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Borse Mondiali e mercati finanziari dal 12 al 16 Gennaio 2026
Impossibile immaginare fino a pochi giorni fa quanti avvenimenti tutti ad inizio del nuovo anno, e tutti gravi, hanno infiammato lo scenario mondiale

In fermento i mercati delle materie prime

Geopolitica e situazioni internazionali: molteplici gli avvenimenti che hanno lasciano gli osservatori con il fiato sospeso in questo fine settimana appena trascorso. Tutti questi questi fatti non possono esimerci dal riflettere su quelle che potrebbero essere le prossime mosse di Trump o di altri attori di questo palcoscenico internazionale.

Iran: le rivolte in piazza degli iraniani contro il regime degli ayatollah, al potere oramai da quasi cinquant’anni, rischiano di sfociare in una guerra civile. Si parla già di oltre cinquecento morti causati dalla repressione dei moti da parte della polizia e delle forze militari vicine al regime. Ovviamente Trump interviene prontamente schierandosi contro il regime integralista islamico minacciando l‘Ayatollah Khamenei di un intervento armato Usa se continua la repressione delle manifestazioni. La risposta non si fa attendere ed il leader religioso a capo della Repubblica Islamica minaccia ritorsioni armate specie contro Israele, da sempre alleato Usa, ed acerrimo nemico del fondamentalismo Islamico. Dal canto suo Israele che non sta nei panni pur di conquistare territori ed infiammare ulteriormente il Medio Oriente si prepara ad una reazione armata. Venezuela: La vice di Maduro, attualmente in carica, sembra per ora abbastanza collaborativa con l’occidente. Le autorità in carica hanno iniziato a liberare i “prigionieri politici” stranieri, tra questi anche gli italiani, arrestati e segregati senza motivi validi nelle carceri di Caracas. Anche le manifestazioni di piazza pro e contro Maduro e gli Usa sembrano essere rientrate. Dal canto suo Trump cerca di mediare la situazione anche perché avrà bisogno di collaborazione per poter mettere le mani sul petrolio venezuelano. Groenlandia: l’altro obiettivo di Trump: impossessarsi dell’isola danese ricca di risorse preziose. Qui la faccenda è più delicata, stiamo parlando di territorio europeo appartenente alla Nato, qui il taycoon ha dato il meglio di sé, fino a dichiarare che la vorrebbe addirittura acquistare. Russia/Ucraina: pessime notizie dal fronte bellico dell’Est Europa. La guerra prosegue senza soste, le sofferenze per la popolazione civile ucraina sono ulteriormente aggravate a causa del gelido inverno russo, e di colloqui di pace non se ne parla più.

Lunedì: Chiusa la borsa giapponese per una festività locale, le altre piazze asiatiche hanno operato tutte all’insegna dei rialzi. Gli indici di riferimento sono tutti positivi alla chiusura di questa mattina. Deboli alle prime battute i listini europei, dopo due ore di scambi il peggiore risulta Madrid con -0,70%, il migliore Francoforte appena sopra la parità. Piazza Affari vede al rialzo i seguenti titoli Fincantieri +3,34%, CHN Industrial +2,18%, Avio +2,32%, oltre a due bancari Monte Paschi e BPM. Al ribasso altresì, e di oltre il 2% Danieli, Prysmian e Italgas. Sul mercato valutario ampia ripresa dell’Euro questa mattina sia sul Dollaro che sullo Yen. La valuta americana oltretutto sconta i dissapori interni tra l’amministrazione Trump e la presidenza Fed di Jerome Powell. Quest’ultimo è addirittura finito sotto indagine penale per lavori di ristrutturazione all’edificio della Banca Centrale di Washington costati 2,5 miliardi. Questi i cambi alle 11,15: €/$ 1,1685; €/Yen 184,46. Le materie prime inarrestabili non conoscono sosta. Il prezioso metallo giallo questa mattina è alla soglia dei 4600$ l’oncia, il suo cugino minore (l’argento) a 85$. Anche il petrolio Brent seguendo la scia del rialzo di venerdì pomeriggio segna ora 63,11$ a barile. Dal settore obbligazionario domestico alle 11,15 rileviamo lo spread a 67 punti ed i rendimenti al 3,49%. Sulle piazze europee la giornata prosegue senza particolari spunti operativi, e gli indici in chiusura pur essendo positivi si discostano di poco dalla parità, fa eccezione il Dax con un +0,55%. Sul settore valutario si conferma questa ripresa dell’Euro contro Dollaro e Yen, i fixing in tabella lo dimostrano. Ma il vero protagonista della giornata è stato l’oro che con un violento strappo di prezzo nel pomeriggio inoltrato ha segnato un nuovo record ad oltre 4610$. Anche il petrolio Brent si è risvegliato, probabilmente a causa delle nuove tensioni internazionali con l’Iran, e in serata si scambiava alla soglia dei 64$ a barile. Buone notizie dal settore domestico del reddito fisso che vede lo spread terminare la giornata sui minimi 63 punti, con i rendimenti in leggero ribasso al 3,47% a causa anche dei prezzi in salita dei Btp.

