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Maxi operazione antimafia tra Casalesi e ’Ndrangheta con intrecci politici e affari sui rifiuti
La DDA di Napoli svela un asse criminale tra clan casalesi e ’ndrine di Gioia Tauro.

operazione antimafia

Gratteri lo aveva promesso, ed è stato di parola, i clan non avranno tregua. Non c’erano dubbi al riguardo. Maxi operazione antimafia quella posta in essere dalla DDA napoletana che ha coordinato con al timone il sostituto Michele del Prete il gruppo Carabinieri del ROS ed il Comando Provinciale dei Carabinieri al comando del colonnello Emanuele Scarso. Indagine che rivela per la prima volta un legame della mafia casalese  con la n’drangheta Calabrese di Gioia Tauro, circostanza riscontrata attraverso il coinvolgimento di un personaggio appartenente alla famiglia Ballocco e che si snoda attraverso Tenerife e Dubai, arrestando anche l’imprenditore Filippo Capaldo già scarcerato nel 2019. Droga al centro dei traffici illeciti ma non solo, anche il controllo economico  del territorio attraverso il coinvolgimento di politici per veicolare Aziende a trazione Casalese nel mondo dello smaltimento dei rifiuti dei Comuni del Litorale domitio, tra cui Mondragone, dove compare il nome del Consigliere Regionale, in quota de Luca prima e Forza Italia poi,  Zannini non indagato nella Ordinanza in questione, ma la cui presenza nei verbali richiama quanto affermato dal GIP che un mese fa lo ha spedito in esilio in Abruzzo, circa la sua valenza criminale in grado di condizionare la funzionalità del territorio. Zannini viene citato a proposito della gara d’appalto per la raccolta rifiuti a Mondragone, vicenda per cui il giudice ha escluso ipotesi di corruzione. Il consigliere regionale, indagato per corruzione nell’ambito di altre inchieste, è dagli inizi del mese in Abruzzo perché sottoposto al divieto di dimora in Campania. Dall’ordinanza si evince il suo rapporto confidenziale con Franco Lombardi (misura cautelare in carcere), ritenuto uomo di fiducia di Filippo Capaldo, nipote del superboss Michele Zagaria e considerati ai vertici dell’organizzazione smantellata oggi dai carabinieri.

I fatti risalgono all’estate 2019, quindi nel pieno della scalata politica di Zannini, quando Lombardi avrebbe contattato e incontrato più volte Zannini e gli avrebbe promesso voti per le elezioni Regionali del 2020.

Sempre col beneficio d’inventario, Zannini lo avrebbe informato della fine dell’appalto dei rifiuti tra il Comune di Mondragone e la ditta Senesi. Di conseguenza, Lombardi, subito dopo averlo saputo, avrebbe contattato Balestrieri per fargli sapere della possibilità di partecipare alla gara di appalto.

Il 7 agosto 2019 il sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico, ha firmato l’ordinanza con cui il servizio di raccolta è stato affidato d’urgenza alla ISVEC.

Un provvedimento che è stato però ritenuto illegittimo in quanto l’azienda, è poi emerso, non possedeva i requisiti per svolgere l’intero servizio di igiene urbana. pur dall’agosto 2019, data dell’assegnazione, fino al marzo 2020, la ISVEC avevo emesso fatture per la raccolta per 1.8 milioni di euro.

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