Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 13 al 17 aprile 2026
Una settimana non facile da seguire sui mercati, i tanti avvenimenti ed annunci provenienti dal fronte bellico hanno condizionato i prezzi di continuo, venerdì la più importante: riapre lo Stretto di Hormuz.
Geopolitica, scenario internazionale e conflitti: Diplomazia al lavoro in questo fine settimana 11/12 aprile. Questa è la notizia più importante che ha tenuto tutti con il fiato sospeso nella speranza che l’accordo di tregua tra Usa e Iran si possa tramutare in un accordo di pace. Gli incontri diplomatici si sono tenuti nella giornata di sabato e fino a notte fonda ad Islamabad in Pakistan, il paese asiatico infatti si è offerto come mediatore tra le due parti. I protagonisti sono stati il vice presidente Usa Vance ed il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf con il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi. All’alba di domenica gli incontri si sono conclusi con un nulla di fatto. Le parti hanno fatto ritorno nei loro paesi e gli esperti di diplomazia affermano che difficilmente ad un primo incontro si riesce a raggiungere un accordo definitivo. Fermo restando che ognuno dei due paesi afferma che erano le proposte dell’altro inaccettabili, i punti su cui la trattativa si è arenata sono facili da immaginare, e sono l’accordo sul nucleare e la faccenda Hormuz. Per il primo punto gli Usa vorrebbero imporre al paese asiatico un totale annullamento del programma nucleare, e nel contempo un ritorno immediato alla normalità nel transito delle navi nello Stretto di Hormuz. L’Iran ovviamente non accetta il primo punto ed usa Hormuz come arma di ricatto. Oltretutto sulla riapertura dello stretto, per mettere in sicurezza la navigazione, c’è da fare una difficile bonifica sulle tante mine disseminate dall’Iran per impedire il passaggio delle navi ad inizio conflitto. Ora sembra che questo lavoro sia molto difficile a causa del fatto che questi ordigni vaghino alla deriva nello stretto senza essere segnalati.
Ritornando in Europa domenica 12 si svolgono le elezioni governative in Ungheria i due candidati sono Victor Orban che si ricandida dopo sedici anni di premierato e Peter Magyar uomo dalle idee moderate e filo europeiste. In un periodo in cui l’Unione Europea sta vivendo un momento di crisi profonda il risultato di queste elezioni potrebbe assumere una valenza di un certo peso.
Infine veniamo in Italia dove a Roma anche il Pontefice ha fatto sentire più decisamente la sua voce rivolgendosi ai vari contendenti nei conflitti internazionali ed invocando la pace. Fermo restando che il mondo laico da peso nullo a ciò che dice il Papa, fa piacere ascoltare un monito forte a favore della pace da parte del Santo Padre che è anche un Capo di Stato.
Lunedì: Il fallimento dell’incontro di Islamabad fa temere un’apertura negativa per le piazze finanziarie. In realtà questo avviene ma il ribasso è moderato quanto meno per le piazze asiatiche che sono le prime nell’arco delle ventiquattro ore ad essere influenzate da queste notizie. Tokyo chiude con il Nikkei che perde -0,74% ed il Topix -0,45%. Anche per le borse europee la seduta si è svolta all’insegna del ribasso, ma la volatilità, segno dell’incertezza, ha caratterizzato la giornata. Continui alti e bassi hanno portato alla fine gli indici europei a chiudere in territorio leggermente negativo, in risalita dai minimi di giornata seguendo l’esempio di Wall Street. La peggiore è Madrid con -0,99%, meno pesanti le altre piazze. Milano chiude con -0,17%, salgono Leonardo e Poste Italiane entrambe con un +2,65%. Al ribasso Buzzi, Amplifon e Moncler con perdite intorno al 2,50%. Sul mercato valutario Dollaro e Yen iniziano la settimana in linea con il finale di venerdì, si mostrano deboli nel confronti dell’Euro ed i cambi non scendono sotto ad 1,17 per €/$ ed 186 per €/Yen. In maniera lieve migliorano invece Sterlina e F. Svizzero nei confronti della Moneta Unica. A seguito della sospensione dei tavoli negoziali, si attendeva un rialzo del prezzo del petrolio che è prontamente avvenuto. Rialzo comunque contenuto nell’ordine di 4/5 dollari a barile. Per tutto il giorno infatti il valore del Brent ha oscillato intorno ai 101/102 $. Il prezzo dell’oro è rimasto abbastanza stabile gravitando in area 4700/4740 $ oncia leggermente inferiore agli ultimi di venerdì. Il settore obbligazionario domestico registra una certa stabilità lo spread segna 78 punti base ed i rendimenti sono al 3,86%. Scendono di poco i prezzi dei Btp.
