Statua di Padre Pio in lacrime, l’Arcidiocesi indaga: “Niente fanatismi, ma il mistero resta”
Capua A distanza di giorni dall’episodio che ha scosso il rione Casalba, la statua di San Pio da Pietrelcina resta custodita nei locali dell’Arcidiocesi di Capua, lontana dagli sguardi dei fedeli e al riparo da nuove ondate di curiosi. La piccola comunità, intanto, prova a ritrovare un ritmo quotidiano, pur consapevole che l’eco di quanto accaduto è destinata a durare a lungo.
È stato don Girolamo Capuano, parroco della chiesa parrocchiale del quartiere, a dare per primo notizia di quelle che ha definito “lacrime inspiegabili” apparse sul volto della statua. Il sacerdote ha invitato sin da subito alla cautela, mettendo in guardia contro “fanatismi e strumentalizzazioni”, ma non ha nascosto la propria convinzione personale: “Non credo che quelle lacrime siano opera dell’uomo”.
Le sue parole hanno fatto il giro dei social e delle testate locali, attirando a Casalba decine di persone desiderose di vedere con i propri occhi la statua. Scene di preghiera collettiva si sono alternate a momenti di confusione, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per gestire il flusso.
L’Arcidiocesi ha reagito con la consueta prudenza prevista in questi casi: la statua è stata prelevata, messa sotto chiave e affidata a una commissione di esperti composta da teologi, canonisti e, secondo alcune indiscrezioni, anche consulenti scientifici, incaricata di esaminare il manufatto e raccogliere testimonianze.
Nessuna anticipazione trapela dagli ambienti curiali. “Servono tempo e rigore“, ha fatto sapere la diocesi in una nota, l’iter potrebbe richiedere settimane, se non mesi, prima che venga emesso un pronunciamento ufficiale.
Commento all'articolo