Mostra “Aliento de Espíritu”
Il dramma esistenziale e la bellezza dissidente di Yasiel Elizagaray conquistano Roma
Mostra “Aliento de Espíritu”, il dramma esistenziale e la bellezza dissidente di Yasiel Elizagaray conquistano Roma.
Il 17 ottobre 2026 nella maestosa e solenne cornice della Sala Vasari, incastonata all’interno dello storico Palazzo della Cancelleria a Roma, si inaugura un evento espositivo di eccezionale rilevanza artistica e culturale: “Aliento de Espíritu”, la prima mostra personale assoluta nella Capitale del pittore e scultore cubano Yasiel Elizagaray.
L’esposizione, attesissima da collezionisti, critici e appassionati d’arte contemporanea, giunge a Roma dopo aver riscosso un’eccellente accoglienza da parte del pubblico e della critica internazionale, trovando eco e plauso nei più prestigiosi spazi espositivi del mondo.
Ma questo appuntamento romano assume un valore ancora più profondo: la mostra si inserisce infatti organicamente nelle celebrazioni ufficiali per la Giornata della Cultura Cubana, che si commemora in tutto il mondo il 20 ottobre.
In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche e frammentazioni sociali, la pittura e la scultura di Elizagaray si erigono come una testimonianza potente e luminosa: la cultura possiede il potere unico di agire come uno strumento di pace autentica tra i popoli.
Attraverso la bellezza, la creatività e una ricerca formale coraggiosa, l’espressione artistica si eleva a ponte universale di dialogo, solidarietà e comprensione reciproca.
Il linguaggio dell’arte si conferma, ancora una volta, un cammino imprescindibile di fraternità e di pace per l’intera umanità.

Yasiel Elizagaray si distingue nel panorama contemporaneo come un artista eccezionalmente versatile e poliedrico.
Il suo cammino espositivo ed estetico nasce da una solida formazione accademica: sin dal conseguimento del diploma in Arti Visive nel 2005, Elizagaray ha avviato una costante, quasi ossessiva, sperimentazione rivolta all’esplorazione di nuove tecniche espressive, impasti cromatici e consistenze materiche.
Per Elizagaray, la materia pittorica non è mai un semplice supporto, bensì un corpo vivo che reagisce alle sollecitazioni del pensiero e dell’emozione.
La scelta dell’espressionismo non rappresenta una semplice opzione stilistica, ma diventa lo strumento definitivo e viscerale per decifrare e riflettere la complessa realtà che lo circonda e, in modo del tutto speciale, l’essenza intima dell’essere umano.
Dal 2008 ad oggi, Yasiel si è affermato come una figura fondamentale e imprescindibile della scena contemporanea cubana.
La sua partecipazione a importanti rassegne e mostre internazionali ha consolidato una cifra stilistica riconoscibile, maturata attraverso anni di studio e confronto con la grande tradizione pittorica occidentale e caraibica.
L’evoluzione e la piena maturità artistica di Elizagaray emergono con indiscutibile chiarezza nelle sue collezioni e serie più recenti, oggi parzialmente presentate nelle sale del Palazzo della Cancelleria.
Nella celebre collezione “Animas”, l’artista indaga con occhio spietato e commosso al tempo stesso la vulnerabilità dell’infanzia e dell’adolescenza.
Attraverso volti sfigurati, tratti somatizzati ed espressività marcate, le sue tele diventano una denuncia aperta della tragedia esistenziale, dell’isolamento e del dolore che spesso segnano la crescita e la condizione umana.
Non vi è intento caricaturale, ma la volontà pura di portare a galla l’invisibile spirituale attraverso la deformazione formale.
Alttrettanto intensa e acclamata è la serie “Aura”, nella quale la figura umana, in particolare il nudo femminile, diventa terreno di indagine etica ed estetica.
A tale proposito, il critico d’arte Hamlet Fernández ha acutamente osservato:
”Nelle silhouette delle donne, Yasiel riesce a corporizzare visivamente figure nude che sembrano scomporsi, evidenziando un dramma profondo, sebbene vi sia anche dignità, autoaccettazione e persino sensualità”.
Nelle sue tele, Elizagaray non esita a integrare nel nudo femminile i segni evidenti delle mutilazioni, della malattia o le cicatrici indelebili lasciate dal tempo.
In questo modo, l’artista pone lo spettatore di fronte a corpi dissenzienti, figure che rifiutano la levigatezza anestetizzata dei mass media e sfidano apertamente i rigidi, artificiali standard di bellezza del nostro secolo.
Il corpo imperfetto diventa così il luogo primario della verità, della resistenza e della dignità umana.
Oggi Yasiel Elizagaray lavora come artista indipendente, muovendosi costantemente tra il fascino coloniale di Trinidad e l’energia pulsante de L’Avana.
La sua ricerca attuale continua a concentrarsi sulla decostruzione del ritratto e della figura umana attraverso un espressionismo al contempo cerebrale e viscerale, reso ancora più drammatico e teatrale da chiaroscuri incisivi.
Osservando le sue opere, si percepisce l’eco viva dei grandi maestri della storia dell’arte mondiale, quali Francis Bacon, Jean Dubuffet e Francisco Goya.
A questo dialogo con la tradizione europea si affianca una radice culturale profonda che attinge direttamente ai pionieri dell’avanguardia cubana, in particolare a figure chiave come Fidelio Ponce e Antonia Eiriz, dai quali Elizagaray eredita il gusto per la tavolozza essenziale, il drammatismo formale e la sensibilità verso le angosce dell’esistenza.
Per comprendere appieno la posizione di Yasiel Elizagaray nell’arte cubana contemporanea, è illuminante accostare il suo lavoro a quello di un maestro assoluto come Alfredo Sosabravo.
Se Sosabravo incarna il colore radioso, l’ironia, la luce tropicale e la gioia spensierata dell’infanzia, Elizagaray si colloca esattamente sul versante opposto.
Yasiel è il pittore del trauma, delle ferite nascoste della fanciullezza, della solitudine, dell’inquietudine e dell’angoscia esistenziale.
Eppure, pur muovendosi su binari stilistici e tematici apparentemente inconciliabili, entrambi questi autori attingono alla medesima linfa vitale: le radici culturali profonde, complesse e vibranti della terra cubana.
Questo confronto evidenzia come la cultura di un paese non sia mai monolitica, ma un universo multiforme capace di accogliere tanto la festa e la luce quanto l’ombra e la riflessione profonda.
La mostra “Aliento de Espíritu” nella Sala Vasari non è soltanto una straordinaria esposizione d’arte contemporanea, ma un evento dal forte valore simbolico.
Il legame tra l’opera di Elizagaray e le celebrazioni per la Giornata della Cultura Cubana ricorda a Roma e al mondo quanto l’arte sia uno spazio d’incontro universale, uno strumento fondamentale per tessere fili di pace, comprensione e solidarietà autentica tra i popoli.
Quando le culture e le sensibilità si incontrano attraverso il linguaggio sincero dell’arte, non c’è spazio per la divisione, ma solo per la meraviglia del riconoscimento reciproco.
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