano agli stessi cross di ieri pomeriggio. Settore materie prime con l’oro dal prezzo leggermente più basso stamane, fermo restando che vale 4175$ l’oncia. Oggi il petrolio riprende valore, il suo prezzo recupera e torna a 63,70$ a barile. In discesa anche tutti i corsi dei Btp. Sul settore obbligazionario questo inizio seduta fa registrare lo spread a 75 punti base e i rendimenti al 3,46%. Durante il corso della seduta abbiamo assistito ad una ulteriore rapida e uniforme caduta di tutti gli indici di borsa. Milano nel momento peggiore   perdeva oltre il 2%. A seguire tutti gli altri con oltre l’1%. Nel pomeriggio poi da quando gli indici Usa dopo un iniziale ribasso hanno corretto la tendenza anche in Europa si è recuperato leggermente. Il finale vede Milano la peggiore, trascinata già dalla caduta dei titoli bancari, seguita da Londra e Zurigo. In rosso anche Parigi e Francoforte, ma con ribassi più contenuti. Questo brusco ribasso viene da alcune fonti giustificato dal fatto che svanisce in dicembre un taglio dei tassi da parte della Fed. La nota aggiunge che a causa del prolungarsi dello shutdown non sono più stati pubblicati dati ufficiali sullo stato dell’economia Usa tali da fare orientare la Fed verso una decisione. Il prosieguo della seduta sul valutario è rimasto praticamente inalterato, i fixing in tabella sono stati i riferimenti anche per gli scambi pomeridiani. L’oro invece è sceso decisamente durante la mattinata e dopo avere toccato il punto più basso a 4050 $ è risalito di circa 50$ ed il suo prezzo di scambio è rimasto circa 4100 per tutto il pomeriggio. Buona invece la ripresa del prezzo del Brent che ritrova i 64,30$ a barile ed intorno a questo valore passa di mano nel pomeriggio. Infine gli ultimi dati giornalieri relativi al reddito fisso mostrano lo spread a 74 punti i rendimenti al 3,45%, i prezzi dei Btp si confermano al ribasso. L’ultima seduta della settimana nella piazza newyorkese finisce con gli indici contrastati. Negativo il DJ (0,65%), poco sopra la parità il Nasdaq, poco sotto l’S&P.

Borse Europee e Mondiali: fonti giornalistiche continuano a giustificare le flessioni sui mercati in questi ultimi due giorni accampando i motivi più svariati, (shutdown, tassi, trimestrali, bolla sull’AI ecc.). Chi scrive insiste sul fatto che non c’è quasi piazza al mondo che in queste settimane non ha toccato nuovi massimi o rivisto massimi storici. In Asia il Giappone ha toccato i massimi intorno a fine ottobre, in America idem il Nasdaq, mentre il DJ lo ha fatto in questi giorni. La nostra più modesta Piazza Affari in settimana ha rivisto i 45000 punti, idem Parigi è sui massimi. Insomma perché meravigliarsi se a questi livelli gli operatori passano ai realizzi? Inoltre i mercati hanno un fisiologico bisogno di tirare il fiato quando si raggiungono certi livelli. Concludendo, a nostro modestissimo parere non capiamo come con tanta incertezza geopolitica, con politiche economiche portate avanti in maniera prepotente dagli Stati Uniti, con paesi europei un tempo leader in economia (Francia Germania) oggi un poco in difficoltà, c’è tutto questo entusiasmo sui mercati borsistici forse un poco eccessivo. Insomma, la realtà è meno rosea di come i listini la rappresentano. Ma ritornando ai numeri possiamo farci aiutare dalla tabella. I primi tre giorni della settimana vediamo i valori degli indici tutti costantemente al rialzo. Mercoledì i massimi. Da giovedì si è cominciato ad assistere ad un ripiegamento generalizzato su tutte le piazze.

Mercato obbligazionario domestico e spread: in questi giorni il nostro settore obbligazionario ha mostrato qualche segnale di rallentamento. I prezzi dei Btp hanno avuto un andamento contrastato questa settimana giovedì e venerdì sono stati prevalentemente negativi. Lo spread nei confronti dei Bund tedeschi invece è un poco risalito dai minimi di qualche settimana fa e durante il periodo osservato è ritornato anche a 76 punti base. Il minimo non è mai sceso sotto i 72 punti. Riguardo ai rendimenti la forbice ha segnato un minimo al 3,37% ed un massimo al 3,45%, marcando un range abbastanza ristretto.

Mercato valutario: per tutta la settimana la Moneta Unica Europea ha mostrato la sua forza nei confronti di un Dollaro che nella seconda parte della settimana è tornato ad un cambio superiore a 1,16 contro l’Euro. Ma è degna di nota la debolezza della valuta nipponica. In settimana infatti lo Yen perdendo sempre valore finisce a segnare un cross di 179,00. Diverso il discorso per il Franco Svizzero che mostra sempre la sua forza e stabilità, cosa che è avvenuta anche per la Sterlina. I valori in tabella chiariscono quanto siano state lievi le oscillazioni di queste valute.

Petrolio: nervoso ed alquanto altalenante questa settimana il prezzo del petrolio Brent. Vari sono stati i motivi che hanno causato questo andamento. Da un lato abbiamo visto che l’eccesso di offerta e la minore domanda ha penalizzato il prezzo. Nella seconda parte della settimana l’intensificarsi degli attacchi Russi ai danni dell’Ucraina e le sanzioni che gli Usa vogliono attuare contro alcune compagnie petrolifere Russe, hanno generato un’inversione di tendenza.

Oro: Il metallo giallo di cui tanto si parla in questo periodo, in questa settimana è di nuovo tornato alla ribalta sul mercato. Gli operatori hanno dimostrato di nuovo un notevole interesse ed il valore che già venerdì scorso era tornato in area 4000 non ha fatto altro in questi giorni che confermare e consolidare questa ripresa. Mercoledì e giovedì sono stati i giorni in cui gli scambi sono avvenuti ai prezzi più alti, fino a 4200$. Nell’ultima seduta una correzione di prezzo ha riportato il valore a 4050 per vederlo poi stabilizzarsi in area 4100$ oncia.

Date 10/11/25 11/11/25 12/11/25 13/11/25 14/11/25
Indice Italia Ftse Mib 43896 44439 44793 44755 43995
Indici Europa Dax (D) 23960 24096 24381 24043 23887
Cac40(Fr) 8056 8156 8241 8264 8170
Ftse100(Gb) 9787 9900 9911 9808 9696
Smi (Ch) 12455 12702 12794 12241 12634
Indici Mondo Dow Jones 47369 47928 48255 47457 47147
Nasdaq 100 25612 25533 25517 24993 25008
S&P 500 6832 6846 6851 6737 6734
Nikkei 225 50912 50843 51063 51282 50376
Valute Eur/Usd 1,1571 1,1575 1,1576 1,1619 1,1648
Eur/Gbp 0,8778 0,8804 0,8823 0,8819 0,8846
Eur/Chf 0,9318 0,9278 0,925 0,9244 0,9185
Eur/Yen 178,31 178,46 179,19 179,57 179,22
Materie Prime Petr.Brent 63,54 65,23 62,82 63,15 64,45
in $ a barile
Oro 4095 4117 4199 4202 4101
in $ oncia
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