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Gaza, Crans Montana – Stessi fuochi e stesse bruciature

Gaza, Crans Montana
Stessi fuochi e stesse bruciature

Giovani ustionati nel rogo di capodanno, tragedia senza precedenti. Nulla questio. Dolore muto che non ammette repliche, né giudizio alcuno. Sconcerto però lo si prova nel vedere questa gara di solidarietà Europea di medici infermieri ed autorità che si propongono ogni giorno su video di ogni tipo. Si parla giustamente delle ustioni, del loro decorso e di come il fuoco abbia bruciato la carne di ragazzi europei che sono assistiti alla grande Grazie a Dio … come non lo sono stati i trentamila Bambini a Gaza bruciati ogni giorno dalle bombe Israeliane o come quelli ancora più isolati del Sud Sudan. Ricordiamo che a Gaza i ragazzi morti bruciavano senza che ci fossero i medici stile dr.Hause che ricercano l’Outfit prima dei bollettini medici. Media che ripropongono continuamente giustamente foto delle vittime della Constellation come non hanno fatto per una bambina di Gaza, mitragliata da quattrocento proiettili. Diciamoci la verità , i ragazzi bianchi di buona famiglia con il nasino all’insù” li consideriamo puliti rispetto a quelli malvestiti sporchi dei loro stessi escrementi ,con il naso aquilino.
Nell’inconscio collettivo i ragazzi di buona famiglia non possono morire mentre i Gazawi in fondo sono nati per non vivere. Avessi mai sentito in quest’anno parlare un chirurgo plastico sulla ricostruzione dei volti dei bimbi bruciati dove non ci sono medicine .

Ma in fondo e’ normale, perché considerando le false certezze di un occidente becero ed opulento, il vero dramma consiste nello scoprirsi vulnerabili come i poveri , scoprire che abbiamo la stessa carne che brucia allo stesso modo dei disperati senza nulla e’ un problema, perché i soldi non fermano le fiamme ed il potere non evita la cancrena.

Stessi corpi stesso sangue .Da qui ripartire per cambiare registro e ricominciare a vivere pensando che ogni campana a morto suona anche per me come scrisse Hemingway. Non ci rassegniamo alla morte provocata dal divertimento perché nessuno al coraggio di dire che l’evasione dalle famiglie e’ il vero problema. No c’è senso dell’altro perché non abbiamo il senso di noi stessi del nucleo familiare .
Prigionieri della carica del cellulare perché spento è una tragedia che ti accoglie come mamma e papà non fanno più perché non ha senso il sacrificio.

Il fuoco di Crans Montana ha bruciato non tanto in fondo certezze fasulle e assenza di orizzonti. A Gaza si è martiri con la prospettiva di un Paradiso, altra illusione di genitori per affrontare la miseria e superare il dolore di fronte a corpi straziati.
A Crans Montana il martirio e’ un altro: giovani troppo presto lontani da casa da famiglie che non esistono più .

Consistenze forzate. A Gaza si ci riunisce per morire insieme, a Crans Montana ci si separa dalle famiglie per morire da soli in un sottoscala. Tragedia luna Tragedia l’altra , stesso fuoco e stesse sofferenze.

Pensare che sono diverse amplifica quel delirio di onnipotenza dell’uno rispetto all’altro anche di fronte alla morte, sorella morte che falcia non per distruggere ma per insegnarci qualcosa .

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