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Borse e mercati finanziari dal 24 al 28 Novembre 2025
Il Presidente Usa Trump sottopone ai negoziatori un piano di pace tra Russia ed Ucraina in ventotto punti. Sarà sullo sviluppo di queste trattative che i mercati finanziari riacquistano fiducia?

Anche l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Fed a Dicembre è ulteriore motivo di ripresa per le borse.

Geopolitica: forse ci siamo, finirà la guerra in Ucraina? Il piano di pace in ventotto punti proposto da Trump mette però alle strette Zelensky. In primis perché gli è stato dato il 27 Novembre come ultimatum per accettare, ed in secondo luogo perché Trump ha detto che in caso di non accettazione cesserà di fornire aiuti militari a Kiev. Analizzandoli però, buona parte dei ventotto punti sembrano scritti a favore della Russia. Effettivamente alcuni sembrano molto restrittivi per l’Ucraina: dal disegno dei confini, alla parziale smilitarizzazione, fino alla negazione all’ingresso nella Nato.

Domenica pomeriggio 22 Novembre si sono riuniti a Ginevra i rappresentanti dei paesi europei sostenitori di Kiev, Francia Germania e Gran Bretagna con il Segretario di Stato Americano Rubio ed una rappresentanza Ucraina. Si esaminano i vari punti per trovare una linea comune. Lunedì questi incontri continueranno e tendono da parte dei rappresentanti europei ed Ucraini a migliorare il piano a favore di Kiev. Dalle riunioni di Ginevra nasce anche una proposta di piano con diciannove punti rilanciata dalla Ue. Il progetto, ovviamente a maggiore sostegno di Kiev verrà comunque sottoposto alla commissione Usa.

Lunedì: l’indice Hang Seng di Hong Kong ha chiuso positivo con un +1,90%. In Giappone oggi la borsa resta chiusa per festività. In Europa i mercati iniziano nel segno dell’ottimismo. A Piazza Affari oggi dodici titoli primari sono interessati dallo stacco cedole. Ciò andrà ad incidere per un -1,14% sui valori di listino. Durante la seduta l’indice Ftse Mib infatti non è mai stato in territorio positivo, anche se in alcuni momenti si muoveva intorno alla parità. Sul mercato valutario il Dollaro è rimasto abbastanza stabile verso l’Euro. Yen di nuovo altre 181 contro Euro, questo dal primo pomeriggio. Materie prime con l’oro al rialzo specie da metà seduta in poi, gli scambi avvengono intorno ai 4070$ ricalcando il prezzo di riferimento di venerdì, le prime battute di questa mattina vedevano un prezzo inferiore di circa 20$. Il petrolio mantiene il prezzo invariato sui 62,30$ a barile. Il mercato obbligazionario domestico non giova della valutazione che l’Agenzia Moody’s ha riservato all’Italia venerdì, migliorandoci di un livello. Infatti spread a 75 punti e rendimenti al 3,45% sono valori già visti più volte la scorsa settimana. I prezzi dei Btp sono contrastati. Alcune piazze europee chiudono con tendenza al rialzo, orientate forse anche da Wall Street che è partita di slancio. Inoltre si ricomincia a parlare di taglio di tassi da parte Fed a dicembre, e ciò galvanizza i mercati. L’oro torna alla soglia dei 4100$ oncia e sale anche il petrolio Brent alla soglia dei 63$ a barile. Il reddito fisso domestico termina in linea con l’andamento già segnalato.

