MEPHISTO NUOVO CODICE DELLO SPETTACOLO 2026 – PROPOSTA REALE O SOLO CINEMA?
MEPHISTO
NUOVO CODICE DELLO SPETTACOLO 2026
PROPOSTA REALE O SOLO CINEMA?
Raffiche di chiacchiere per il nuovo codice dello spettacolo, un film gonfiato che si riduce in tre soldi. Il nuovo Codice dello spettacolo, presentato in bozza dal Ministero della Cultura, grida ad una rivoluzione culturale dal sapore nostalgico MOVIMENTO VÖLKISCH.
https://de.wikipedia.org/wiki/V%C3%B6lkische_Bewegung
LA CITAZIONE
MEPHISTO, il film, (Basato sul romanzo di Klaus Mann, il film di Istvan Szabo, vincitore dell’Oscar nel 1981) un lavoro pieno di delizie affascinanti e di terrificanti conseguenze. Ambientato nella Amburgo dei primi anni ’30, la storia è quella di un attore di provincia, Hofgen, interpretato da Klaus Maria Brandauer, che bagnato dai riflettori desidera diventare il più grande attore tedesco. Mentre la stella di Hofgen sorge e splende dopo la magnifica interpretazione del personaggio Mephisto nell’ opera FAUST, allo stesso tempo l’ombra del governo nazista si allarga, e paradossalmente vede nell’attore Hofgen un magnifico rappresentante, da sacrificare, della menzionata ideologia.
OGGI, IN ITALIA, PARADOSSO O REALTA’?
Il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi sta lavorando al nuovo Codice dello spettacolo per diventare legge entro il 31 dicembre 2026.
FONDAZIONI GRASSE E MAGRE – NUOVO CODICE, VECCHIE TRADIZIONI?
La logica di base è che se lo Stato finanzia, detta legge e di conseguenza monitora!
Per assurdo il ministero della Cultura potrebbe decidere autonomamente in determinate situazioni, di declassare una fondazione da GRAN TEATRO a teatro d’opera.
IL MIO PUNTO DI VISTA?
La riforma a cui guardare non dovrebbe diventare drastica in quanto gli argomenti contenuti nella già menzionata proposta Codice sono tanti. E’ vero che le fondazioni Teatro Alla Scala (Milano) e Accademia di Santa Cecilia (Roma) resterebbero in piedi in modo iperstatico ed è anche vero che un pensiero volante, di corridoio scenico, nel febbraio 2020 (durante il prepotente Momento Covid) lasciava edificare l’idea di un Insieme (l’unione fa la forza) di fondazioni lirico sinfoniche (che nella normale produttività da tempo manifestavano e manifestano appetito di fondi ma restavano e restano comunque Magre al cospetto delle altre Autonome) ma è anche vero che tali proposte potrebbero divenire realtà, una realtà studiata con i Cervelli Giusti! E personalmente non vedo strumentalizzazioni politiche in relazione alla Bandiera di turno (La politica corre verso il denaro e di solito la politica diventa politicizzazione perché sono le lobby a decidere.) ma annuso bollenti tavoli al fine di un distinto lavoro, e in corso d’opera proverò a spiegare il perché di questa mia Visione.
SOLO TRADIZIONE?
Sbagliato sarebbe eclissare le Sperimentazioni; il Teatro è come l’Architettura, manifesta al presente l’evoluzione tra Storia e Antropologia di una comunità!
Altrettanto sbagliato sarebbe annaffiare l’alberello del Nepotismo!
Cristiano Chiarot è tra i pochi disposti a parlare. È stato sovrintendente alla Fenice dal 2010 al 2018 (ma a Venezia lavorava già dal 1980), e per un breve periodo al Maggio Fiorentino. Ha pubblicato sul Manifesto un articolo intitolato “Un codice che sa di restaurazione”.
Cristiano Chiarot teme il ritorno del Regime!
Pensiero lecito ma forse azzardato.
Credo che questa Riforma, nel panorama dello spettacolo, possa lasciar svegliare tanti studiosi del mondo del Lavoro, di questo lavoro, e parlo principalmente di figure cardine dell’organizzazione e della pianificazione dei cartelloni della Lirico Sinfonica. Invogliare i giovani alla musica classica è cosa buona e giusta, lasciar digerire forzatamente un “La Forza Del Destino” perché diventi strumento di formazione politico-sociale e ideologica è roba da bocciare! L’Insieme delle fondazioni Magre dovrebbero risorgere con un meccanismo compatto e ancora più meticoloso al fine di rigenerare le figure professionali dello Spettacolo e formare sempre meglio, grazie all’ausilio delle parti sociali, in modo da poter soddisfare una rete di esigenze dove la Mobilità del personale avrebbe identità e orgoglio su territorio nazionale.
GIÙ DALLA TORRE I SOVRINTENDENTI? NO!
SUL TRONO I DIRETTORI GENERALI? FORSE!
IL TUTTO OPINABILE!
Senza nulla togliere alle decisioni interne di cadauna fondazione, oltre al sovrintendente ci potrebbe stare anche un direttore generale ma nella valutazione delle piramidi che si configurerebbero, creare un sovrintendente unico a capo delle “Magre” e delegare potere subordinato ai direttori generali starebbe a significare perdita di prestigio cadauna fondazione “Magra”.
L’INCUBO – LA SIMILITUDINE DEL CAMBIAMENTO – ITALIA OGGI, MEPHISTO IERI
I cambiamenti striscianti e insidiosi che stanno avvenendo nella politica italiana avvennero anche in quella tedesca degli anni ‘30 e sempre vissuti attraverso gli occhi di Hofgen. In effetti, la sua persona è un paradosso che riflette i tempi tumultuosi che la Germania nazista ha generato, dove le vere opinioni erano tenute nascoste, le identità dovevano essere mascherate e quindi costantemente performanti.
IERI – QUEL PENSIERO GENERA MOSTRI
Mephisto/Hofgen/attore/uomo/cittadino, si modella in un tipo di uomo che non ha una vera personalità e la cui ambizione miope lo rende cieco da ciò che lo circonda. Scenari gabbia crescono con particolare favore per l’attore/uomo/attore inconsapevole, che man mano della sua preminenza negli ambienti di bandiera lasciatogli in eredità dalla cultura seducente e viscida del regime, lo conducono ad arrivare al “troppo tardi”, dove la sua carriera è essa stessa un patto faustiano senza ritorno.
OGGI LA SPERANZA – UN TAVOLO PER DIALOGARE
1) Accorpamento di Produzione tra le “Magre”, necessario tra programmazione e finanze!
2) Focus distribuzione fondi, necessario, capillare ai fini di evitare disavanzo ed evitare interruzioni di Produzione e discontinuità contrattuale dei lavoratori.
3) Ok per un corpo di ballo nazionale, proporrei una fondazione unica per il ballo con l’accorpamento degli altri corpi di ballo e relative scuole di ballo attualmente in piedi presso le fondazioni lirico sinfoniche.
Saranno pur visionarie le mie riflessioni ma da creativo ho sempre guardato oltre ed il tempo qualche volta mi rende giustizia, grazie.
“La mia vita è stata un’opera teatrale!”
da Mephisto – film 1981 diretto da István Szabó, tratto dall’omonimo romanzo di Klaus Mann
13 novembre 2025
Michele Letizia
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