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Le Borse e i Mercati Finanziari dal 22 al 26 settembre
Borse e Mercati Mondiali disorientati da notizie economiche incerte, e difficili situazioni geopolitiche.

Borse Mondiali

Economia e Finanza: in questo fine settimana una notizia in particolare riguarda proprio l’economia italiana. L’agenzia di rating Fitch ha alzato la valutazione dell’affidabilità creditizia e finanziaria italiana. Questo è ulteriore segnale sullo stato di salute dei nostri conti pubblici e sulla maggiore garanzia per chi acquista il nostro debito. Aggiungiamo poi come già segnalato nei nostri precedenti articoli, la costante discesa dello spread verso i Bund tedeschi avvalora ulteriormente questa tesi. Tutto ciò in vista della preparazione della manovra finanziaria autunnale dovrebbe consentire maggiore serenità agli addetti ai lavori.

Politica internazionale: va segnalato che lunedì 22 inizia a New York l’assemblea generale dell’ONU in un clima certo così difficile a livello mondiale, in situazioni di guerra dove non si vede più l’ombra della diplomazia ma si sentono solo da pochi potenti urlare invettive e strali contro avversari politici o semplicemente per imporre il proprio pensiero. Sarà interessante ed importante capire l’esito.

 

Lunedì: inizio decisamente senza stimoli per le piazze europee. Mentre Tokyo continua per la sua strada verso nuovi record, questa mattina il Nikkei chiude con un +1%, i mercati del Vecchio Continente non mostrano che segnali di calma piatta. L’indice Mib milanese resta stabile nel primo pomeriggio tenuto in equilibrio dai titoli bancari e da Stellantis al ribasso, e da titoli del settore meccanico e tecnologico al rialzo.

Il mercato valutario torna a premiare l’Euro che riprende vigore nei confronti di Dollaro e Yen ed anche nei confronti di altre valute.

Il settore delle materie prime mostra l’oro che dopo un paio di giorni di calma ha ripreso a correre verso l’alto e già a metà mattinata aveva toccato i 3725 $ oncia. Oltre ai tassi in discesa in questo periodo e previsti così anche nei mesi a venire, c’è interesse all’acquisto anche da parte di banche centrali che incrementano le proprie riserve. Il petrolio Brent, al contrario ancora in discesa, soffre a causa delle tensioni geopolitiche nelle aree di guerra. In più una prevista generalizzata contrazione della domanda di greggio nel prossimo trimestre contro un’offerta invariata o addirittura in aumento genera una fisiologica flessione del prezzo 65,90$ a barile (ore 15,30).

Osservato speciale dopo il rating migliorato per l’Italia da parte di Fitch è il settore obbligazionario domestico che oggi reagisce con uno spread a 83 punti base, rendimenti al 3,56% e corsi dei titoli con andamento misto. Praticamente come avevamo lasciato venerdì.

Martedì: La piazza nipponica rallenta stamane ed in chiusura l’indice Nikkei lascia sul terreno lo 0,50% chiudendo con lo stesso valore di venerdì. In Europa le contrattazioni iniziano con pochi particolari stimoli, e la giornata operativa vede gli indici poco mossi. Milano in particolare inizia la seduta al ribasso per poi recupare la parità con la chiusura di ieri e proseguire spinta dai titoli del settore energia e da Stellantis. I titoli bancari in controtendenza tengono l’indice in equilibrio. In chiusura la migliore è Parigi con un + 0,54%; segue Francoforte. Milano poco sopra la parità; stabile Londra mentre Zurigo chiude in leggero ribasso una giornata con l’indice altalenante.

Il comparto valutario non registra particolari variazioni, ma ferma restando l’ indiscussa forza dell’Euro, osserviamo nel mercato serale un ulteriore indebolimento del biglietto verde, che ritorna ad essere scambiato con la valuta europea ad 1,1805.

