Macerata Campania, presso l’Associazione “Scarpette e Zainetto” per sostenere le ragioni del NO al prossimo Referendum contro la separazione delle carriere

Nascerà in Macerata Campania presso l’Associazione “Scarpette e Zainetto” in Piazza de Michele il Comitato presieduto dal .Avv. Luisa Scalise, per sostenere le ragioni del NO al prossimo Referendum consultivo, quindi contro la separazione delle carriere nell’ambito dell’Ordinamento Giudiziario.
“Salvaguardare i principi Costituzionali inderogabili !.”così tuona l’attivista argomentando sulle proprie ragioni estremamente convinta.
La Magistratura deve essere e rimanere un problema esclusivo dell'”Ordinamento Giudiziario” .
Con la riforma “Nordio” che in realtà parte da molto lontano, frutto di un principio Berlusconiano che ha covato in silenzio una riforma che di fatto determina l’invasione dell’Esecutivo, quindi della “Politica”, in un altro “potere” dello Stato; che corre il rischio di perdere quella “autonomia” voluta dai Padri Costituenti, a tutela della Democrazia”.
“La creazione di due carriere, e due CSM, potrebbe accentuare la separazione funzionale sino a ridurre il senso di appartenenza ad un unico Ordine Giudiziario; prerogativa inderogabile dall’articolo 104 della Costituzione nella sua formulazione originaria.”
“Un altro punto controverso riguarda la posizione del Pubblico Ministero: temiamo in molti, che nel lungo periodo una Magistratura requirente troppo autonoma, possa subire un eccessivo controllo da parte dell’Esecutivo o trovarsi in posizione di forza ridotta, rispetto a quella giudicante.
Bisogna parlare alla gente, cercando di sfatare i luoghi comuni.
Materia del contendere troppo poco accessibile alle masse. Cercherò con tutte le mie forze, attraverso relatori qualificati d’informare chiunque.
A rischio è la democrazia più di quanto si possa pensare. In Italia una deriva ne precede sempre un altra.
Non credo che il SI vinca, perché credo nel buon senso degli Italiani. Il prossimo passo di un governo falso liberal, prigioniero di Lobby, sarebbe l’abolizione o la modifica dell’Obbligatorietà dell’azione penale da parte dei PM. Sarebbe un disastro. Dio non voglia. La vittoria del NO serve a prevenire altri attacchi all’ordine democratico costituito”.
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