Martedì: La borsa americana nonostante tutto ieri pomeriggio si è mossa sempre in territorio positivo e lo dimostrano anche gli indici, infatti sia il Nasdaq che lo S&P terminano entrambi con un +1%. Leggermente minore il guadagno del DJ +0,63%. Positive questa mattina le chiusure delle piazze asiatiche, e non di poco. A Tokyo il Nikkei ha guadagnato il 2,43%, il Topix lo 0,87%. Anche altre piazze asiatiche hanno lavorato all’insegna dell’ottimismo, è girata voce infatti di un nuovo invito rivolto agli Usa da parte pakistana a tornare nel paese asiatico per un altro giro di negoziati. Anche in Europa le contrattazioni iniziano bene e dopo un’ora le piazze del Vecchio Continente guadagnano tra lo 0,50% e l’ 1%. Gli scambi si svolgeranno tutti in territorio positivo e la chiusura lo dimostra pur con delle differenze. Madrid e Milano le migliori (rispettivamente +1,46% e +1,36%), fanalino di coda Londra +0,25%. In Piazza Affari si distinguono Stellantis +3,48%, Generali +1,69, Datalogic +6,14%; bene anche i bancari. Vendite su Fincantieri -1,08% ed Eni -2,19%. Sul Forex per tutto il giorno un Euro forte ha compresso sia Dollaro che Yen, in serata registriamo €/$ 1,798 e €/Yen 187,34. Forti invece Sterlina e F. Svizzero verso l’Euro. Sul settore materie prime l’oro oggi ha ripreso a salire già in mattinata, 4780$ alle 10,00. Ma nel pomeriggio il rialzo è diventato più deciso ed il prezzo ha superato di slancio i 4800 $ l’oncia. Il prezzo del Brent e del Wti invece hanno incrementato il ribasso spinto dagli operatori che puntano sui nuovi incontri intorno ai tavoli negoziali. Il Brent alle 10,00 faceva registrare 98,10 $ a barile, ma alle 19,30 il barile passa di mano a 95 dollari. Sul mercato obbligazionario spread in leggera contrazione a 76 punti base, bene anche i rendimenti fermi al 3,78%, tutti al rialzo i prezzi dei Btp. A metà seduta la borsa americana viaggia in territorio positivo.
Mercoledì: La borsa americana ha chiuso positiva la seduta di ieri. In particolare l’indice tecnologico Nasdaq ha guadagnato ben l’1,80%. Anche le borse asiatiche stamane hanno terminato la seduta con gli indici positivi, e più di tutti si è distinto l’indice coreano Kospi (+2,07%) che rappresenta titoli tecnologici. Sembra che le borse si siano dimenticate di tutti i fatti negativi che ci circondano. L’Europa invece è più guardinga, le borse aprono caute e gli indici, dopo un’ora di scambi restano intorno alla parità. Cambi e petrolio come ieri, oro leggermente più basso 4810$, spread 75 punti rendimenti 3,76%, questa in sintesi la situazione alle 9,45. La giornata sulle borse europee prosegue su questa falsa riga per tutto il giorno, alcune piazze come Milano e Francoforte hanno mostrato maggiore volatilità per poi finire praticamente invariate, diversamente le altre piazze hanno poi virato al ribasso chiudendo moderatamente negative. Piazza Affari (-0,04%) ha visto il listino animarsi con i rialzi di B.ca Monte Paschi +4,67% e Mediobanca +4,80%, oltre a Nexi +5,80% ed Avio +3,14%. Al ribasso Cnh Industrial -7,14% ed i titoli legati all’energia. Mercato delle valute con Dollaro e Yen sempre deboli nei confronti dell’Euro, nel tardo pomeriggio il rapporto €/$ ha superato 1,18 mentre €/Yen stabile a 187,48. Sterlina e F. Svizzero invariati. Per le materie prime il prezzo dell’oro negli scambi notturni ha toccato un massimo in area 4850$ oncia. Durante la giornata il prezzo è sceso ma senza mai intaccare il nuovo supporto a 4800 valore intorno al quale ha scambiato specie nella seconda parte della seduta. Il petrolio Brent è stato scambiato in una fascia di prezzo alquanto ristretta, muovendosi sempre in una forbice di prezzo 95/96 $ a barile. Il Wti (alle 19,00 vale 91,40$), il prezzo è ritornato nella norma con uno scarto del 5/6% inferiore a quello del Brent. Infine il settore del reddito fisso domestico ha visto una certa stabilità nello spread che è rimasto a 77 punti, in leggero rialzo invece i rendimenti 3,81%; il listino dei Btp chiude con i prezzi contrastati.
