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Milano Piazza Affari – Il titolo di oggi POSTE ITALIANE SpA
Azioni sotto la lente: Poste Italiane Spa

Breve storia:

Una storia lunghissima che certamente non si può sintetizzare in poche righe, quella di un Ente nato circa un secolo e mezzo fa quando in Italia c’era ancora il re. Un’istituzione fondamentale per qualsiasi paese che ha per suo compito principale quello di garantire la comunicazione postale all’interno dei propri confini e con l’estero. La “Regia Posta” fu fondata a Torino nel 1862 da Vittorio Emanuele II, una azienda autonoma che gestiva in regime di monopolio i servizi postali e telegrafici per conto dello Stato. Durante il Regno D’Italia l’azienda era alle dipendenze del Ministero dei Lavori Pubblici. Occorreva anche accorpare sotto un’unica azienda tutti i vari servizi postali sparsi sul territorio. Dal 1889 passò alle dipendenze del Ministero delle Poste e Telegrafi che a sua volta confluì nei Ministeri delle Poste e Telecomunicazioni e dei Trasporti.

Le trasformazioni e le evoluzioni di questo Ente pubblico sono state molte e varie in tutti i decenni che vanno dall’unità d’Italia fino ai tempi moderni quando, come vedremo, in tempi recenti è divenuta una società per azioni. Scopo primario però di questo Ente era la necessità della diffusione capillare sul territorio per agevolare il servizio postale, e per offrire agli utenti la possibilità di depositare i propri risparmi. Nel corso degli anni infatti sono state istituite due linee di servizi che hanno iniziato a funzionare, e tuttora con l’evoluzione dei tempi, funzionano parallelamente. Ci sono i classici servizi postali di spedizione e recapiti aperti a tutti i cittadini, e i servizi di tipo bancario rivolti all’utenza divenuta clientela abituale: conti correnti postali, emissione assegni e vaglia, bonifici, emissione Buoni Fruttiferi ecc.

Poste Italiane oggi:

All’inizio degli anni 90 i dirigenti dell’Ente dovettero fare i conti con un disavanzo cronico di bilancio, con una gestione costosa e poco produttiva nonché con un servizio di scarsa qualità. Si decise pertanto di porre fine a questa situazione rivoluzionando completamente la struttura. La legge 29 gennaio 1994 n. 71 portò ad una trasformazione di Poste Italiane da azienda autonoma ad Ente Pubblico Economico, passaggio successivo sarebbe stata la trasformazione in SpA, cosa che avvenne nel febbraio 1998. Questi anni servirono a dare all’azienda un’impostazione il cui fine era l’efficienza produttiva, il miglioramento dei servizi offerti, ed il risanamento economico finanziario.

Diventata una società per azione, Poste Italiane con un piano industriale quadriennale dal 1998 al 2002 ha provveduto a sanare i conti con i classici metodi aziendali: tagli dei costi con riduzione del personale, eventuali accorpamenti di sportelli, cessioni di rami d’azienda se ritenuti troppo onerosi o poco produttivi. Negli anni la cura sembra funzionare al punto che alla vigilia della quotazione su Borsa Italiana, Poste Italiane Spa risulta essere una società per azioni a controllo pubblico, la più grande infrastruttura del paese attiva nel settore della corrispondenza e logistica servizi finanziari assicurativi e di moneta elettronica. La società di fatto è controllata dal Ministero dell’Economia e Finanze, sia direttamente che attraverso Cassa Depositi e Prestiti (società controllata dallo stesso Ministero) che ne detiene la maggioranza. Attualmente Poste Italiane annovera 119.000 dipendenti.

Il titoli in Piazza Affari:

Relativamente fresco di quotazione (dall’ottobre 2015) il titolo Poste Italiane Spa fa parte dell’indice Ftse Mib dal 21 dicembre 2015 ed ha un flottante di circa il 35% del capitale sociale. Il fatturato nel 2025 risulta di 13 miliardi di euro, il risultato netto di gestione di 2,25 miliardi. Da quando il titolo è quotato ha sempre distribuito un dividendo agli azionisti, anche se per importi molto variabili.

