Editoriale – Il mondo alla fine del mondo
Editoriale
I gendarmi della Terra ci stanno trascinando in un vortice senza speranza. Gli Usa stanno trasformando la loro falsa democrazia in un inferno di fuoco.
Per anni, dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo abdicato, italiani e europei, al volere degli USA, siamo stati supini e accondiscendenti, silenti quando hanno aggredito la Corea, il Vietnam e accomodanti quando hanno messo a ferro e fuoco il Sudamerica, addirittura collaboratori nella guerra che Zio Sam ha mosso in Europa contro la Serbia. Noi europei li abbiamo appoggiati per distruggere l’Iraq di Saddam Hussein e la Libia di Gheddafi, sempre proni, sempre agli ordini, come dei bravi camerieri, perché andavano puniti i cattivi della terra, “cattivi” deciso dagli Usa.
Tutto questo ha fatto si che questi signori si sono da sempre sentiti padroni del mondo, talmente sicuri di ciò che qualsiasi patto fatto con gli avversari di turno è stato sempre assolutamente ignorato da loro, come il patto di non invasione dei territori dell’est europeo, confinanti con la Russia, gli Yankee nonostante la parola data, hanno ignorato gli accordi, si sono spinti fino in Lettonia, Estonia, Polonia e alla fine hanno provato anche con l’Ucraina, al punto che hanno talmente esasperato l’interlocutore russo, da spingerlo a entrare in guerra; una guerra che ci ha visti, per loro volere, protagonisti involontari di un conflitto che ha beneficiato solo le casse degli Yankee, anche perché grazie a questa manovra l’Europa è stata costretta a sostituire il gas e il petrolio che acquistava da Putin, a prezzi contenuti, con le forniture statunitensi, pagandole a un costo quadruplicato.
L’Europa paga in soldoni la sua accondiscendenza, con un bel contorno di offese da parte degli americani che a più riprese hanno accusato il Vecchio Continente di essere una sorta di accattone, il “ventre Molle” del cosmo. Potrebbe anche tutto ciò passare come si dice in “cavalleria”, solo se Zio Sam si fosse fermato a questa furbata finanziaria – come diceva un vecchio brano dei “Sadici Piangenti”: “Si nun ce stessene ‘e fessi nun campasseno i dritti” –, ma quello che sta accadendo ultimamente ha davvero superato ogni limite, ogni comprensione umana, l’attacco al Papa, l’aggressione al Venezuela, la pretesa di assorbire Canada e Groenlandia, l’appoggio incondizionato a Israele per la distruzione di Gaza, la guerra scellerata all’Iran, con addirittura la minaccia di sganciare bombe atomiche, specificando che l’idea è quella di riportare quel mondo all’età della pietra, e anche in quel caso, nonostante qualche prurito, comunque si continua a lasciar fare, proni, silenti, da bravi schiavi, servi, tutti pronti a giustificare le migliaia di morti che Trump e i suoi stanno lasciando sulle strade del mondo, come un novello Attila. Quando capiremo che stiamo delegando la fine del mondo a un pazzo scatenato, sarà troppo tardi, il Re folle bruciò alla fine anche i suoi collaboratori e alleati più stretti, Trump si accinge a imitarlo senza nessuna opzione.
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