Martedì: Ieri pomeriggio la borsa statunitense ha visto gli indici in rialzo per tutta la seduta. Il Nasdaq in particolare ha terminato le contrattazioni con un +2,60% dimostrando quindi un ritorno alla fiducia degli operatori sul settore tecnologico ed AI, sui quali sono stati espressi tanti dubbi sulla reale tenuta. Ma quello che porta particolare ottimismo è l’atteggiamento della Fed, infatti le notizie che trapelano fanno propendere ad un ulteriore taglio dei tassi entro la fine dell’anno. Sembra infatti che dopo la fine dello shutdown, e la rapida ripresa di tutte le attività amministrative anche i dati ufficiali sullo stato dell’economia Usa possano tornare ad essere analizzati. I mercati asiatici questa mattina sono solo in parte in scia con quelli americani di ieri, infatti dopo una seduta positiva gli indici, specie il Giappone, terminano sulla parità. Inizio al ribasso per le borse europee, i mercati del Vecchio Continente si muovono in maniera molto più prudente. Gli operatori sono alla finestra e guardano quindi agli sviluppi geopolitici ed al possibile taglio dei tassi. Il mercato valutario si presenta stabile questa mattina, mentre l’oro ha ritrovato il rialzo ed a metà mattina vale 4135$ l’oncia. Il petrolio Brent viene scambiato a 63,15$. Mercato obbligazionario con lo spread in leggera risalita (76 punti), i rendimenti sono stabili sul 3,44% così i prezzi dei Btp. La seduta per le piazze europee prende la strada del rialzo dalla seconda parte, quando gli operatori decidono di puntare sui due fattori positivi che aleggiano: pace in Ucraina e taglio dei tassi Fed. Tutto ciò, condizionato anche dal mercato di Wall Street positivo, porta gli indici europei a chiudere al rialzo, quasi tutti intorno al guadagno di un punto percentuale. La piazza milanese ha potuto contare sui rialzi di: Buzzi, Nexi, Stellantis, B.ca Monte Paschi, altri titoli bancari e Generali, solo per citare i maggiori segni positivi. Il mercato valutario è stato in equilibrio per tutta la seduta ma nella tarda serata si è assistita ad una leggera flessione del Dollaro che intorno alle 22,30 segna 1,1570 contro l’Euro. Nel settore delle materie si conferma la ripresa del rialzo del prezzo dell’oro. Il petrolio Brent invece perde valore e torna sui 62,40$ a barile. Il mercato obbligazionario domestico alle ultime battute ha mostrato lo spread in leggero ribasso 73 punti i rendimenti al 3,40% i prezzi dei titoli al rialzo. Gli indici della piazza Newyorkese hanno chiuso positivi.

Mercoledì: buona seduta per le piazze asiatiche che ricalcano l’andamento di Wall Street di ieri sera. Specialmente il Giappone vede i sui due indici principali risalire di quasi il 2%. Sotto un buon auspicio iniziano anche le contrattazioni sulle piazze europee. A metà seduta i mercati sono si positivi ma con molta più moderazione e mediamente tutte nell’ordine del +0,30%. In Piazza Affari guidano il rialzo i seguenti titoli: Eni, Generali, Cementir e Ferragamo. Scendono Stellantis e Fincantieri. L’Euro torna a rinforzarsi nei confronti di Dollaro e Yen. Nel settore materie prime l’oro consolida il suo percorso rialzista e viene scambiato a 4170 $ oncia. Al contrario invece sempre al ribasso il prezzo del Brent, poco dopo le tredici il barile passa di mano a 61,78$. Mercato obbligazionario domestico con spread e rendimenti in discesa questa mattina rispettivamente a 71 ed al 3,39%. Prezzi dei Btp contrastati. Le borse del Vecchio Continente dopo una seduta trascorsa in costante rialzo terminano la giornata con un rialzo medio dell’1%. Unica eccezione la piazza di Zurigo che limita il rialzo allo +0,40%. Il mercato valutario conferma l’andamento di questa mattina con un Euro forte su Dollaro e Yen, e più debole nei confronti di Sterlina e F. Svizzero. Sul settore materie si conferma l’andamento al rialzo del prezzo dell’oro. Il prezzo è in linea con l’andamento mattutino. Al contrario il prezzo del Brent recupera il livello dei 62$ ed è scambiato nel pomeriggio a 62,15 a barile. Terminiamo con uno sguardo sul reddito fisso, i rendimenti sono gli stessi già segnalati stamane e lo spread è poco variato (72 punti). Al momento in cui scriviamo gli indici Usa sono al rialzo mediamente dello 0,70%.