Martedì: Grande fermento in nottata sulle piazze asiatiche che hanno operato e terminato con dei corposi guadagni. Ma tra queste si distingue il Giappone, dove il Nikkei ai nuovi massimi ha guadagnato il 3,10%, ed il Topix il 2,40% spinti dai tecnologici e dall’ AI ma anche da alcune voci circolate sulla possibilità di elezioni anticipate nel paese nipponico. Prima ora di negoziazione sulle piazze europee all’insegna della prudenza, quasi tutti gli indici sono intorno alla parità o in leggero ribasso. Milano leggermente sotto la parità vede stamane tra i peggiori Fincantieri -4%, mentre salgono Banca Monte Paschi +1,88% e Saipem +1,85%. Sul mercato valutario colpisce l’indebolimento della Yen tornato ai minimi da luglio 2024 che incrocia l’Euro a 185,43. Il Dollaro resta stabile con i livelli di ieri (il cambio con l’Euro segna 1,1664). Per quanto riguarda l’oro, questa mattina abbandonati i massimi visti ieri, i primi scambi sono avvenuti intorno a 4590 $, mentre il Brent ha esordito oltre quota 64$ a barile. Continua a mantenersi basso lo spread (63 punti) con i rendimenti al 3,49%. Prezzi dei Btp al ribasso. La seduta prosegue con i mercati poco mossi, ed che attendono nel pomeriggio la pubblicazione dei dati sull’ inflazione Usa per avere qualche orientamento. Ma, più che questi dati dovrebbe creare timore sui mercati l’atteggiamento sempre più ostile di Trump nei confronti del presidente della Fed Powell; tutto ciò mette in discussione l’indipendenza della Banca Centrale americana ed il suo operato in materia di politica monetaria. Gli indici delle piazze europee chiudono comunque contrastate: Milano e Zurigo le peggiori con un -0,45%, a seguire le altre, alcune intorno alla parità. Sul nostro listino spicca la performance di Saipem che chiude con un +4,40%. Sul mercato valutario si conferma il momento molto debole dello Yen (€/yen 185,27), mentre il Dollaro ha recuperato qualche punto (€/$ 1,1645). Riprende la corsa il settore delle materie prime, l’oro è di nuovo risalito a 4610$, l’argento ad 89$ ed il petrolio Brent a 65,50$ a barile. L’obbligazionario domestico conferma i valori di questa mattina, spread a 63 punti e rendimenti al 3,48%. I prezzi dei Btp in chiusura risultano contrastati. Nel pomeriggio gli indici di Wall Street sono tutti e tre al ribasso.

Mercoledì: ieri sera gli indici Usa chiudono tutti al ribasso. In nottata però le borse europee si muovono contrastate e così concludono la seduta questa mattina. Positiva Hong Kong, negativa la Cina, buona la Corea ma la migliore sempre il Giappone, entrambi gli indici principali guadagnano più dell’1%. Sono sempre motivi interni che spingono la piazza di Tokyo. Nel Vecchio Continente le contrattazioni iniziano caute e migliorano nel corso della mattinata ma solo per Zurigo Londra e Madrid, Francoforte è negativa e Milano e Parigi sono sulla parità. Sul fronte valutario stabile il Dollaro, ed in recupero lo Yen il cui cambio con l’Euro è sceso a 184,73. Grande rialzo per le materie prime tutte indistintamente. A metà seduta abbiamo visto i picchi massimi di oro a 4635$, argento in area 92 $, il petrolio Brent a 66$ a barile. Buone notizie dal mercato obbligazionario domestico, dove lo spread oggi è sceso ai minimi toccando i 61 punti con i rendimenti al ribasso di 3,46%. Arriviamo alle chiusure del pomeriggio che vede gli indici europei chiudere contrastati o sulla parità, come Madrid. La migliore Zurigo +0,75%, la peggiore Francoforte -0,53%. Piazza Affari si salva +0,27% grazie ai titoli Telecom Italia +4,65% ed Eni +1,80%. Sul mercato valutario resiste il recupero di Dollaro e Yen nei confronti dell’ Euro. Le materie scendono dai massimi registrati in mattinata consolidando comunque gli abbondanti rialzi di questi giorni. Basti pensare il Brent + 9%, l’oro +7% e l’argento +26% appena dal 2 gennaio. I terremoti geopolitici di questi giorni spingono al rialzo i beni rifugio come i metalli preziosi. Si impenna il prezzo del petrolio che è il vero oggetto delle bramosie di Trump. Nel momento in cui scriviamo (ore 19,15) la piazza americana vede gli indici al ribasso.

