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Di Battista operato all’Avana, rientro rinviato: cosa sappiamo finora

Di Battista operato all’Avana

Alessandro Di Battista è stato sottoposto a un intervento chirurgico all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove era ricoverato da una settimana. Il rientro in Italia, inizialmente previsto per oggi, è stato rinviato: una decisione maturata dopo le ultime valutazioni cliniche e l’evoluzione del quadro neurologico dell’ex parlamentare.

Il malore risale al 28 agosto, quando Di Battista, impegnato a Santa Clara per le riprese di un documentario, è stato colpito da un violento mal di testa che lo ha costretto a chiedere assistenza nel presidio sanitario più vicino. Da lì è stato trasferito nella capitale cubana, dove i medici hanno disposto il ricovero e avviato una serie di accertamenti. In questi giorni l’ex M5S ha pubblicato diversi messaggi sui social, rassicurando sulle sue condizioni e manifestando la volontà di tornare quanto prima in Italia.

Nel frattempo sono arrivati a Cuba due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma, la compagna e alcuni amici, segno che la situazione era monitorata anche dall’Italia e considerata sotto controllo. L’intervento chirurgico, tuttavia, apre interrogativi su ciò che potrebbe essere accaduto nelle ultime ore.

Secondo l’analisi del neurologo Piero Barbanti, direttore dell’Unità Cefalee e Dolore dell’Irccs San Raffaele di Roma, il quadro descritto da Di Battista – un mal di testa improvviso e di intensità tale da provocare perdita di coscienza – è compatibile con una cefalea sentinella, seguita da una cefalea a rombo di tuono, una forma che raggiunge il picco massimo in meno di un minuto. Una manifestazione rara, spesso collegata a un’emorragia subaracnoidea, generalmente causata dalla rottura di un aneurisma. Non è l’unica possibilità, ma è la più frequente.

L’intervento, spiega Barbanti, viene eseguito quando si sospetta un’emorragia intracranica o una neoplasia. Nel caso di un aneurisma, l’operazione serve a bloccare la fuoriuscita di sangue e stabilizzare il paziente. «Nell’85% dei casi – osserva il neurologo – la causa è un aneurisma, più raramente un tumore».

Quanto al rientro in Italia, la tempistica resta incerta. Le patologie aneurismatiche pongono problemi legati alla pressurizzazione del volo, che può provocare spasmi e complicazioni. Serviranno giorni di convalescenza prima di autorizzare un trasferimento in sicurezza. Se la rottura dell’aneurisma è stata trattata con successo, il recupero può essere completo, come accaduto in altri casi noti, sia con intervento “a cielo aperto” sia con tecniche endovascolari.

Le prossime ore saranno decisive per capire quando Di Battista potrà lasciare Cuba e tornare a Roma.

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