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Sviluppo del Sud: Fiore Marro tra le Eccellenza Italiane 2026
L’On. Alessandro Caramiello gli ha conferito la riconoscenza

A Fiore Marro, Giornalista, Direttore della testata L’inviato News e Presidente Nazionale dei Comitati delle Due Sicilie, il riconoscimento “Eccellenza Italiane 2026”.

Il premio è un’iniziativa promossa dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori, guidato dall’On. Alessandro Caramiello, insieme al Vicepresidente della Camera, On. Sergio Costa, nato con l’obiettivo di valorizzare le migliori risorse, amministrazioni e figure di spicco del Mezzogiorno.

Il riconoscimento a Fiore Marro, a Roma il 22 ottobre 2026, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati alla  presenza di un gruppo di suoi amici arrivati dalle regioni del sud.

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Per la seguente motivazione: “Per la profonda dedizione e l’instancabile impegno profuso nella difesa e nella valorizzazione dell’identità storica e culturale del Mezzogiorno.

Autore e divulgatore, lavora quotidianamente per restituire voce alle radici meridionali, promuovendo con fierezza il riscatto culturale e la memoria del Sud”.

Il giornalista Emilio Caserta ha dato inizio all’incontro dando la parola all’On. Alessandro Caramiello, che ha incentrato il suo intervento sulla valorizzazione della nostra terra, tra opportunità e criticità.

L’intervento integrale: “Anzitutto buongiorno a tutti.

Vi ringrazio per essere qui oggi nonostante un’Italia bloccata, più che altro un sud bloccato per quello che sta avvenendo.

La massima solidarietà ai trasportatori, agli allevatori, agli agricoltori e ai pescatori che sono allo stremo.

Io tra l’altro sono in Commissione Agricoltura, quindi più volte in questi anni ho affrontato le tante tematiche che vive il comparto primario.

Quindi capisco bene cosa stanno vivendo.

So bene che il gasolio agricolo da 80 centesimi a febbraio, oggi costa € 1,70.

I pescatori preferiscono non uscire in mare, perché non sono sostenibili i costi.

Purtroppo, ciò che sta avvenendo oggi ci fa capire come l’Intergruppo Parlamentare, privo di colore partitico, ma consapevole che la politica attraversa ogni cosa, sia essenziale per lavorare in maniera sinergica e affrontare le problematiche del Meridione.

Diceva D’Azeglio “Abbiamo fatto l’Italia, adesso dobbiamo fare degli italiani”.

Purtroppo dal 1861, dall’Unità d’Italia, da quando è nata la questione meridionale, c’è ancora oggi uno scollegamento con il nord, tant’è che le proteste sono al sud e al nord non ci sono.

Ma l’Intergruppo ha questa forza di essere trasversale, 50 parlamentari di tutte le forze politiche.

E al di là di ogni steccato ideologico e partitico cercano di lavorare insieme su tematiche comuni.

Tant’è che il 4 novembre del 2024 noi abbiamo votato all’unanimità una mozione sulle aree interne.

È difficile che quel pannello alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica sia tutto verde, però qualche volta, quando cerchiamo di andare al di là di quel simbolo dell’ideologia, lavoriamo sempre per il bene comune della produttività.

I 50 parlamentari sono quasi tutti del sud, infatti io dico ai colleghi che siamo prima meridionali e poi parlamentari della Repubblica e se non ci pensiamo noi al meridione sicuramente non ci penseranno i colleghi del nord.

Allora, questo Intergruppo oltre alla parte politica ha, perché non è che sono stato l’unico, il primo ad inventare l’Intergruppo, ce ne sono tanti. L’innovazione però sta nel comitato tecnico scientifico.

Cioè, oggi a distanza di quasi 4 anni, 26 commissioni, che sono un po lo specchio delle commissioni parlamentari, al cui interno ci sono professionalità della società civile, sindaci, stakeholder, quindi tutta una serie di ordini professionali, che hanno deciso, grazie però questa volta alla politica che si è messa in una modalità di ascolto, di portare delle proposte, delle richieste, delle esigenze.

E quindi portando queste proposte alla politica, la politica la fa propria la proposta, la trasforma in un atto parlamentare, che sia un emendamento, una mozione, una rivoluzione, una proposta di legge, che poi cerchiamo di approvarla tutti insieme perché viene da voi,  dalla società civile.

Spesso capita, nelle commissioni parlamentari, che noi facciamo un ciclo di audizioni e ascoltiamo dei mondi, ma non ascoltiamo tutto quel mondo, che sia agricolo che sia del terzo settore o di ordini professionali.

E quindi approviamo delle leggi monche.