Giovedì: Continua il recupero per la borsa Usa che ieri sera ha archiviato un’altre seduta con gli indici positivi, il Nasdaq è stato il migliore +1,40%, l’S&P +0,80%. Stabile l’indice DJ dei titoli industriali. Stesso discorso questa mattina alla chiusura delle borse asiatiche tutte in territorio positivo, alcune di esse con guadagni superiori al 2% come Tokyo con in Nikkei e Seul. Le borse del Vecchio Continente invece sono partite più accorte, inizialmente in leggero rialzo ma dopo un’ora di scambi abbiamo già visto un cambio di direzione. Zurigo in leggero ribasso, stabile Francoforte, piccoli rialzi per le altre piazze. Sul mercato valutario il Dollaro in leggero recupero questa mattina abbandona la soglia massima di ieri ed il cross torna a 1,1780 (ore 10,45). Stabili le altre valute. Anche il prezzo dell’oro oggi è stabile (4812$ oncia) mentre sale leggermente quello del petrolio Brent che stamane leggiamo a 96,45$ a barile. Nessuna novità anche per il settore obbligazionario domestico dove spread e rendimenti dei Btp decennali di riferimento restano pressoché invariati: 76 punti e 3,78%. La giornata sui mercati azionari europei termina contrastata ma gli scostamenti sono contenuti, la peggiore è Madrid con -0,57%, la migliore Francoforte +0,36% che ha invertito la rotta a metà seduta. Piazza Affari termina con -0,27%. Ancora una giornata al rialzo per Monte Paschi di Siena dopo che Luigi Lovaglio in sede di assemblea degli azionisti è stato di nuovo rieletto al vertice dell’istituto. Tra i rialzi Amplifon +5,68% mentre si registra un forte ribasso per Cnh Industrial -8,48%. Sul mercato valutario il Dollaro ha confermato questo piccolo recupero sull’Euro. Gli altri cambi si confermano invariati. Risale il prezzo del petrolio Brent avvicinandosi alla soglia dei 100$ a barile, mentre il prezzo dell’oro è tornato sotto a 4800 $. Il settore obbligazionario domestico si conferma abbastanza stabile con lo spread a 78 punti ed i rendimenti al 3,80%.