Giovedì: la seduta di ieri sera a Wall Street si chiude al rialzo e gli indici confermano l’andamento che avevamo segnalato ieri pomeriggio. Oggi In America le borse restano chiuse per la Festa del Ringraziamento. Questa mattina le piazze asiatiche hanno chiuso con un moderato rialzo. Ma spicca invece il Nikkei giapponese che ritrovando fiducia nel settore tecnologia ed AI chiude con un +1,37%. Le piazze europee cominciano la giornata con un cauto e limitato segno positivo. Gli indici si muovono intorno alla parità. Per la piazza di Milano l’indice Ftse Mib in segno positivo è sostenuto dal rialzo dei seguenti titoli: Avio, Azimut e Campari. Il mercato valutario si muove stamane praticamente invariato rispetto ad ieri. Lo stesso vale anche per il settore delle materie dove oro e petrolio non si discostano molto dai prezzi di mercoledì. Variano invece i prezzi dei nostri Btp che questa mattina sono tutti al ribasso. I rendimenti quindi risalgono lievemente e stamane sono al 3,41%, lo spread segna 73 punti base. La seduta per le borse europee termina con gli indici sulla parità o con modesti rialzi. Come spesso accade quando in America una festività tiene chiuse le borse, nel Vecchio Continente si respira un clima di mezza festa. Ciò non giova ai nostri mercati che dimostrano sempre una dipendenza da Wall Street, mentre avrebbero tutte le carte in regola per dimostrare maggiore autonomia. Il valutario vede i cambi abbastanza stabili, solo nel pomeriggio si nota un leggerissimo rafforzarsi dell’Euro. Oro e petrolio Brent intorno alle 18,00 vengono scambiati rispettivamente a 4154 e 62,67 dollari. Tutto invariato anche nel settore obbligazionario domestico.

Venerdì: l’ultima seduta della settimana si è conclusa sui mercati asiatici senza particolari variazioni degli indici. Una tipica giornata di attesa e di mancanza di particolari spunti operativi. Allo stesso modo sulle piazze europee iniziano i primi scambi. Durante la seduta tutte le borse del Vecchio Continente hanno avuto pressappoco lo stesso andamento: prima fase intorno alla chiusura di ieri, fase di metà seduta tutte negative ma di poco, pomeriggio ripresa dei rialzi e chiusure positive. La migliore è stata Piazza Affari con un +0,32%. Il nostro Ftse Mib è stato sostenuto dai rialzi dei seguenti titoli: Stellantis, Leonardo, Cucinelli e Moncler (settore lusso). La borsa americana che oggi ha riaperto per una seduta breve (semifestiva) ha orientato le nostre borse. Non a caso gli indici Usa hanno riportato su per giù gli stessi rialzi. Alti e bassi per il settore valutario. La prima parte della giornata ha mostrato un Euro indebolirsi nei confronti di Dollaro e Yen. I fixing riportati in tabella, registrati da Bankitalia per convenzione ogni giorno alle 14,10, sono la conferma dell’andamento mattutino. Nel pomeriggio invece una netta inversione di tendenza porta il Dollaro a scambiare con l’Euro ad 1,1603 e contro lo Yen a 181,20 (ore 18,00). In linea con i prezzi in tabella i cambi per Sterlina e F. Svizzero. Per le materie prime il metallo giallo oggi ha continuato a trovare forze nuove che hanno spinto il prezzo al rialzo. Prima parte della giornata si scambiava intorno a 4180$, poi una flessione di prezzo a metà seduta. Dal pomeriggio però un rialzo continuo porta il valore ben oltre i 4200$ l’oncia. Prezzi del petrolio Brent anche oggi in altalena gli ultimi valori del pomeriggio segnano 63$ a barile. Il settore del reddito fisso oggi ha visto i prezzi dei Btp scendere ma di pochi centesimi. Lo spread si conferma al ribasso a 71 punti base contro Bund, con i rendimenti stabili al 3,40%.

Borse Mondiali ed Europee: Cambio di passo questa settimana per le borse. Una ventata di fiducia ha soffiato sulle piazze finanziarie da una parte e dall’altra dell’Oceano. I motivi sono stati fondamentalmente tre. Il primo va ricercato nella pubblicazione dei dati trimestrali delle società americana Nvidia leader mondiale per l’ intelligenza artificiale e l’high tech risultati più che lusinghieri, è tornata la fiducia su quello specifico settore di mercato. Ciò non toglie che possano restare dei dubbi sulla tenuta di una buona parte dei titoli di questo comparto che risulterebbe ipervalutato, ma nonostante tutto i rialzi sono stati notevoli e gli indici delle borse asiatiche, Giappone in particolare, e la piazza Newyorkese hanno ripreso a salire. Sebbene più caute anche le borse europee hanno ripreso la strada verso l’alto ma si sono mosse anche sostenute da titoli di altri settori. Il secondo riguarda la possibilità che la Fed, contrariamente a quanto si pensava una quindicina di giorni fa, potrebbe procedere ad una limatura dei tassi già dalla prossima riunione prevista per dicembre. Essendo terminato lo shutdown, tutti i comparti dell’amministrazione Usa hanno ripreso a lavorare e pubblicare i documenti relativi a: occupazione, inflazione, consumi ecc. Gli analisti sono convinti che ci possono essere i presupposti per decidere un taglio da parte dei funzionari Fed proprio a seguito del quadro macroeconomico in fase di controllo. Il terzo ed ultimo motivo potrebbe essere il fatto che forse questa volta veramente si sta lavorando ad un piano di pace per l’Est Europa che porterebbe alla fine delle ostilità e ad una maggiore stabilità geopolitica di cui tutti abbiamo bisogno. Le trattative sono comunque proseguite per tutta la settimana non senza difficoltà. Staremo a vedere.

