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Don Patriciello: FORZA NON DEBOLEZZA!

di Massimo Capasso

Caivano.
Il giorno dopo l’affronto a don Patriciello ed a tutta la Società Civile, non sono della Città ma di tutta la Nazione che nel prete di frontiera si riconosce, combatte e prega insieme a lui; in giro non vi è rassegnazione ma certezza che il Crimine organizzato per scegliere una platea come la Messa domenicale ormai sia veramente alle corde. Crogghy in gergo pugilistico!

Lo Stato c’è e ci sarà sempre di più in un contesto privilegiato dal governo per conclamare ed iniziare la lotta al Crimine organizzato. Dal Parco Verde si è partiti e non si torna più indietro.

Don Patriciello fa paura più di tanto e più di tutti perché non arretra.

Il suo messaggio è incisivo,  scava nel profondo ed i signori del crimine non possono permettersi perplessità negli adepti, che forse vedendo all’opera don Patriciello cominciano a comprendere che la loro sconfitta è solo questione di tempo. Questo allarma perché a Caivano è nata un nuova strategia inaugurata dal prete: proporsi all’emarginazione, non giudicando, ma accogliendo.

Dicono in molti che il 75enne arrestato è solo una pedina. Lo scopriranno gli investigatori che da oggi in poi non permetteranno più tanto facilmente a chiunque di avvicinarsi ad un prete che non ha paura, come un Vescovo tanti anni fa che in Salvador proprio in Chiesa durante la Celebrazione venne ucciso da una organizzazione criminale chiamata “Mano Nera”. Tutti i criminali poi saranno arrestati o moriranno uccisi. Nessuno ricorda il loro nome altresì invece il nome del Vescovo che da Santo ha protetto domenica don Patriciello : Oscar Arnulfo Romero.

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