Interessante guardare i prezzi in borsa del titolo di qualche tempo fa: il 30 dicembre 2024 il prezzo era di 13,62€; dopo un anno il 30 dicembre 2025 valeva 21,48€. Ieri 3 febbraio 2026 il titolo ha chiuso a 22,88€. Dall’inizio di questo nuovo anno Poste Italiane ha guadagnato il 6,84%. Per avere un’idea di quella che è stata fino ad ora la capitalizzazione di mercato di Poste Italiane, basta pensare che nell’ottobre 2015 quando fu lanciata l’OPA il titolo fu collocato a 6,75 €.

Il volume di scambi del titolo analizzato nelle ultime cinque sedute si è attestato tra un milione e mezzo e due milioni di azioni quotidiane. La media sulle venti sedute infatti è di un milione e novecentomila azioni.

Non abbiamo mai assistito a particolari strappi di prezzo sia in un verso che nell’altro. L’andamento dell’asset in borsa è sempre stato molto lineare basta osservare i grafici di riferimento. Ovviamente la performance di questi ultimi due anni vanno letti in questo “stato di grazia” che il mercato azionario sta tutt’ora attraversando.

 

L’analisi tecnica del titolo segnala: alla chiusura del 3 febbraio vengono segnalati i seguenti punti di supporto e resistenze: supporto 1 a 22,29 €; il supporto 2 a 21,69 €. La resistenza 1 a 23,18 €; la resistenza 2 a 24,07 €.

Gli analisti si dividono sul titolo in oggetto e non tutte le opinioni sono convergenti. Una parte vede ancora possibilità di crescita del valore ma fino al traguardo massimo della resistenza 2. Un’altra parte di analisti sostiene invece che il prezzo raggiunto sia piuttosto elevato e consiglia di alleggerire le posizioni o vendere.

Pareri discordanti sui futuro andamento del prezzo del titolo e sugli utili del prossimo triennio sono stati anche espressi da due voci autorevoli.

 

Le analisi di JP Morgan:

In un recente studio il colosso finanziario americano ha pubblicato uno studio effettuato sul nostro titolo Poste Italiane spa. In sintesi JP Morgan vede solido il profilo finanziario della società compresa una previsione al rialzo per gli utili netti nel triennio 2025/2027 alzandole dall’1,5% al 3,5%. I conti del quarto trimestre del 2025 infatti saranno resi noti il prossimo 26 febbraio.

JP Morgan comunque si mantiene prudente sul possibile ulteriore incremento di prezzo del titolo che ritiene evidentemente già elevato, ma conferma la buona tenuta dello stesso specie in considerazione della prossima operazione che nel 2027 vedrà la società rinforzare la propria partecipazione in Telecom Italia, grazie alla conversione delle azioni risparmio in ordinarie, con effetti positivi sia sugli utili che sulla capacità distributiva.

Le analisi di Berenberg Bank:

L’analisi svolta dal gruppo finanziario tedesco non la vede proprio come JP Morgan. Gli studi sostengono che il futuro di Poste Italiane Spa non sarà solo sostenuto dalla partecipazione in Telecom Italia; l’analisi vede positiva anche la politica di distribuzione del dividendo al 70%, e legge una buona solidità finanziaria nel gruppo. Tuttavia lo stesso studio vede un aumento dei costi in quello che sarà un nuovo accordo salariale, che potrebbe portare ad una riduzione degli utili nel prossimo triennio. Nonostante ciò gli analisti tedeschi hanno alzato il target price portandolo addirittura a 26,4 €.

Attenzione il presente articolo è da intendersi solo divulgativo, non ha nessun fine di proposta e tanto meno consiglio di investimento.

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