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Giancarlo Siani: il ragazzo con il taccuino e la penna.
Quaranta anni dall'uccisione di Giancarlo Siani, il giornalista d'inchiesta de "Il Mattino"

Giancarlo Siani

Gira la provincia di Napoli con la sua Mehari verde sempre in tasca il taccuino e la penna. Giancarlo Siani è spinto dal desiderio di cercare, scoprire, curiosare e fare domande in giro.

Contraddistinto dal carattere intraprendente che solo un giovane di venticinque anni può avere e che è necessario per fare quel giornalismo d’inchiesta, Giancarlo la sera torna in redazione e prepara i suoi pezzi.

Batte sui tasti della sua macchina da scrivere e compone articoli dove rivela e rende pubbliche storie di criminalità organizzata.

Non più…  Quaranta anni fa ha pagato con la vita questa sua intraprendenza.

 

Ricordo tutto di quei giorni. Non ho mai conosciuto Giancarlo Siani, forse però essendo stati coetanei, o perché dello stesso quartiere, rimasi molto colpito dal suo assassinio.

Crescendo e diventando adulto ho sempre pensato che a lui non è stata concessa la possibilità di diventare un professionista e portare sulla carta stampata il giornalismo che praticava.

Solo tre anni fa, proprio in questi giorni, ebbi il coraggio di recarmi in “pellegrinaggio” nel luogo della sua uccisione alle spalle di Piazza Leonardo, angolo che per me “vomerese” era diventato un luogo di dolore.

Per non dimenticare.

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