Scenari internazionali complessi pesano sui mercati finanziari
In settimana gli effetti del conflitto hanno avuto ampli riflessi su tutti i mercati giù le borse mondiali ed i mercati obbligazionari, petrolio alle stelle, dollaro forte
Geopolitica e scenario internazionale: tutte le attenzioni durante il fine settimana appena trascorso (7/8 marzo) si sono ovviamente concentrate sugli avvenimenti bellici in Medio Oriente per capirne l’evoluzione. I bombardamenti da parte degli assalitori (Usa e Israele) hanno fatto danni in termini di vite umane, e danni enormi alle infrastrutture petrolifere operanti nell’area interessata. La contro offensiva iraniana è riuscita solo in minima parte a fare danni a basi americane poste in vari paesi dell’area suscitando poi reazioni che si spera non degenerino. Da un punto di vista politico l’Iran ha nominato erede dell’Ayatollah Khamenei il suo secondogenito Majtaba. Mentre sotto l’aspetto più economico è arrivata la notizia da fonti iraniane che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto almeno in parte. Ma visto il pericolo, sono state colpite alcune navi tra cui anche due petroliere, e gli aumenti immediati dei costi assicurativi sui carichi trasportati, è difficile che i passaggi possano riprendere. Ciò comporterà ancora rialzi dei prezzi sulle materie prime ecc.
Lunedì: La prima seduta della settimana è stata pessima per tutte le piazze asiatiche, indistintamente. Tra le peggiori segnaliamo proprio Tokyo, il Nikkei225 ha perso il 5% ed il Topix il 3,80%. I mercati si sentono in balia di quanto sta accedendo in Medio Oriente. Infatti all’insegna del ribasso si aprono le contrattazioni anche nel Vecchio Continente. Le borse scendono, le prime fasi vedono generalmente i mercati perdere il 2% circa, ed il prezzo del petrolio sale a prezzi paurosi. Da metà seduta un leggero recupero ha portato gli indici a stabilizzarsi intorno ad un -1%, e con questo scenario si è arrivati alle 15,30 ore italiane corrispondenti all’apertura della piazza di New York. Le borse europee quindi andando verso la conclusione della seduta ed orientati dalla borsa Usa moderatamente negativa, hanno recuperato ulteriore terreno concludendo poi la giornata contenendo le perdite, le peggiori Parigi e Madrid (rispettivamente -0,98%,-0,86%), Milano limita la perdita al -0,29%. In Piazza Affari i titoli che hanno concluso al rialzo sono stati Leonardo +6,58%, Saipem +4,78%, Eni +2,29% e Nexi +3,09%. Hanno chiuso al ribasso: il settore bancario, assicurativo, industriale e comunicazione. Sul mercato valutario, nei confronti dell’Euro sempre positivo il Dollaro e molto forte il F. Svizzero. Specie nella prima parte della mattinata si sono visti i cambi più favorevoli per le valute extra EU. Nel pomeriggio la valuta europea ha recuperato qualche posizione ed intorno alle 17,00 i rapporti sono €/$ 1,1593, €/Yen 183,18 €/Chf 0,9022. Nel settore materie prime ovviamente gli occhi sono puntati sul petrolio che ha fatto il suo exploit alle prime battute questa mattina salendo ben oltre i 110 $ a barile. Con il passare delle ore il prezzo si è un poco ridimensionato e gli scambi sono avvenuti in area 95/105$ a barile. Stesso comportamento per il WTI, impennata e ridimensionamento per poi scambiare mediamente sui 95$. L’andamento del prezzo dell’oro, altalenante ma contenuto in una forbice abbastanza stretta (5050-5120), dimostra che il metallo giallo traversa un momento di minor interesse da parte degli investitori. Il dollaro forte ed i tassi stabili, ne contengono il prezzo. Anche la giornata sul mercato domestico obbligazionario ci ha mostrato un rialzo dello spread e dei rendimenti dei Btp, gli ultimi valori rilevati sono 76 punti e il 3,62%. Ma nel corso della seduta si sono visti valori ben più alti. Il listino di chiusura mostra i prezzi dei titoli contrastati. La borsa americana intorno a metà seduta vira al rialzo e conclude le contrattazioni con segna positivi per tutti e tre gli indici. Il Nasdaq addirittura guadagna oltre l’1%.
