Quando la musica diventa radice: il mondo di Marcello Colasurdo
Il 5 luglio del 2023 ci lasciava il più grande esponente della Musica Popolare campana Marcello Colasurdo e questa settimana la rubrica La Musicaccia vuole dedicare in sua memoria un articolo che oltre a far ricordare il grande artista vuole tenere in vita il grande uomo di impegno sociale e sentimenti.
Marcello Colasurdo il più grande esponente di musica popolare campana della cultura contadina ed operaia, definito il Re della tammurriata, nato a Campobasso il 16-04-1955 cresciuto in un convento perché figlio di ragazza madre ed indigente, all’età di 10 anni si trasferisce a Pomigliano d’Arco (NA) dove nel cortile di Vico della Pigna viene accolto con la madre nella grande famiglia allargata di questo rudimentale luogo che fino all’età di 19 forma le basi culturali del grande personaggio.
Dalle donne e gli uomini di questo luogo Marcello apprende tutte le tradizioni e le storie della cultura popolare contadina ed affascinato le rende sue, negli anni 70 si forma un gruppo chiamato E Zezi e lui subito ne diventa la voce emblematica.
Da questo momento Marcello ha una escalation artistica e culturale collaborando in varie formazioni artistiche, bastano pochi nomi per far comprendere il grande valore di Colasurdo: Federico Fellini (nel film L’Intervista), Salvatore Piscicelli (varie collaborazioni in più film- documentari), ha collaborato con Dario Fo, Peter Gabriel, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Nacchere rosse, Almamegretta, 99Posse, Lello Traisci, Enzo Avitabile, Enrico Capuano, Bisca, Enzo Decaro, e tanti tanti altri.
La sua discografia comprende il lavoro del 1976 con il gruppo ‘E Zezi, Tammurriata dell’Alfasud; l’album pubblicato nel 1997 per la Compagnia Nuove Indie, Marcello Colasurdo, E manco ’o sole ce ’a sponta
Nel 2007 edito da Phonotype Record, ha pubblicato Marcello Colasurdo, Tammurriate e canti popolari devozionali.
Io ho avuto il piacere e l ‘onore di essere stato per un lungo periodo il suo chitarrista ed ho avuto la grande soddisfazione di condividere ben tre dei miei brani con il grande Marcello, Tammurriata do Volturno, Notte e Sant’Antuono e Fronna ‘Mpruvvisata, oltre ad avere la sua prefazione al mio secondo libro di antropologia musicale Suoni e ritmi della terra (Passerino editore).
Marcello era, per noi artisti di musica popolare, un punto di riferimento, un faro che sapeva far emergere da ogni artista la propria veridicità legata alla Madre Terra; pur conoscendo il suo grande valore è sempre restato umile e disponibile verso tutti, era sempre lì a dare un aiuto, un consiglio un’idea per far sì che la musica popolare potesse continuare.
Io ho un ricordo molto forte nel cuore ed è quando ogni 11 aprile si recava a Sant’Anastasia a portare una corona per i caduti nel lavoro della Flobert.
Ecco questo era il grande Marcello Colasurdo che fino all’ultimo è voluto stare con la sua gente quelli del quartiere Gescal di Pomigliano d’Arco che lo hanno sempre amato e sostenuto in ogni sua azione sociale, culturale e artistica, e non a caso proprio nella palazzina dove lui ha vissuto gli hanno dedicato un murales.
Per ricordare il mito della tammurriata molti artisti gli hanno dedicato quadri, pastori presepiali, ed anche io molto umilmente gli ho dedicato un brano che potete trovare su internet ‘Na tammurriata pe Marcello.
Si conclude così questa pagina della musicaccia che ha voluto ancora una volta ricordare un grande amico, un immenso artista un simbolo della Cultura popolare Marcello Colasurdo.
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