Giovedì: Ieri sera la borsa americana chiude al ribasso. Questa mattina il Giappone termina contrastata negativo il Nikkei, mentre il Topix è al rialzo. Un andamento altalenante e contrastato ha invece tenuto banco oggi sulle borse europee. In Piazza Affari, tra le big si sono distinte Unicredit e Telecom con entrambe un +1,80%, ma anche altri titoli minori si distinguono oggi per forti rialzi: CNH Industrial +5,43%, Prysmian 3,80%, Banco BPM +2,63%. Prima parte della giornata con i cambi relativamente stabili. Ma dal pomeriggio parte per il Dollaro il recupero sul l’Euro facendo scendere il cambio a 1,1603. In buon recupero anche lo Yen che dal pomeriggio scende sotto la soglia dei 184 (183,94). Un passo indietro invece per le materie prime, tutte ritracciano dai massimi di ieri, l’oro poco sopra i 4600$ l’argento sui 90$ questi i prezzi intorno ai quali sono avvenuti oggi gli scambi. Passo indietro anche per il Brent che in giornata è tornato tra i 63/64 $ a barile. Le borse del Vecchio Continente in linea di massima terminano positive ad eccezione della Spagna e della Francia. Sul mercato obbligazionario domestico la giornata è trascorsa senza particolari novità, lo spread si è mantenuto stabile a 63 punti base, mentre i rendimenti sono leggermente scesi finendo al 3,44%. I prezzi dei Btp in chiusura di giornata sono stati contrastati a seconda delle scadenze dei titoli. A metà seduta gli indici di Wall Street sono tutti positivi.

Venerdì: I dati pubblicati ieri pomeriggio in America relativi alla disoccupazione sono stati migliori delle attese, e ciò ha dato agli indici la possibilità di chiudere al rialzo. Questa mattina invece le piazze asiatiche hanno terminato al ribasso, ad eccezione di Taipei e Corea. Le piazze europee sono tutte al ribasso questa mattina, probabilmente disorientate dagli incerti e pericolosi scenari internazionali, che in settimana si sono concentrati sulla Groenlandia oggetto delle bramosie neo colonialiste di Donald Trump. Va comunque detto che a metà mattinata nessun indice scende al di sotto di -0,44% di Parigi che è il peggiore. Relativamente a Milano continua la performance di CHN Industrial con un +5,37%, mentre anche Fincantieri con +3,70% contribuisce a sostenere il listino. Ampio ribasso per i titoli legati alla moda Ferragamo e Cucinelli perdono rispettivamente oltre il 4%; scendono anche i due titoli bancari legati all’ultimo risiko Mediobanca e Monte Paschi, il primo dell’1,70% il secondo del 2,80%. Nel settore obbligazionario domestico vediamo lo spread ancora in discesa, oggi a 62 punti base. I rendimenti sono al 3,46% ed i prezzi dei Btp al ribasso. Nel mercato Forex, Yen e Dollaro sono in recupero nei confronti dell’Euro. Lo Yen in particolare scende a 183,50 e la valuta Usa si cambia a 1,1618. Anche la Sterlina solitamente più stabile recupera qualche piccolo punto sull’Euro e si scambia a 0,8668 come al fixing dell’altro giorno. Ultimo giorno della settimana con i prezzi dei metalli preziosi in flessione, l’oro che ha ruotato intorno ai 4600$ nel primo pomeriggio scende sotto questa soglia e passa di mano intorno ai 4595 l’oncia. L’argento con lo stesso comportamento nel primo pomeriggio vale 88$ l’oncia. Al contrario invece risale il prezzo del petrolio Brent che si attesta sui 64,50 $ a barile. Le borse europee, ad eccezione di Madrid, chiudono tutte al ribasso. Londra intorno alla parità. Per quanto riguarda Milano, sono stati diffusi oggi i dati relativi all’inflazione che è leggermente aumentata nel mese di dicembre. Altro dato Istat: i prezzi al consumo che sono aumentati nell’ultimo mese ed anche nel complesso su base annua. Questo dati macro economici potrebbero avere influito sul risultato finale dell’ Ftse Mib, ma è bene ricordarci sempre che i listini non si sono mai allontanati dai massimi raggiunti. L’Euro sul mercato valutario è rimasto debole anche nel pomeriggio confermando l’andamento di questa mattina. Stesso scenario per le materie prime con oro ancora in ulteriore ribasso (4587$ ore 18,30), tiene invece il prezzo del Brent, come stamane. Infine l’ultimo spread rilevato tra Btp e Bund è di 62 punti base con rendimenti rilevati del 3,46% quindi giornata stabile sul settore. A metà seduta la borsa di Wall Street si muove intorno alla parità.