Martedì: Ieri pomeriggio in America Trump parla alla nazione, anzi direi parla a tutti. Un discorso rassicurante:- la guerra durerà poco, è quasi finita, lo Stretto di Hormuz è da considerarsi aperto, la flotta Usa proteggerà le navi in transito, il commercio del greggio riprenderà come prima ecc..- Possono mai queste parole dare una svolta ai mercati? Eppure sembra proprio che oggi una terapia al cortisone abbia pervaso tutti i settori. La Borsa Usa ieri sera chiude al rialzo. Idem questa mattina per le piazze asiatiche, Seul addirittura recupera il 5% che aveva perso ieri, il Nikkei di Tokyo +3%. Anche l’Europa parte in quarta con le piazze che intorno alle 10 guadagnano oltre il 2%. Ma quello che forse era lo scopo del discorso di Trump ha raggiunto l’effetto sperato: il prezzo del petrolio oggi è sceso di circa 10$. Ma andiamo con ordine. Su tutti i settori la giornata di oggi è stata il perfetto contrario di quelle di ieri e venerdì. Le borse europee sono state positive e di parecchio per tutta la giornata, in testa a tutte Madrid che poi ha chiuso con un +3%, seguita da Milano con +2,67%, a seguire le altre piazze. Zurigo è la borsa che ha recuperato di meno +0,50%. In Piazza Affari grande rialzo per i titoli bancari (mediamente +5%) e gli industriali. Sul mercato valutario forte recupero dell’Euro sul Dollaro, già dalle prime battute il cambio si è attestato a 1,1650. Stabile Yen e Sterlina, leggero recupero dell’Euro anche sul F. Svizzero. Per le materie prime il petrolio Brent ha vissuto una seduta molto meno volatile, il prezzo del barile in apertura di giornata è indietreggiato di circa 9/10$ muovendosi nella fascia di prezzo 90/95 dollari. Giornata positiva per l’oro che portandosi alla soglia dei 5200$ ha oscillato sempre poco al di sotto di questo valore. Infine anche nel settore obbligazionario la giornata ha mostrato una ripresa, lo spread è sceso a 70 punti i rendimenti al 3,51%, i prezzi dei Btp tutti al rialzo. La borsa americana dopo una prima parte di seduta leggermente rialzista ha visto gli indici indietreggiare per chiudere poi sulla parità.
Mercoledì: ancora una seduta positiva per le piazze asiatiche, almeno alcune. Tra queste Tokyo ha visto salire il Nikkei dell’ 1,40%. Stesso guadagno anche per la Corea. La notizia di questa mattina è la proposta lanciata dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rivolta ai suoi membri di rilasciare una quantità immensa di petrolio (1 miliardo di barili) dalle riserve per fare scendere i prezzi del greggio. La proposta sembra essere azzardata, ma i primi prezzi del greggio sui mercati questa mattina sono al ribasso. Tornando in Europa le borse hanno aperto in territorio negativo. Dopo un’ora e mezza di scambi le piazze perdono mediamente un punto percentuale. Milano (-1,03%) vede tra i titoli al rialzo B.ca Monte Paschi e Mediobanca, scendono invece altri titoli bancari e gli industriali, nonché quelli legati alla difesa. Sul mercato valutario il cambio €/$ intorno ad 1,16 ed €/Yen a 183,70. Venendo alle materie prime, in effetti il petrolio nelle quotazioni di primo mattino è sceso intorno ad 87/88$ ma ben presto ha ripreso forza ed alle 10,30 il Brent segna 91,40$. Il prezzo dell’oro si sta mantenendo stabile a 5180$ oncia. Il mercato obbligazionario di nuovo in sofferenza con lo spread ritornato a 73 punti con un rialzo dei rendimenti al 3,62%. I prezzi dei Btp sono in discesa. La giornata è proseguita con quest’andamento per tutti i comparti, ad eccezione del valutario. Infatti abbiamo assistito ad un buon recupero del Dollaro, ma anche di altre valute ai danni della Moneta Unica. Il bilancio finale per le borse europee è il seguente: le chiusure sono tutte negative, la peggiore Francoforte -1,59% a seguire Milano -0,95%, poi le altre piazze, si difende solo Parigi -0,19%. Sul nostro listino, in chiusura, si conferma l’andamento dei titoli già menzionati prima. Ma dicevamo che sul valutario il Dollaro si è fatto apprezzare ritornando ad un cambio di 1,1574 (ore 18,15). Stabile il cambio con lo Yen mentre si rafforza anche la Sterlina (€/£ 0,8628). Continua la tensione sul prezzo del greggio, in effetti sempre sopra i 90$. Buona parte della seduta in area 92$ a barile. Oro al ribasso, specie da metà seduta il metallo giallo è indietreggiato e gli scambi sono continuati con regolarità in area 5170/5180$ oncia. E’ continuata la tensione sul mercato obbligazionario dove lo spread è rimasto a 72 punti con i rendimenti al 3,65%. Il listino dei Btp chiude registrando perdite generalizzate ma più pesanti sulle scadenze lunghe.
