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Stretta del Governo sulle targhe straniere: a Napoli e in Campania scatta l’obbligo di polizza italiana

Il governo italiano ha varato una decisa stretta contro l’esterovestizione, un fenomeno che vede la massiccia diffusione di vetture con targa polacca, bulgara o tedesca, in particolare a Napoli e nel resto della Campania.
Per contrastare questo escamotage, i ministeri dell’Interno e dei Trasporti hanno introdotto l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto italiana per tutti i veicoli immatricolati all’estero che circolano stabilmente sul territorio nazionale.
Questa misura si affianca al già collaudato obbligo di iscrizione al REVE (Registro Veicoli Esteri) gestito dall’ACI. L’obiettivo delle istituzioni è duplice:
  • Fermare l’evasione fiscale: molti automobilisti usano targhe oltreconfine per azzerare il superbollo, evitare il bollo auto e aggirare i costi elevati delle assicurazioni locali.
  • Garantire la legalità: la targa estera rendeva finora complesso, se non impossibile, per la Polizia Locale notificare le contravvenzioni oltre i confini nazionali.
Con le nuove regole, chi utilizza un’auto straniera in Italia dovrà allinearsi ai costi e alle coperture assicurative del Paese. In questo modo si garantisce la piena tracciabilità dei veicoli e la certezza dei risarcimenti in caso di incidente stradale.
La tolleranza per i trasgressori sarà zero. Chi circola stabilmente sul territorio nazionale senza una polizza italiana o autorizzata a operare in Italia rischia infatti sanzioni pecuniarie pesanti, con multe che vanno da 866 € a 3.464 €, oltre al sequestro amministrativo immediato del veicolo fino alla stipula del contratto. Se il veicolo estero viene utilizzato in Italia per più di 30 giorni senza la dovuta registrazione al REVE, scatta invece una sanzione amministrativa da 712 € a 2.848 € con il contestuale ritiro del documento di circolazione. Inoltre, se si guida un’auto intestata a terzi senza un documento con data certa che attesti il titolo di disponibilità del mezzo, la multa varia da 250 € a 1.000 €, con il fermo amministrativo del veicolo fino alla presentazione della corretta documentazione.
I tempi concessi ai residenti in Italia per mettersi in regola sono rigidissimi. Chi trasferisce la propria residenza anagrafica nel nostro Paese ha un massimo di 90 giorni di tempo per nazionalizzare il veicolo, immatricolandolo con targa italiana. Se invece un cittadino residente in Italia utilizza un veicolo intestato a una persona o società estera per più di 30 giorni complessivi nell’anno solare, ha l’obbligo di registrare il veicolo e il proprio nominativo all’interno della banca dati del REVE.
La legge prevede comunque alcuni specifici casi di esenzione in cui l’uso della targa straniera è legittimo. Sono esenti dall’obbligo di targa italiana i veicoli concessi in leasing o locazione da parte di società estere che non hanno una sede secondaria o effettiva in Italia, anche se resta obbligatoria l’iscrizione del locatario al REVE. Allo stesso modo, sono in regola i dipendenti o collaboratori residenti in Italia che utilizzano un’auto aziendale intestata a un’impresa con sede nella UE o nello Spazio Economico Europeo, a patto di custodire a bordo il contratto di lavoro o di comodato con data certa e registrare l’uso al REVE. Esenzioni totali si applicano, infine, al personale civile e militare dipendente da amministrazioni pubbliche in servizio all’estero, al personale delle forze armate internazionali e ai corpi diplomatici.

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