Borse Mondiali ed Europee: gli andamenti dei mercati azionari questa settimana sono stati meno dipendenti l’uno l’altro e si sono mossi con maggiore autonomia. In Asia ad esempio il bilancio settimanale vede i risultati misti dove, sia i rialzi che i ribassi, sono stati causati da fattori interni. Il Giappone ad esempio termina il bilancio in positivo. Più stabili e poco mossi invece gli indici americani che comunque finiscono con margini positivi ma contenuti o in linea con la scorsa settimana. I risultati finali delle piazze europee vedono gli indici che non si sono allontanati tanto da quelli di venerdì 9 gennaio. Nei cinque giorni lavorativi gli operatori hanno mostrato un atteggiamento più prudente, anche in considerazione della complicata situazione geopolitica. Le iniziative sono state ridotte al minimo ma evidentemente anche le vendite sono state contenute. Un mercato di attesa ma che non dimostra ancora preoccupazione e pessimismo.

Mercato obbligazionario domestico e spread: buona la settimana sul settore del reddito fisso. Lo spread ha toccato i minimi in questi giorni tra i (62 ed i 61 punti base), ovviamente anche i rendimenti sono calati di qualche frazione attestandosi al 3,44%-3,46%. Se l’andamento dovesse proseguire si potrebbe anche scendere sotto la soglia psicologica dei 60 punti base.

In un articolo pubblicato giovedì 15 sulle nostre pagine approfondiamo questo argomento.

Mercato valutario: sul settore abbiamo assistito in settimana alla ripresa dello Yen che dopo avere toccato i massimi martedì ha cominciato a recuperare fino far rivedere venerdì il cambio con l’Euro di una settimana fa. Più stabile l’andamento del Dollaro che aveva risentito nella prima settimana dell’anno la forza dell’Euro per cominciare a recuperare già da qualche seduta.

Petrolio Brent: il petrolio, sia il Brent che il Wti in questa settimana è stato il protagonista assoluto delle commodities. Il suo prezzo (Brent) che a metà della scorsa settimana aveva toccato i minimi è rapidamente risalito già nelle sedute dell’ 8 e del 9 gennaio, spinto da tutto l’interesse che gli Stati Uniti stanno dedicando al greggio, ed alla fine delle cinque sedute ha consolidato i margini di prezzo totalizzando un incremento complessivo da inizio anno superiore al 5%.

Oro: i cinque giorni appena terminati hanno dimostrato come il prezzo dell’oro è suscettibile di repentine impennate di prezzo ed altrettanti arretramenti a seconda delle notizie diffuse e dall’impatto che potrebbero generare se si dovessero poi verificare gli eventi. Il metallo giallo sulla base di quanto si diceva ad inizio settimana, attacco militare in Iran, minacce altrettanto violente anche contro la Groenlandia da parte di Trump, è salito repentinamente di prezzo conquistando quota 4600$. Il picco mercoledì, dopo di che capito che le notizie diffuse andavano oltre il rischio reale, è iniziata una flessione che ha riportato il prezzo a livelli più contenuti (si fa per dire), in area 4585. Certo è che nel giro di quattro sedute dal 9 gennaio al 14 gennaio, l’oro ha incrementato il valore di circa 180 dollari cioè il 4%.

Date 12/01/26 13/01/26 14/01/26 15/01/26 16/01/26
FtseMib 45732 45525 45647 45850 45800
Dax(D) 25405 25411 25315 25375 25276
Cac40(Fr) 8359 8347 8331 8313 8259
Ftse100(Gb) 10141 10137 10184 10239 10235
Smi(Ch) 13427 13365 13465 13476 13414
Ibex35(E) 17674 17672 17696 17643 17711
Dow Jones 49590 49192 49150 49442 49359
Nasdaq100 25788 25747 25466 25547 25529
S&P500 6977 6964 6927 6944 6940
Nikkei 225 chiusa 53549 54341 54059 53936
Eur/Usd 1,1692 1,1654 1,1651 1,1624 1,1617
Eur/Gbp 0,8674 0,866 0,8668 0,8674 0,867
Eur/Chf 0,9313 0,9311 0,9333 0,9314 0,9313
Eur/Yen 184,92 185,12 184,82 184,31 183,67
Petrolio Brent 63,9 65,22 64,49 63,49 64,5
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4613 4606 4626 4605 4585

 

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