Civiltà latina e musica nell’antica Roma
La Musicaccia - La nostra rubrica questa settimana vuole evidenziare l'importanza dell'influenza culturale e sociale che ha avuto l'impero romano sul nostro territorio e nel corso della formazione psico-sociale della popolazione, ovviamente adoperando sempre lo strumento della musica che ci ha saputo tramandare valide notizie prive di manipolazioni ideologiche.
La grande e storica civiltà latina comincia nel VII secolo a.C. con la fondazione di Roma e termina nel 476 d.C. con la deposizione dell’ultimo imperatore romano d’Occidente, Flavio Romolo Augusto (data che diede anche l’inizio al Medioevo). L’impero Romano si era esteso notevolmente e ricopriva i territori dell’Italia, delle isole Britanniche, Gallia, Penisola Iberica, Africa settentrionale, Egitto, Palestina, Grecia, Mesopotamia, Dacia e la Romania. E’ ovvio che una così grande ampiezza di territori ha portato una notevole influenza culturale in ogni settore e di conseguenza anche sulla musica. Va detto anche che il popolo romano una particolarità tutta sua l’ha imposta nel settore musicale, ed era quella dell’inserimento di alcuni strumenti a fiato, anche se la sua evoluzione si ebbe quando si è confrontata con la musica greca e palestinese.
Ma tuttavia quello che resta della musica dell’antica Roma è solo una melodia di un verso di una commedia “l’Hecyra” di Terenzio. Per cui tutto ciò che conosciamo sulla musica dell’antica Roma proviene da fonti letterarie e iconografiche; infatti, la musica per i romani era intesa in senso pratico e funzionale, come contorno di un’attività e non come vera e propria arte.
Si utilizzava il canto monodico e corale, che veniva eseguito per le attività ritualistiche religiose, di lavoro e delle operazioni militari. I canti più antichi di cui si ha traccia in campo religioso sono “Carmina Saliaria”, che i sacerdoti Salii eseguivano mentre il corteo procedeva a passo cadenzato.
I canti nel settore militare “Carmina Triumphalia, che accoglievano i generali vittoriosi, dove erano adoperati strumenti a fiato come: TUBE , TIBIE , CORNI.
Quando nel 146 a.C. conquistarono la Grecia, i romani ebbero l’approccio con la vera e grande arte musicale e teatrale.
Solo allora a Roma si affermò il teatro tragico e comico in lingua latina, dove melodie e duetti si alternano al dialogo parlato.
Tra i vari compositori più importanti ricordiamo: Livio Andromico, Ennio Pacuvio, Plauto, Terenzio, Accio.
La musica cominciò ad essere adoperata a scopi artistici e pedagogici, tanto è vero che in quel periodo sotto insegnamento dei greci aumentarono i corsi d’insegnamento per i giovani ed in particolare nel periodo imperiale.
Gli strumenti che caratterizzarono la musica dell’impero romano furono: il corno munito di una traversa di sostegno, la tuba o salpinx consistente in un lungo tubo terminante ad imbuto, la bucina con bocchino a tubo a (S) , la tibia simile all’aulos greco a doppia ancia.
E’ difficile trovare influenze musicali apportate da questo popolo nella nostra terra del sud Italia, per la carenza di testimonianze scritte o raffigurate. Si potrebbero fare delle ipotesi su alcuni tipi di tammurriata che sembrano, ritmicamente parlando, dei veri ritmi di guerra e che sono accompagnati da flauti, ma sono solo supposizioni senza alcuna certezza.
Una cosa, però, è sicura che un popolo che aveva conquistato tutti quei territori ha saputo apprendere nozioni di qualsiasi argomento e le ha incrementate con le sue, questo scambio di culture ha fatto sì che il popolo italico fosse uno dei migliori nelle varie tecniche di costruzioni di ponti, nella costruzione di navi, locomotive e tante altre attività dove ancora oggi l’Italia ed in particolar modo quella del sud è la numero uno nel mondo.
(Lello Traisci)
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