Giovedì: La borsa di New York ieri sera ha terminato la seduta sulla parità, solo il vasto indice DJ ha chiuso con un ribasso più marcato perdendo lo 0,60%. Negative in chiusura stamane anche le piazze asiatiche, il Nikkei giapponese ha perso l’1%. Le borse europee si uniformano all’andamento generale e la giornata parte e continua al moderato ribasso. Alle 11,30 l’indice peggiore è l’ Ibex -0,80%, si difende quello londinese -0,20%. A Milano (-0,33%) Leonardo +7%, e Fincantieri +1,90%. Scendono i titoli bancari e gli energetici. Sul mercato valutario il Dollaro è sempre forte anche stamane, il cross €/$ è 1,1554; stabile il cambio Euro/Yen. Resta molto forte la tensione sul prezzo del petrolio. Nonostante l’AIE ha fatto rilasciare dalle riserve dei paesi aderenti 400 milioni di barili il prezzo del greggio è schizzato nelle prime battute ad oltre 100$ a barile. Con il passare delle ore poi il prezzo ha ritracciato, ma comunque resta tuttora ben più alto di ieri. Il Brent alle 12,00 passa di mano a 96$ a barile. Stabile il prezzo dell’oro che si scambia a 5178$ l’oncia. Sul mercato obbligazionario domestico altra mattinata con spread salito a 76 punti con i rendimenti al 3,70%. I prezzi dei Btp sono contrastati. Ancora una giornata che termina al ribasso per tutte le piazze del Vecchio Continente. Milano perde lo 0,71%, come Parigi, la peggiore è Madrid -1,22%. Sul listino milanese tra i titoli migliori c’è Ferragamo +10,93 oltre a Leonardo già segnalato da stamane. Pesanti perdite per i titoli bancari. Ancora in miglioramento il Dollaro nei confronti dell’Euro. In serata il cambio è sceso a 1,1518. Stabili Yen e Sterlina, mentre perde qualche minima posizione il F. Svizzero il cui cambio risale a 0,9040 contro Euro. Dal primo pomeriggio il prezzo dell’oro è stato in costante discesa ed alle 19,30 segna i prezzi minimi di seduta 5107$ oncia. Al contrario il prezzo di un barile di Brent ha continuato a dimostrare un’ampia volatilità ed in serata continua a valere oltre 99$. Purtroppo anche il settore obbligazionario risente di quest’economia di guerra quindi i rendimenti salgono, come lo spread (3,74% ed 80 punti base) ed i titoli di riferimento (Btp) chiudono con i prezzi al ribasso. Quando mancano circa due ore dalla fine degli scambi alla borsa di Wall Street i tre indici Usa perdono circa l’1,50% ciascuno.
