25 aprile: la libertà è come l’aria
81° anniversario della Festa della Liberazione
“La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare…”, celebre frase di estrema attualità.
Lo disse il giurista e padre costituente Piero Calamandrei, che nel 1955 esortò a non essere indifferenti, sottolineando che occuparsi di politica è un dovere civico per evitare di perdere la libertà stessa.
Il 25 aprile 2026 segna un evento cruciale nella storia italiana: l’81 anniversario della Giornata della Liberazione.
In questa data commemorativa, si celebra la fine dell’occupazione nazifascista e il trionfo della libertà.
È la vittoria della Resistenza e del popolo italiano avvenuta il 25 aprile 1945, che con l’insurrezione generale nel Nord Italia decise il proprio destino, avviando la transizione verso la democrazia e la Repubblica.
Non fu solo lotta armata, ma una ribellione morale, civile e sociale che ha trasformato la libertà in un diritto fondante.
Quindi il 25 aprile, essendo una festa civile istituita ufficialmente con decreto luogotenenziale il 22 aprile 1946 dal governo De Gasperi, rappresenta la memoria condivisa della resistenza e la riconquista della libertà, appartiene pertanto alla Repubblica e a tutti i suoi cittadini.
In occasione delle celebrazioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, definendo la Liberazione un “riscatto morale e civile” e ha ammonito che il prevalere della “legge del più forte” è barbarie nella vita internazionale.
Ha inoltre ribadito l’impegno della Repubblica per la pace e i diritti umani.
Celebrare la festa della liberazione come “festa di tutti” è un invito a riconoscere il valore inestimabile della democrazia come bene comune che appartiene all’intero popolo italiano, senza distinzioni di parte.
La memoria del 25 aprile continua oggi attraverso la responsabilità civile.
La resistenza oggi non è più armata, ma culturale e civile, fondata sulla responsabilità personale e sulla cura dei diritti altrui.
Essa si traduce in una lotta non violenta in difesa della dignità umana, della democrazia costituzionale e dell’ambiente, combattendo razzismo e disuguaglianze attraverso la partecipazione attiva e la consapevolezza.
Mentre la celebre metafora “La libertà è come l’aria”, di Piero Calamandrei è oggi è di drammatica attualità.
Nel 2026, la libertà è messa alla prova da conflitti globali, compressione dello spazio civico e la necessità di bilanciare sicurezza e diritti, rendendone urgente la salvaguardia.
Un’altra celebre frase di Piero Calamandrei, parlando del valore della libertà e la resistenza, è “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione”.
Ho conosciuto persone che hanno vissuto quei momenti e hanno contribuito alla liberazione dell’Italia.
Per questo sento di dire: “Questa libertà è costata sangue, difendiamola nel loro rispetto”.
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