Mercato Valutario: settimana trascorsa all’insegna della stabilità sul settore valutario. L’Euro si è dimostrato abbastanza forte per tutta la settimana, con un rapporto di cambio in leggera crescita contro il Dollaro giorno dopo giorno (vedi tabella). Lo Yen è sempre in sofferenza ma questo è dovuto al momento difficile che sta traversando l’economia giapponese, paese nel quale addirittura i tassi potrebbero salire; la neo eletta premier infatti potrebbe imporre misure a sostegno dell’economia. I valori dei cambi registrati nel pomeriggio dell’ultimo giorno della settimana sono quelli che hanno ridato ulteriore forza all’Euro.

Mercato Obbligazionario domestico, spread e rendimenti: in questo comparto la settimana si è dimostrata tutto sommato positiva. I primi due giorni lo spread ha toccato i valori più alti così come i rendimenti (76 punti e 3,44%). Ma già da mercoledì una costante discesa di questi valori ha confermato la tendenza al ribasso per entrambi. Abbiamo quindi registrato i minimi a 70 e 3,39% nella giornata di mercoledì. Anche i prezzi dei Btp specie negli ultimi tre giorni hanno mostrato leggeri ribassi.

Petrolio Brent: Il greggio si è mosso in maniera altalenante questa settimana ed il prezzo non ha mai visto strappi al rialzo o improvvise cadute. Il settore resta in attesa di ricevere diversi segnali che ne possono orientare l’andamento. Tanto per dirne una la possibile tregua nella guerra Russia – Ucraina e i conseguenti accordi potrebbero far riaprire ufficialmente canali di approvvigionamento di materia ora bloccati.

Oro: anche il metallo giallo ha visto riaccendere gli interessi degli operatori, la crescente domanda ha portato il prezzo a superare i 4165$ l’oncia. La tensione poi a metà settimana è leggermente scemata ed i prezzi, nella giornata di giovedì, sono scesi di 15/25 $ sotto i massimi di mercoledì. Ma l’illusione del rallentamento è durata solo poche ore. Con l’apertura del mercato venerdì il rialzo è stato costante e dopo avere superato i 4200$ sono state registrate in serata punte di prezzo ancora più alte. Come sempre, i valori in tabella vanno letti considerando che nel mercato serale i prezzi possono variare anche in maniera considerevole.

Date 24/11/25 25/11/25 26/11/25 27/11/25 28/11/25
Ftse Mib 42298 42699 43130 43220 43357
Dax(D) 23253 23465 23695 23778 23837
Cac40(Fr) 7960 8026 8096 8099 8123
Ftse100(Gb) 9535 9610 9692 9694 9721
Smi (Ch) 12654 12772 12822 12831 12834
Dow Jones 46448 47112 47427 chiusa 47663
Nasdaq 100 24874 25018 25237 chiusa 25360
S&P 500 6705 6766 6812 chiusa 6837
Nikkei 225 chiusa 48659 49559 50167 50132
Eur/Usd 1,1544 1,1551 1,1577 1,1586 1,1566
Eur/Gbp 0,8804 0,8788 0,8776 0,8754 0,8752
Eur/Chf 0,9324 0,9345 0,9341 0,9337 0,9318
Eur/Yen 181,22 180,42 181,09 181,11 180,57
Petrolio Brent 62,98 62,51 62,76 63,18 63,33
Usd a barile
Oro 4098 4135 4166 4157 4206
Usd oncia

 

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