Venerdì: Confermiamo la chiusura negativa ieri sera per la borsa Usa con il Nasdaq che perde l’1,70%, gli altri due indicatori si limitano al -1,50% ciascuno in linea alle ultime due ore di scambi. Negative le piazze asiatiche alla chiusura di questa mattina. Il Nikkei perde l’1,20%, al ribasso anche il Topix -0,60%. L’ Europa apre al ribasso. Dopo i primi novanta minuti di scambi gli indici sono tutti negativi ma contenuti entro un punto percentuale. In Piazza Affari salgono Avio +6,21% (settore difesa), Saipem ed Eni settore energia. Scendono i titoli bancari. Dollaro molte forte dalle prime battute di questa mattina il cambio con l’Euro è sceso a 1,1456. Euro debole anche nei confronti di Yen (€/Yen 182,60) e F. Svizzero (€/Chf 0,9024). Materie prime sempre sotto la lente. Per cercare di calmierare il prezzo del greggio anche Trump ha concesso un’autorizzazione temporanea, in deroga alle sanzioni contro la Russia, per acquistare petrolio sovietico già in transito e bloccato in mare. Ma in prezzo del barile non ha fatto altro che continuare a salire e questa mattina si scambia intorno ai 100$. L’oro oggi è in ulteriore lieve ribasso e il prezzo si attesta a 5090$ l’oncia. Pesante anche oggi la giornata sul settore obbligazionario, lo spread è arrivato a segnare 82 punti base i rendimenti sono arrivati al 3,77%. Giornata sicuramente incerta per le borse europee, a metà seduta abbiamo visto un’inversione di tendenza che ha portato gli indici in attivo. Poi nel pomeriggio tutti di nuovo al ribasso per chiudere la settimana con il segno meno, anche se con nette differenze, infatti si va dal – 0,90% di Parigi che è la peggiore al – 0,02% di Zurigo la “migliore”. L’FtseMib che chiude con – 0,31% conferma la situazione vista questa mattina: scendono i titoli bancari ed industriali, salgono quelli legati all’energia. Nel settore valutario il Dollaro ha continuato la sua performance anche nel pomeriggio, ed il cambio €/$ alle 18,00 è di 1,1438. Nel settore materie il prezzo dell’oro scende, alle 18,00 passa di mano a 5045$ l’oncia mentre il petrolio Brent continua solidamente a mantenersi oltre 100$ e per la precisione a 101,70$ a barile. Infine i timori dei risentimenti economici si ripercuotono sui mercati obbligazionari. Il nostro in particolare termina l’ultima seduta con spread a 80 punti, i rendimenti al 3,77% scendono i prezzi dei titoli. La chiusura della borsa Usa è negativa, tutta la seduta è andata avanti all’insegna del ribasso anche se in apertura sembrava che ci fosse un tentativo di rimbalzo. Il Nasdaq e lo S&P perdono lo 0,60%, il DJ lo 0,26%.
Borse Mondiali ed Europee: seconda settimana difficile per le borse mondiali che risentendo del clima di guerra manifestano in pieno la loro incertezza. La dimostrazione del disorientamento dei mercati si può osservare guardando la tabella dell’andamento degli indici di questi cinque giorni. Alcuni tentativi di ripresa, o meglio di rimbalzo, dopo una seduta negativa, venivano prontamente annientati da un’altra seduta ribassista. Il fronte bellico che rischia drammaticamente di allargarsi, le ricadute economiche non solo sui paesi direttamente colpiti, ed una possibile crisi petrolifera sono tutti elementi che preoccupano non poco gli operatori, che assumono posizioni ribassiste o quanto meno di attesa. Gli indici in tabella questa settimana non dimostrano in realtà come le borse mondiali hanno reagito a questo momento così difficile. Se leggiamo solo i numeri in tabella, sembra che i risultati siano neutri o di poco positivi, ma è l’umore, il sentiment, la previsione di un futuro difficile per l’economia internazionale che creano questa volatilità sui listini. Leggermente diverso il discorso per la borsa americana, in questo caso gli indici, dalla seduta di martedì, orientati costantemente al ribasso terminano la settimana con una perdita media dell’1,50% circa.
