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Il viaggio in quelle stanze della mente che sono anche nostre, in tutti i sensi.

Sant’Agata dei Goti – Suggestiva l’iconografia poetica attraverso rappresentazioni su tela, portata in scena da Micael Letizià Benois sabato scorso, in una permanente a tempo su iniziativa della Pro Loco che si propone di essere capofila del progetto visionario del direttore artistico funambolo e lottatore di Sumo allo stesso tempo.

Retro’ movie di sapiente essenzialità, dove i viaggiatori del tempo si propongono nelle loro nudità più blasfeme santificare dalla ragione.

Accompagnati dalla magia del flauto di Anna Rotaniello e dalla maestria dei virtuosisimi delle sue corde, il chitarrista classico Enrico Varriano che hanno condotto i presenti, con le loro note alla passeggiata artistica che ha visto protagonisti:

Daniela Colonna secondo un ritmo incalzante determinato dal posizionamento immaginifico delle sue opere, ci propone spettri e demoni seduti al tavolo di una cantina sospesa sugli alberi senza liane: ci si può andare ma non si scende più !

Sabina Russo dilata la percezione del tempo riducendolo con i suoi quadri a un vomito di sangue e chiodi.

Angela De Rosa disegna i tratti di un delirio essendo lei stessa smania di uccidere le vittime della terra, non i carnefici di animali innocenti.

Luisa Colangelo e’ drammatica nel suo minimalismo concettuale dalle linee organiche e more ti che sono un segnale riprogrammato dai suoi lavori senza un tempo di attesa.

Conclude Benois che regala i graffi della sua anima desiderosa di carezze e di cannibalizzazione, le mani non mettono sale nelle ferite del prossimo. Silenzio scenico di Fiore Marro che ha un senso proprio come i tagli del Fontana che rivelano la tela violentata dalla mano dell’artista. Scelta iconoclastica voluta da tutti per sedimentare la cognitio del tempo che passa e che distrugge tutto inesorabilmente. Relatore di spessore Luisa Scalise che richiama tutti all’ordine ed a porsi in fila per ascoltare, se stessi innanzitutto, in quelle stanze della mente che sono anche nostre, in tutti i sensi.

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