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“Bambini di Napoli nel…degrado” – il razzismo acchiappavoti di Salvini.
Salvini svela i suo vero volto.

Salvini

Il ministro Salvini commentando il caso della “famiglia del bosco così si è espresso: “Può accadere a tutti, a qualunque famiglia che vive in Italia” – proseguendo – “A Giugliano, in provincia di Napoli, ci sono centinaia di bambini di sei o sette anni che non vanno a scuola, non hanno la luce, non hanno il gas, vivono nella merda, in mezzo ai topi, con genitori che se va bene non lavorano e se va male rubano. E lì chi c’è? Dove sta l’interesse del minore? Dov’è il tribunale dei minori? Non scherziamo“.

Stereotipi, disinformazione ma meglio ancora sarebbe definirlo “calunnioso razzismo”.

Se il ministro intendeva riferirsi riferirsi ai Campi Rom, ebbene questi sono una realtà presente in tutta Italia e davvero non si comprende perché abbia nominato solo il campo Rom di Giugliano. Tuttavia le parole così espresse inducono chi legge a pensare che a Napoli ci sono bambini, cittadini napoletani, che “vivono nella merda”, giocando su un equivoco che strizza l’occhio al primitivo (in tutti i sensi) elettorato leghista, quello per intenderci del “che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”.

Le dichiarazioni riportate non descrivono una realtà verificabile, ma costruiscono un’immagine distorta e degradante di un territorio e dei suoi abitanti. L’uso di espressioni come “vivono nella merda” o “in mezzo ai topi” non ha alcuna funzione informativa: serve a evocare disgusto, a creare distanza, a trasformare persone reali in caricature.

Il riferimento implicito a Napoli e ai napoletani non è casuale: si inserisce in una lunga tradizione di stereotipi che hanno colpito il Sud Italia e i suoi abitanti. L’idea che “al Sud” si viva nel degrado, che i genitori non lavorino, che i bambini non vadano a scuola, è una narrazione che ignora la complessità sociale e serve solo a rafforzare divisioni. Quando un rappresentante delle istituzioni utilizza questo tipo di linguaggio, contribuisce a legittimare pregiudizi che dovrebbero invece essere contrastati.

E’ l’ennesima scorciatoia propagandistica, tanto, troppo frequentata dalla politica attuale.

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