Venerdì: Anche ieri sera la borsa americana ha chiuso con il segno più ma questa volta moderato. E’ proseguito il recupero per gli indici Usa, specie per i titoli tecnologici i rialzi sono stati ininterrotti in questi giorni basta vedere il risultato del Nasdaq. Non così per le piazze asiatiche che hanno avuto una battuta d’arresto e le contrattazioni di questa mattina si sono chiuse con i segni meno. Tra le peggiori c’è proprio Tokyo, il Nikkei ha ceduto l’1,75% ed il Topix l’1,41%. Le piazze europee iniziano gli scambi positivi, ma con la solita circospezione. Stabili i cambi, ed in apertura leggera flessione per oro e per il prezzo del petrolio. Ma ben presto una serie di notizie positive irrompono sul mercato dando vigore alle borse e trasformando completamente lo scenario. La prima di queste, trapelata già ad inizio seduta, confermata poi a metà mattino, proviene da Washington e comunica il raggiungimento di un accordo per una tregua di dieci giorni tra Israele e Libano. I mercati europei iniziano a reagire impostando la seduta al rialzo. Ma tutti gli indici trovano un’ulteriore spinta nel momento in cui L’Iran comunica l’apertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine del periodo del cessate il fuoco. Il tutto, in aggiunta alle ipotesi di una ripresa degli incontri per i negoziati in questo fine settimana, ha completato il quadro il cui risultato a poco più di un’ora dalla fine della giornata vede le borse europee in guadagni che vanno dall’1% al 2,30%; l’oro in rialzo a 4850$ ed il petrolio Brent crollato a 88$. Termina così la seduta con le borse europee che registrano forti rialzi, la migliore è Francoforte +2,25%, Londra +0,73 la “peggiore”. A Milano l’FtseMib termina con un +1,75%, grande rialzo per Stellantis +6,79% e Ferrari +5,24%, StMicroelectronic +6,55% i titoli bancari ed alcuni legati al lusso. Scendono i titoli legati all’energia Eni -7%, Saipem -5,35% ed Erg -3,23%. Il mercato valutario mostra il Dollaro che scambia con l’Euro a 1,1798 e lo Yen a 186,57. Entrambe queste valute mostrano un buon recupero in queste ultime ore di scambi sull’Euro. Forte discesa del prezzo del Brent a 88$ a barile e rialzo del prezzo dell’oro a 4870$ oncia. Il settore obbligazionario domestico ha beneficiato della ventata positiva soffiata sui mercati e l’ultimo spread registrato è stato 72 punti base con rendimenti scesi al 3,68%. Tutti al rialzo in chiusura i prezzi dei Btp. La piazza newyorkese che inizia proprio nel momento in cui si diffonde la notizia dell’apertura di Hormuz trae da ciò ampio profitto. Gli indici hanno ben presto raggiunto quello che sarebbero stati i massimi di giornata (circa +2%) per poi alleggerire in parte nel corso della seduta. Lusinghiero comunque il finale per il DJ +1,79%, gli altri due indici intorno al +1,20%.
Borse mondiali ed europee: Nei primi giorni della settimana le borse asiatiche e quelle americane hanno lasciato alle spalle tutte le incertezze e le preoccupazioni dovute al momento mondiale così difficile. Trainate dai settori AI e tecnologico gli indici di Wall Street e alcuni indici asiatici, vedi il Kospi di Seul ed il Nikkei di Tokyo, hanno in pochi giorni recuperato quasi tutto quello che avevano perso nel mese di marzo. Tra gli operatori si è fatta anche avanti la sensazione che presto ci possa essere una svolta positiva per la crisi del Golfo Persico. Questo ha giovato anche ad indici nei cui panieri sono contenuti titoli industriali e di altra natura. Ma non è andata così per le borse europee. Pur assistendo ad alcuni recuperi gli indici delle borse EU sono stati molto più avari nel risalire. Ciò è dovuto a due fattori, il primo è che nei listini delle borse europee i titoli AI e tecno sono pochi e non sono così diffusi come in altre borse. Il secondo i timori legati alle conseguenze economiche che derivano dal conflitto Usa-Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz pesano molto di più sui paesi europei, a causa degli approvvigionamenti energetici che ci riforniscono e che solitamente provengono da quell’area. Quanto detto fino ad ora resta valido fino all’inizio dell’ultima seduta. Le chiusure infatti delle piazze asiatiche di venerdì non hanno giovato delle notizie positive sopraggiunte in giornata, cosa invece che ha contraddistinto l’andamento dei mercati europei e di quelli Usa che hanno terminato la settimana in grande rialzo. La borsa americana è riuscita con la seduta odierna a riportare i suoi indici sui massimi, numeri che vedevamo prima dell’inizio della crisi medio orientale.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Il comparto finanziario in oggetto ha traversato un periodo abbastanza stabile ed i benchmark di riferimento hanno avuto degli spostamenti contenuti. Le incertezze dovute alla situazione politica internazionale con le possibili conseguenze sull’economia (inflazione e stagnazione) non hanno fatto breccia nel comportamento degli operatori, ed anche sul mercato obbligazionario domestico si è riscontrato un andamento positivo in linea con quello azionario. L’aspetto migliore il settore lo ha espresso proprio nel pomeriggio di venerdì al diffondersi della notizia della tregua tra Israele e Libano e dello sbocco di Hormuz; qui abbiamo visto che lo spread ed i rendimenti sono scesi ai minimi di settimana. Massimi e minimi di periodo spread 78 – 72 e rendimenti 3,86 – 3,68%.
