Omicidio Esposito, scatta il fermo: il presunto killer tradito dai tabulati e dai video
C’è una svolta nelle indagini sull’omicidio di Luigi Luca Esposito, il giornalista pubblicista di 53 anni strangolato e bruciato in un fondo agricolo a Eboli. All’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, supportati dai militari del Ros e dello Squadrone Cacciatori di Puglia, hanno trovato il presunto assassino , che si nascondeva all’interno di un casolare abbandonato nella zona sud della provincia. A incastrare il sospettato sono state le tracce digitali lasciate nelle ore precedenti al delitto. Gli specialisti dell’Arma hanno analizzato a fondo il computer e lo smartphone principale della vittima, recuperati nella sua abitazione di Lancusi di Fisciano. L’esame delle chat e dei tabulati telefonici è stato poi incrociato con le immagini di videosorveglianza di un’azienda agricola in località Cioffi, a Eboli. I filmati hanno confermato che Esposito non era solo in auto quando ha raggiunto il terreno dove ha trovato la morte. Il killer è arrivato sul posto insieme a lui.
E’ anche emerso che Esposito si presentava spesso come biologo senza averne i titoli. Ed infine Il matrimonio inventato: mostrava infatti una fede all’anulare sostenendo di essere sposato con una farmacista casertana; l’anello apparteneva in realtà a uno dei genitori defunti.
Un castello di carte relazionale e professionale che si scontrava con l’unica verità : la sua regolare iscrizione all’Ordine dei Giornalisti dal 2012 e la passione per il calcio locale. Proprio in questo fitto groviglio di segreti privati si nasconderebbe il movente che ha spinto l’aggressore a infierire sul 53enne prima di appiccare il fuoco. L’uomo fermato si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria di Salerno.
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