Caricamento in corso

Crollo dei prezzi: Coldiretti Caserta denuncia i maneggi che minacciano i produttori del Mezzogiorno
Agricoltori in piazza in tredici capoluoghi per fermare frodi, import selvaggi e speculazioni che colpiscono olio extravergine e grano duro, mettendo a rischio salute e imprese.

Coldiretti Caserta

CASERTA – La Coldiretti Caserta scende in piazza per dire no ai maneggi degli affaristi che stanno facendo crollare i prezzi dell’olio extravergine d’oliva e del grano duro, due produzioni simbolo del made in Italy e particolarmente del Sud Italia.

Il rischio non riguarda solo la sopravvivenza delle aziende agricole ma soprattutto la salute dei cittadini, vittime di inganni e mancanza di trasparenza.

La protesta ha toccato tredici capoluoghi di regione, tra cui Napoli, dove il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, ha consegnato le richieste dell’associazione nelle mani del viceprefetto vicario Franca Fico.
“I conti non tornano perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori, nascondendosi dietro la norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale. Quella norma va cancellata per tutti gli alimenti. Noi chiediamo controlli seri che devono diventare prove utilizzabili in tribunale. La salute dei cittadini e il futuro delle nostre aziende sono in gioco”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico.

L’Italia importa 545 milioni di litri di olio all’anno dall’estero, mentre la produzione nazionale è di appena 234 milioni di litri.  Questa dinamica ha provocato nell’ultimo anno il crollo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva del 50%, a fronte del fatto che i costi a carico dei produttori sono aumentati di oltre 200 € ad ettaro.

Relativamente alla filiera del grano duro, il direttore di Coldiretti Caserta ha denunciato con parole dure l’attuale grave situazione: “Quello che sta accadendo è vergognoso” – ha detto Miselli – “Da una parte i trafficanti pagano il grano al Sud 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro e il pane 3 euro. Dall’altra, continuano ad arrivare navi piene di grano trattato con glifosate, una molecola cancerogena. I nostri agricoltori chiedono un’azione immediata: fermare le frodi con controlli a tappeto, applicare la legge contro le pratiche sleali e vietare la vendita sotto il costo di produzione.”

Coldiretti reclama misure tangibili: aumentare le ispezioni, rendere utilizzabili come prove in giudizio le tecnologie avanzate come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, vietare la vendita sottocosto e la miscelazione di olio extravergine con sottoprodotti
trattati termicamente, sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo. Per il grano, si chiede di fermare le frodi con controlli a tappeto utilizzando la nuova Legge Caselli contro l’agropirateria, bloccare l’import di grano trattato con glifosate e mettere a disposizione 40 milioni per abbattere i costi di produzione attraverso i contratti di filiera.

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

Commento all'articolo