Mercato valutario: cinque giorni di relativa stabilità per il Dollaro nei confronti dell’Euro. Ma il biglietto verde ha continuato a manifestarsi debole nei confronti della valuta europea. Le incertezze geopolitiche non giovano certo a dare vigore alla valuta americana in uno scenario di crisi mondiale. I rapporti di cambio più sfavorevoli a Dollaro e Yen nei confronti dell’Euro sono stati registrati nella mattina di venerdì, ma nel pomeriggio inoltrato di questo stesso giorno un rapido cambio di direzione a favore delle due valute ha riportato i cambi in area 1,1785 per la valuta Usa e 186,50 per la giapponese.
Petrolio Brent: Il prezzo del Brent ha avuto un comportamento molto volatile in questi giorni risentendo giocoforza di tutte le varie notizie che arrivavano dal fronte bellico, riguardanti l’area medio orientale del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz. Il primo dei cinque giorni è stato quello che ci ha fatto vedere i prezzi più alti, oltre i 100$, erano infatti appena terminati con esito negativo gli incontri diplomatici per raggiungere un accordo di tregua. Ma da quando si è cominciato a parlare che nuovi incontri sarebbero stati programmati, ed i transiti di alcune navi mercantili (poche per la verità) sono di nuove riprese nello Stretto, abbiamo visto il prezzo scendere in area 95$. Nuovo rialzo fino alla soglia dei 100$ di nuovo giovedì, per ripartire poco al di sotto di questi valori venerdì mattina. Arrivata poi all’improvviso la svolta, la discesa è stata rapida e decisa e la settimana si conclude con una discesa di prezzo superiore al 10% nei confronti della vigilia. Augurandoci che tra sabato e domenica arrivino notizie positive dal tavolo dei negoziati e che questi valori di prezzo possano essere confermati, registriamo una seguente forbice di valori massimi a 105 e minimi 88$ a barile.
Oro: Il prezzo del metallo giallo aveva già riconquistato dalla scorsa settimana la quota di 4700 e l’aveva consolidata con il passare dei giorni. Incertezze sull’andamento del conflitto, quadro poco chiaro sugli sviluppi futuri sono stati elementi che hanno portato di nuovo ad investire sul bene rifugio. A conferma di nuovi acquisti il prezzo è salito oltre i 4800$ restandoci praticamente per tutta la seconda parte della settimana. Anche per l’oro il massimo di prezzo si è raggiunto venerdì pomeriggio a seguito delle novità positive sopraggiunte nello scenario medio orientale. Registriamo pertanto nel periodo i seguenti minimi e massimi 4700/4870$ l’oncia.
| Date | 13/04/26 | 14/04/26 | 15/04/26 | 16/04/26 | 17/04/26 |
| FtseMib | 47527 | 48176 | 48156 | 48027 | 48869 |
| Dax(D) | 23742 | 24044 | 24067 | 24154 | 24699 |
| Cac40(Fr) | 8236 | 8328 | 8275 | 8263 | 8425 |
| Ftse100(Gb) | 10583 | 10609 | 10560 | 10590 | 10668 |
| Smi(Ch) | 13146 | 13270 | 13220 | 13173 | 13427 |
| Ibex35(E) | 18024 | 18286 | 18186 | 18090 | 18484 |
| Dow Jones | 48218 | 48536 | 48464 | 48579 | 49447 |
| Nasdaq 100 | 25384 | 25842 | 26205 | 26333 | 26672 |
| S&P500 | 6886 | 6967 | 7023 | 7041 | 7126 |
| Nikkei 225 | 56503 | 57877 | 58134 | 59518 | 58476 |
| Eur/Usd | 1,1684 | 1,1793 | 1,178 | 1,1782 | 1,1797 |
| Eur/Gbp | 0,8705 | 0,8691 | 0,8693 | 0,8699 | 0,8716 |
| Eur/Chf | 0,9242 | 0,921 | 0,922 | 0,923 | 0,9231 |
| Eur/Yen | 186,75 | 187,33 | 187,41 | 187,31 | 187,72 |
| Petrolio Brent | 102 | 95,08 | 95,8 | 99,57 | 88,9 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4710 | 4812 | 4802 | 4791 | 4870 |
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