Mercato obbligazionario domestico e spread: In questi cinque giorni il mercato obbligazionario ha annullato tutto il ben fatto dei mesi scorsi. Lo spettro crisi economica, i prezzi alle stelle delle materie prime con conseguente possibile aumento su tutta la filiera distributiva di beni e servizi, porta a rischio inflazione e possibile rialzo dei tassi di interesse. Uno scenario diametralmente opposto a quello visto fino a venti giorni fa. Risultato: lo spread in settimana ha messo fino a venti punti in più nei confronti dei valori di fine febbraio. I rendimenti sono saliti quasi di mezzo punto percentuale, il listino dei Btp ne ha risentito specie per le scadenze lunghe. I minimi e massimi sono stati per lo spread 70-82 punti, per i rendimenti 3,51% -3,80%.
Mercato valutario: La situazione così incerta ed incandescente ha giovato al Dollaro che ha ripreso in questa settimana la sua funzione di bene rifugio. Nei confronti della Moneta Unica Europea hanno preso vigore tutte le altre valute che noi monitoriamo quotidianamente, ma il cross tra Euro e valuta americana è sceso fino a 1,1450 rapporto che non si vedeva da molti mesi. Anche lo Yen stabile nei primi quattro giorni migliora venerdì con il cambio che scende a 182. Altra valuta rifugio è il Franco Svizzero che in settimana si è rinforzata toccando i minimi lunedì (vedi tabella).
Petrolio Brent: l’asset protagonista assoluto anche in questi cinque giorni ci ha fatto vedere una grande volatilità di prezzo, sia intraday che nell’arco del periodo. Il primo balzo forte all’apertura di lunedì ha posizionato il prezzo del barile a 100$ che sono poi rimasti il valore di riferimento intorno al quale ha gravitato per tutta la settimana. Solo un parziale ritracciamento si è visto nelle giornate di martedì e mercoledì quando il prezzo è sceso in area 90/95$. Per cercare di calmierare il prezzo sono state fatte due proposte, le abbiamo descritte brevemente nelle giornate in cui sono avvenute. La prima mercoledì la proposta dell’AIE, e venerdì la proposta di Trump. Entrambi non sembrano avere sortito l’effetto sperato. Prezzo minimo 87$, massimo 110$ sono i valori del periodo.
Oro: cinque giorni di relativa tranquillità e regolarità nelle quotazioni del prezzo dell’oro. Il metallo giallo si è mosso sempre in area 5000/5200 dollari oncia con oscillazioni poco volatili e più regolari. Come già accennato in precedenti articoli, l’ oro sembra avere trovato, almeno al momento, il suo equilibrio, anche l’interesse di una parte degli investitori che ha spostato sul dollaro l’attenzione permette una maggiore stabilità nel prezzo.
| Date | 09/03/26 | 10/03/26 | 11/03/26 | 12/03/26 | 13/03/26 |
| FtseMib | 44025 | 45202 | 44773 | 44456 | 44317 |
| Dax(D) | 23409 | 23969 | 23588 | 23590 | 23436 |
| Cac40(Fr) | 7915 | 8057 | 8042 | 7984 | 7912 |
| Ftse100(Gb) | 10250 | 10412 | 10319 | 10305 | 10261 |
| Smi(Ch) | 13000 | 13065 | 12952 | 12842 | 12839 |
| Ibex35(E) | 16928 | 17445 | 17352 | 17140 | 17060 |
| Dow Jones | 47741 | 47707 | 47417 | 46678 | 46558 |
| Nasdaq100 | 24967 | 24956 | 24965 | 24534 | 24381 |
| S&P500 | 6796 | 6781 | 6776 | 6673 | 6632 |
| Nikkei225 | 52729 | 54248 | 55025 | 54453 | 53819 |
| Eur/Usd | 1,1555 | 1,1641 | 1,1581 | 1,1547 | 1,1476 |
| Eur/Gbp | 0,8653 | 0,8654 | 0,8636 | 0,8624 | 0,865 |
| Eur/Chf | 0,9008 | 0,9027 | 0,9031 | 0,9028 | 0,9034 |
| Eur/Yen | 183,15 | 183,67 | 183,63 | 183,43 | 182,85 |
| Petrolio Brent | 99 | 90,75 | 92,6 | 99,54 | 101,58 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 5124 | 5198 | 5167 | 5119 | 5046 |
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