Il pianto delle Mamma di Gaza e Tel Aviv

Il pianto delle Mamma di Gaza e Tel Aviv
di Luisa Scalise
Caserta 8 ottobre 2025
Nel cuore c’è il dolore per i ragazzi che festeggiavano ignari del loro destino, che equivale quello dei bimbi in fila per l’acqua a Gaza.
Il dolore non ha bandiera né denominazione. È dolore e basta!
Risuona quello su tutti delle madri – dell’essere mamma – che aspettano guardando l’orologio e comprendono man mano che passa il tempo che una parte di sé non tornerà più. In questo orrore trafitte ancora una volta le madri lo sono dai mille interrogativi che devono avere risposta: perché il rave fu spostato solo tre giorni prima vicino al confine della Striscia? Perché l’appello dell’Egitto cinque giorni prima al Mossad circa un potenziale pericolo in atto non è stato ascoltato? Perché un soldato ha testimoniato dinanzi alla Knesset che quella mattina ebbe l’ordine di non pattugliare il confine?
Di contro altre mamme a Gaza:
perché gli aerei che bombardavano la striscia non hanno evitato file di bambini?
Perché, come lo si è visto a Doha, i raid sono stati mirati senza colpire i civili?
Domande che impongono una risposta.
Il Mossad e l’IDF hanno tecnologia militare di avanguardia. Tutto lascia pensare che questa guerra non è stata evitata. Le Mamma di Gaza e Tel Aviv piangono soprattutto per questo.
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