RINVIO A GIUDIZIO A GENNAIO, PER L’AVV.TO MARINO E ALTRI ESPONENTI DELLA SUA AMMINISTRAZIONE
Rinvio a giudizio per l’avv.to Carlo Marino e altri esponenti della sua amministrazione
di Gianclaudio De Zottis
Caserta 17 ottobre 2025
Caserta – L’amministrazione comunale sciolta ed oramai inesistente, del quale si è detto e scritto troppo, tutto o quasi ha avuto inevitabilmente degli strascichi giudiziari.
Infatti il primo responsabile di quanto accaduto, lo scioglimento del Comune con l’accusa infamante di scioglimento per infiltrazioni di camorra, che ha visto per la prima volta sciogliere come neve al sole il nostro comune, vede l’ex primo cittadino appunto l’avvocato Carlo Marino sul banco degli imputati e nelle aule di Tribunale in un processo delicato e non facile che fa discutere e che la cittadinanza segue con interesse se non altro per capire le responsabilità del Sindaco in primis, ufficiale del Governo in carica e della sua giunta comunale del consiglio insomma dell’ entourage che girava intorno a Carlo Marino.
Si può affermare con certezza che vi è stato, uno spostamento un rinvio dell’udienza al prossimo gennaio.
La inchiesta del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere riguarda degli appalti chiaramente pilotati che hanno subito l’ingerenza e/o infulenza della camorra.
La udienza preliminare, fissata e tenutasi qualche giorno fa, davanti al GUP Maria Pasqualina Gaudiano, è stata rinviata al mese di gennaio 2026.
Ma vediamo anche gli altri soggetti coinvolti nel processo, tutti a processo la scusa demagogica, usata dai politici, ma noi abbiamo ereditato una situazione disastrata, dei debiti ecc. eccetera non regge più girarsi dall’altra parte e non rispondere significa essere, complici e conniventi, bisogna prendersi le responsabilità di quanto accaduto essere in primis uomini e qui si parla di politici che hanno attuato una linea politica gestionale clientelare ben precisa oggetto di accertamento giudiziale.
A determinare il rinvio è stata una questione di natura tecnica: la difesa dell’ingegnere Franco Biondi ha chiesto un interrogatorio in udienza preliminare, ma la richiesta non è stata accolta per la mancanza della fonoregistrazione, dovuta a un deposito tardivo dell’istanza. Un passaggio formale che, tuttavia, ha costretto il giudice a spostare in avanti la discussione.
Intanto, secondo fonti giudiziarie, l’ex assessore Massimiliano Marzo avrebbe deciso di optare per il rito abbreviato, scelta che comporterebbe uno sconto di pena in caso di condanna.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, aveva portato anche all’arresto – poi revocato dal Tribunale del Riesame – dello stesso Massimiliano Marzo. Al centro delle indagini, una serie di affidamenti sospetti per la manutenzione del verde pubblico, delle scuole d’infanzia e del canile municipale.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli ex assessori Emiliano Casale e Massimiliano Marzo avrebbero promesso l’assegnazione di lavori a imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale durante la campagna comunale del 2021.
Oltre ai due ex assessori, rischiano il rinvio a giudizio anche i dirigenti comunali Franco Biondi e Giovanni Natale, i dipendenti Giuseppe Porfidia e Gaetano Di Tora, il collaboratore politico Magdi Khachermi e gli imprenditori Gioacchino Rivetti, Gennaro Rondinone (difeso dall’avvocato Giuseppe Foglia), Raffaele Nunziante e Pasquale Marotta.
Per quanto riguarda gli appalti vi è altro filone processuale che ha visto il coinvolgimento di 12 persone sottoposte a indagini ed intercettazioni telefoniche. Sotto processo sono finiti il sindaco di Caserta Carlo Marino, l’ex dirigente Marcello Iovino e D’Auria,il sindaco di Curti Antonio, il manager dei rifiuti Carlo Savoia, Biagio Bencivenga di Cardito, Gennaro Cardone di Portici, Angelo Egisto di Marcianise, l’ex comandante della polizia municipale di Curti Igino Faiella, Michele Fontana di Villa Literno, Carmine Gallo di Giffoni Vallepiana, Nicola Mottola di Lusciano, Anna Scognamiglio di Trecase, Pasquale Vitale mediatore di Caserta; Ernesto Scamardella di Monte di Procida.
Il processo, che si preannuncia lungo e complesso, punta a chiarire il sistema di relazioni tra politica, burocrazia e affari che avrebbe condizionato l’assegnazione di diversi appalti pubblici nel capoluogo. Una vicenda che, a distanza di anni, continua a pesare come un macigno sull’immagine istituzionale della città.
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