Il Bataclan il 13 ottobre di dieci anni fa

Dieci anni fa la tragedia del Bataclan dove delinquenti assassini spararono senza pietà su giovani ad un concerto, uccidendo alla cieca, tra cui la ricercatrice italiana Valeria Solesin, in nome unicamente del loro Dio danaro ricevuto per compiere omicidi e seminare terrore in una dimensione diversa dove non c’è un Dio per chi uccide,né religione per chi propugna la violenza il razzismo e la discriminazione. Solo piacere di uccidere.
Il Bataclan il 13 ottobre di dieci anni fa, il 7 Ottobre anni dopo, e Gaza dietro l’angolo. Massacri commessi impunemente davanti agli occhi di tutto il mondo, sempre strutturati e pianificati nelle stanze di sistemi diabolici che creano Stati, inventando confini ed armando contestualmente stupidi per violarli.
Fa colpo che a distanza di non molti anni quella Strage ora è dimenticata perché bisogna ricordarne altre, più temporalmente vicino a noi. Un dolore elimina l’altro, una nuova paura caccia via la precedente. Non sarebbe giusto ma e l’algoritmo della sopravvivenza che impone il costume. Bisogna andare avanti nonostante madri subiscono la morte di un figlio cresciuto nel loro ventre senza avere spiegazioni. Questi assassini che sono in realtà uomini vuoti e soli, non immaginano che finiscono per morire insieme alle loro vittime perché quegli occhi sbarrati dal terrore e quei corpi dilaniati senza un motivo saranno compagnie notturne per l’esistenza di uomini morti come loro ma rimasti svegli per ricordare. E’ il Karma che ogni omicida sa di dovere pagare per tutta la vita nonostante il Paradiso Artificiale cercato che a volte non trova, ritrovando altresì un inferno reale dove ti viene presentato il conto dalle madri che non vogliono indietro i loro figli, non odiandoti, come Luciana Milani la madre di Valeria.
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