Ai domiciliari il neomelodico Marco Marciano: A Torre Annunziata, blitz contro la camorra.
Una violenta faida commerciale e criminale ha portato all’arresto di esponenti delle nuove generazioni della camorra oplontina. Tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli figura anche il cantante neomelodico Marco Scognamiglio, 25 anni, noto con lo pseudonimo d’arte di “Marco Marciano”. Il giovane, ritenuto legato da vincoli di parentela al clan Gionta, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
L’operazione, condotta dagli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Torre Annunziata, ha preso di mira la “terza generazione” dello storico clan dei Gionta e la fazione opposta, il cartello rivale denominato “IV Sistema”.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della DDA, il cantante venticinquenne avrebbe preso parte attiva a una serie di spedizioni punitive nei confronti di un esercente locale, ritenuto a sua volta vicino al gruppo del “IV Sistema”. L’obiettivo dei raid era imporre con la forza la chiusura del bar gestito dalla vittima.
Il commerciante è stato preso di mira in ben quattro occasioni distinte in un ristretto arco temporale. Nel corso delle aggressioni, l’uomo è stato ripetutamente schiaffeggiato, picchiato duramente anche con l’utilizzo di un casco da motociclista e pesantemente minacciato affinché abbassasse definitivamente la serranda della propria attività.
Il commerciante è stato preso di mira in ben quattro occasioni distinte in un ristretto arco temporale. Nel corso delle aggressioni, l’uomo è stato ripetutamente schiaffeggiato, picchiato duramente anche con l’utilizzo di un casco da motociclista e pesantemente minacciato affinché abbassasse definitivamente la serranda della propria attività.
L’inchiesta ha delineato le responsabilità dei singoli partecipanti alle spedizioni. Oltre alla misura dei domiciliari notificata a Scognamiglio, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per altri due soggetti ritenuti al vertice del gruppo d’azione: Valentino Gionta junior e Vincenzo Di Salvatore, considerati promotori dei raid intimidatori per conto del sodalizio criminale.
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