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“Ogni promessa è debito”, la commedia di Salemme vince la sfida degli ascolti tv

Tutto esaurito ieri sera all’Auditorium Rai di Napoli dove Vincenzo Salemme ha proposto in prima serata Rai 1 in diretta la sua ultima commedia “Ogni promessa è debito”.

Un successo anche dal punto di vista degli ascolti: la commedia di Salemme ha raccolto davanti alla tv 2.850.000 spettatori, pari al 17,5 % di share, risultando la trasmissione più vista della serata.
“Devo specificare – ha detto l’attore, drammaturgo e regista di Bacoli, poco prima di andare in scena – che porto il teatro in tivù proprio come lo porto nei teatri di prosa, in diretta.

E questo rende l’operazione molto più interessante sia per noi attori che per il pubblico a casa che ha la sensazione di assistere a uno spettacolo indubbiamente più ‘vivo’ rispetto a un’opera registrata e ‘ripulita’ di ogni imperfezione. Perché sono proprio le imperfezioni che rendono ‘uniche’ le rappresentazioni teatrali”.
“Ogni promessa è debito”, che prosegue il suo tour nei teatri italiani, è scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme.
Il cast vede, inoltre, sul palco, in ordine alfabetico, Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Oscarino Di Maio, Pina Giarmanà, Gennaro Guazzo, Antonio Guerriero, Geremia Longobardo, Rosa Miranda, Agostino Pannone e Fernanda Pinto. Le scene sono a cura di Roberto Crea, i costumi di Francesca Romana Scudiero, luci di Cesare Accetta e le musiche di Antonio Boccia. Nella storia si parla di etica popolare, promesse, fede e responsabilità.
“Quando scrivo una commedia – ha precisato Salemme – difficilmente mi pongo l’obiettivo di raccontare aspetti sociali. Direi che questi sono la conseguenza del comportamento del protagonista che invento. In questo caso, il mio protagonista è un uomo che si ritrova a scontrarsi con le proprie paure. Benedetto Croce è un uomo che avverte molto il peso del giudizio della società in cui vive. Lui vorrebbe vivere una vita tranquilla ma è la vita che ogni volta lo assale mettendolo in crisi. Benedetto Croce vorrebbe vivere rispettando quello che a lui sembra semplicemente buonsenso ma c’è sempre un campanello d’allarme a squillare, pericolosamente, nella sua coscienza”.
“Io sono un napoletano di provincia – ha concluso Salemme – in quanto nato a Bacoli, a 25 chilometri da Napoli e questa distanza, quando sono nato, nel 1957, era molto significativa.
Adesso, con i collegamenti universali consentiti dall’elettronica, le distanze tra città e provincia sono praticamente scomparse. Allora, negli anni sessanta, vivere a Bacoli significava, rispetto a chi viveva a Napoli, vivere una specie di “seconda visione” del mondo. Come accadeva con i film che arrivavano in paese solo dopo un lungo soggiorno nelle sale cinematografiche di città. Per cui la cultura dalla quale provengo è una cultura contadina e marinara. Diciamo che ho dovuto studiare il teatro napoletano esattamente come se avessi dovuto studiare quello inglese. Perché Napoli e Inghilterra sono, a mio parere, le due grandi scuole teatrali degli ultimi secoli”.

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