Perché forse non vi abbiamo ascoltato fine in fondo.

Allora andiamo a sopperire a questa mancanza, cercando di ascoltare tutta la società civile, almeno quelle che riusciamo a intercettare, per poi proporre all’interno di commissioni parlamentari o di altre forze politiche, una proposta.

Noi non abbiamo problemi di sorta.

Ogni corrente politica può fare propria quella proposta e poi la portano in aula, se c’è convergenza la votiamo tutti insieme.

Questa è l’innovazione, al di là di un litigio continuo che ci può essere su un tema perché prevale il simbolo di partito o l’ideologia.

Ora da concludere alla fine di questo percorso, abbiamo creato uno spinoff sulle eccellenze meridionali, perché abbiamo tante eccellenze nel meridione che vanno ricordate, che vanno valorizzate.

Che vanno quindi portate all’attenzione dell’opinione pubblica.

Purtroppo, abbiamo un problema, abbiamo il problema di non essere mediatici.

Di non riuscire ad raccontare bene quello che facciamo.

Rispetto a degli influencer che invece hanno milioni di follower e riescono ad arrivare a milioni di cittadini.

Noi invece vogliamo raccontare il bello della politica, il fatto che la politica non deve regalare posti di lavoro ma deve creare quelle condizioni per generare posti di lavoro.

Noi dobbiamo avere la capacità di saperlo raccontare.

E tra i tanti progetti, come diceva il dottor Caserta, c’è quello del rischio Vesuvio, ma anche, si può dire, del rischio dei Campi Fregrei.

Perché oggi se malauguratamente, o il Vesuvio o i Campi Flegrei dovessero eruttare, sono 2 vulcani diversi, non c’è mai stata tra l’altro simultaneità nell’eruzione tra i Campi Flegrei e il Vesuvio, 600.000 vesuviani o 500.000 fregrei dovrebbero essere deportati verso il nord.

Io che sono di Portico, provincia di Napoli, dovrei essere trasferito in un luogo imprecisato del Piemonte.

Non mi dicono nemmeno la città.

E allora la proposta di legge che ho deposito è quella di andare a ripopolare le aree interne della Regione Campania in modo da trasformare un’emergenza in un’opportunità.

E se non ci sono le infrastrutture vanno create.

Se non ci sono ospedali vanno costruiti.

È lo stesso per le scuole, per i servizi, le infrastrutture, la banda larga e fare in modo che i nostri giovani possano rimanere sul proprio territorio, lavorare anche in Smart working e scegliere di andare via.

Non deve essere un obbligo, perciò è nato l’Integruppo di Sviluppo Sud, per cercare di eliminare quel gap che ancora abbiamo con il nord Italia, e ci stiamo provando in tutti i modi.

Quindi l’obiettivo è lavorare tutti quanti insieme.

Ognuno di noi si deve innamorare nuovamente del proprio metro quadro, lo deve rilanciare, lo deve valorizzare e se lo facciamo tutti quanti insieme, andremo sicuramente molto lontano”.

Io ringrazio voi per essere qui e ringrazio Fiore”.

Dopo la consegna della targa da parte dell’On. Caramiello, anche Fiore Marro ha voluto esprimere alcune parole di ringraziamento, sottolineando l’importanza del riconoscimento e l’impegno condiviso per il sud.

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“Sono orgoglioso del fatto l’On. Caramiello ha iniziato la sua carriera all’interno dei Comitati delle Due Sicilie.

Il nostro scopo, quando siamo nati era quello di creare una sorta di palestra per poi mandare i nostri giovani a pugnare per difendere il territorio delle Due Sicilie.

Quindi io sono fortemente orgoglioso di vedere uno dei nostri che è arrivato a questo livello, e spero che insieme a lui possono arrivare altri giovani a salvare il territorio e riportare in auge il nostro mondo.

Badate bene, non per tifoseria, non perché chissà cosa eravamo, però sono convinto, scusate la modestia, se l’Italia la facevamo noi era molto più bella a colori di quel grigiore che incontriamo ai tempi d’oggi.

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Tengo a ringraziare gli amici di Civitella del Tronto, il mio amico Editore Vins Tramontano, il mio referente pugliese, il mio referente di Castellammare di Stabia, il Consigliere Nazionale e Campano, la Dott.ssa Lucia Sforza, giornalista e l’Avv. Criminologo Capasso, che mi hanno accompagnato in questa giornata per me memorabile.

Grazie di essere intervenuti”.

Un sentito ringraziamento e vive congratulazioni da parte mia a Fiore Marro, una guida preziosa, capace di trasmettere alle nuove generazioni l’amore per le proprie radici e l’importanza di non dimenticare le proprie origini.

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