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La fine di Maduro ma anche del sogno americano

Trump-foto-Ap-LaPresse.-Maduro-foto-da-X-@rapidresponse-2-300x169 La fine di Maduro ma anche del sogno americano

Net York, Maduro alla sbarra, Maduro si Maduro no. Chi può dirlo? Nessuno!

Possiamo tentare solo di comprendere quanto, in minima parte, attraverso quello che ci dicono altri, dandogli credito o meno.
Per avere un quadro completo della vicenda, più aderente alla realtà, dobbiamo necessariamente guardare l’andamento borsistico dei titoli petroliferi, nei quali tutti nel mondo sono coinvolti, sia di qua che di la’.
Ripartiamo da E. Mattei: il funzionario dell’Eni comprese che per sbaragliare il campo delle Sette sorelle e ritagliarsi uno “spazio” più grande, doveva coinvolgere nei profitti i paesi che producono petrolio. Perché carissimi lettori, per avere una comprensione piena, bisogna avere le idee chiare: essere paese che ha petrolio nel sottosuolo, non significa essere paese estrattore del greggio, ed altresì neanche paese produttore e distributore. Il mondo lo muove l’Oro nero. Elio, idrogeno e le rinnovabili, sono come “fatwe” per chi costruisce i barili.
Le religioni, le ideologie, i grandi politici, i dittatori, sono soltanto strumenti per impedire che “vive” al di sopra della “energia” che muove il pianeta, non deve godere di quella predestinazione naturale alla ricchezza.
Mattei, si badi bene, “muore” non perché fosse un filantropo, ma perché offriva royalty maggiori agli Stati che hanno petrolio coinvolgendoli nel processo di raffinazione.
Inaccettabile per gli States che hanno il petrolio, lo estraggono, lo producano, lo vedono e se lo comprano, costituendo riserve in attesa che quello Saudita ed Iraniano finisca.

Vi spiegheranno bene gli analisti che la corsa degli Emirati agli investimenti nel mondo è data proprio dalla paura fondata, che il petrolio finisca, e con esso il loro potere.

Il Sionismo internazionale che governa gli States, perché americani erano i pellerossa; da centinaia di anni programma il mondo attraverso il controllo energetico. Diceva l’altro giorno a Napoli una simpatica nonna in un “Vascio”, che si era indebitata per comprare un I Phone al nipote con la pensione: “tra poco ci staccan’ a corrent’ ca’ nun putimm’ pava’.A che te serve?”. Concetto di macro e micro economia spiegato benissimo: la Silicon Valley senza il petrolio ucciderebbe tutti gli ologrammi ed algoritmi di ogni IA. Allora ogni guerra serve al controllo in questo senso.Il Venezuela contrappesa le terre rare in Crimea e nel don Basso. La Cina avrà presto il regalo di Formosa. Il paese del dragone e l’India possono solo comprarlo il petrolio. L’America controlla chi a loro lo vende. Per questo non fanno paura.
Nessuno parla delle 31 tonnellate di oro venezuelano nelle Banche inglesi. Anche per questo Maduro doveva uscire di scena. Aveva chiesto la restituzione. Altra opzione è data anche dal fatto che tutto potrebbe essere una sceneggiata per consentire all’ex delfino di Chavez di uscire di scena come se fosse l’unico colpevole. Ed allora i marines non lo arrestavamo, lo stavano proteggendo. Gli States hanno Hollywood, tutto a loro e’ possibile. La CIA é molto brava in operazioni del genere.
Allora Maduro colpevole? Come sempre: “Così é se vi pare”.

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