La morte violenta di Ciro Luongo per mano di Roberto Marchese
Melito – Processo per l’uccisione di Ciro Luongo dinanzi al GIP di Napoli Nord; che ha rinviato in Corte di Assise la trattazione del procedimento che vede alla sbarra Robertino Marchese, figlio della compagna del poliziotto ucciso Teresa Napolitano, che durante una lite in famiglia in piena estate, causa un “pappagallino” scappato via, colpi mortalmente, con un “occasionale” coltello di cucina, che uccise il patrigno Ispettore di P.S. pluridecorato per il contrasto al clan dei Casalesi, con un fendente al collo .
GIP che durante la precedenza udienza ha escluso nella commissione dell’Omicidio, l’aggravante dei futili motivi, ed oggi emesso un ordinanza che ha sciolto ogni riserva rispetto alla individuazione o meno dell’aggravante della “convivenza”, come richiesto ed invocato dalla Parte Civile, demandando il tutto slla Corte di Assise ; stante al momento la mancanza di elementi probatori per Potere valutare egli stesso .
3 Sezione di Corte di Assise che il 16 Marzo quindi nel corso delle udienza oltre alla individuazione degli elementi strutturali costitutivi dell’aggravante de quo, potrà applicare in questo caso una diminuente di un terzo della pena.
Accolte in pieno le richieste difensive degli Avvocati Antonio Abet ed Antonio Liguori che hanno rivisitato gli atti processuali ricostruendo una dinamica dei fatti alternativa a quella della Parte Civile , convincendo il GIP ad escludere l’aggravante “dei futili motivi”. Processo che iniziera’ valutando l’aspetto clinico attraverso una disamina cognitivo comportamentale dell’imputato; trasferito di urgenza in un reparto di osservazione psichiatrica nel carcere di Livorno ! stante il deteriorarsi progressivo della sua dimensione psichica ,non osservabile adeguatamente in regime di detenzione ordinaria.
Proprio le modalità di esecuzione dell’omicidio, hanno indotto lo studio penalistico del Prof. Antonio Abet, sulla scorta di una documentazione specialistica, a rappresentare la necessità di un monitoraggio del proprio assistito, sempre più preda di un disorientamento progressivo della personalita’, forse latentemente devastata ben prima dell’evento delittuoso , quindi non proprio compos sui.
Aula di Tribunale che ancora una volta riascolterà i testimoni della prima ora e le arringhe delle parti processuali, speriamo con la presenza dell’imputato in grado di partecipare al giudizio.
In questo senso La Corte di Assise lo accerterà al di là di ogni ragionevole dubbio, anche se in materia psichiatrica un sillogismo valutativo rigoroso,non e’ possibile pretendere dall’elaborato peritale
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