Rinuncia alla proprietà, arriva l’ok dalla Cassazione

Rinuncia alla proprietà, arriva l’ok dalla Cassazione
di Massimo Capasso
Caserta 23 ottobre 2025
La cassazione ha riconosciuto la validità della rinuncia unilaterale alla proprietà immobiliare:
Un proprietario può rinunciare alla propria abitazione dichiarando semplicemente di non volerla più?
Con la sentenza n. 23093 dell’11 agosto 2025 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno cambiato le carte in tavola.
Oggi la risposta è sì: la cosiddetta rinuncia abdicativa permette al proprietario di disfarsi di un immobile con una dichiarazione unilaterale, che una volta trascritta nei registri immobiliari fa scattare l’acquisizione automatica da parte dello Stato (art. 827 c.c.).
Questa Sentenza però nasconde implicazioni concrete per la vita quotidiana dei condomini e per le responsabilità degli amministratori.
La rinuncia all’immobile non cancella le pendenze a carico dell’ex proprietario
Il primo aspetto chiarito dalla Suprema Corte Corte è che la rinuncia abdicativa non rappresenta una “scorciatoia” per liberarsi dei debiti.
Non si scardina il concetto secondo il quale tutte le obbligazioni sorte prima della trascrizione dell’atto restano in capo al proprietario rinunciante. Questo significa che spese condominiali arretrate, tributi locali come IMU e TARI, nonché eventuali debiti fiscali o civilistici collegati all’immobile, devono comunque essere saldati dall’ex titolare. E’ chiaro che Lo Stato, infatti, diventa proprietario solo dal momento della trascrizione, ma non assume passività pregresse
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