Il mercato obbligazionario domestico ha mostrato i corsi dei titoli in leggera flessione con uno spread particolarmente al ribasso ultimo valore 79 punti base. Rendimenti al 3,54%.

Terminiamo con le materie prime, dove inutile dire continuiamo ad assistere alle performance dell’oro che quota sempre più alto. E’ riduttivo dire che il prezzo ha consolidato quota 3700$ in quanto in due giorni operativi siamo già a 3780$. Pericolosi venti di guerra, tensioni geopolitiche che non tendono ad alleggerirsi, un Dollaro sempre debole e i tassi che potrebbero subire ulteriori sforbiciate, dirottano gli operatori sul prezioso metallo. Positivo oggi anche il prezzo del petrolio che beneficia di una domanda crescente di greggio da parte della Cina e della situazione di guerra nell’Est Europa. 67,60 $ al barile il prezzo registrato alle 20,00.

Mercoledì: chiusure negative ieri sera per le borse americane che comunque viaggiano già da un bel po’ sui massimi. Al contrario stamane Tokyo recupera un mezzo punto percentuale. Le piazze del Vecchio Continente iniziano le contrattazioni con segnali deboli e tendenze ribassiste.

E’ interessante notare invece una ripresa del Dollaro sull’Euro che viene scambiato di nuovo a 1,1789. I metalli preziosi continuano la loro scalata verso nuove vette: l’oro conferma i 3780$ l’oncia e, il poco menzionato argento ha superato i 44$. Petrolio Brent alla soglia dei 68$.

Mercato obbligazionario domestico con spread al rialzo stamane ad 84 punti base e rendimenti al 3,58%. Sui mercati azionari europei la giornata trascorre senza particolari scossoni (solo Zurigo perde un 1%), gli altri indici terminano poco mossi e contrastati.

Le novità vengono dalle materie prime. L’oro dopo un inizio scoppiettante come detto a metà mattinata ripiega su se stesso ed il prezzo inizia a scendere con una certa velocità. I motivi vanno ricercati nei realizzi degli operatori considerando i prezzi raggiunti, la ripresa del Dollaro sul mercato valutario, e le attese notizie che dovrebbero essere diffuse verso la fine della settimana sui dati economici Usa e prossimi passi della Fed.

Altra sorpresa viene dal petrolio Brent il cui prezzo si impenna nel pomeriggio facendoci rivedere un prezzo di quasi due mesi fa. Le diminuite scorte Usa e una produzione che non aumenta creano la giusta miscela che fa salire il prezzo (3735$ il valore dell’oro alle 20,00 e 69,20$ il Brent).

Per finire il mercato del reddito fisso termina con lo spread a 81punti e i rendimenti al 3,55%.

Giovedì: Giornata fotocopia di ieri quella iniziata questa mattina sui mercati europei ma anche per le chiusure delle piazze internazionali, ieri sera in America e oggi in Giappone.

Piazza Affari si muove sulla parità e non lontano da questa viaggiano gli indici delle altre borse europee. Negli altri settori vediamo il Dollaro scambiato ai valori di ieri pomeriggio, così come i metalli preziosi ed il petrolio. Al contrario invece il mercato obbligazionario inizia la mattina con uno spread in netta risalita (86 punti) e rendimenti al 3,60% i prezzi dei Btp sono contrastati.

Nel corso della seduta però le borse europee impostano l’andamento verso un ribasso più deciso. Questo si conferma dopo le notizie ricevute dagli Usa: economia in crescita (+3,8%) secondo semestre 2025. Diminuzione di richieste di sussidi di disoccupazione, aumento di richiesta di beni durevoli ad agosto. Anche se sono attesi per domani i dati sull’inflazione, le notizie economiche odierne hanno raffreddato gli analisti del settore in merito ai futuri possibili tagli dei tassi quasi da tutti oramai dati per certi. Il tutto si traduce con le borse in discesa. Anche gli indici Usa iniziano con il segno meno e con questo chiudono la serata.

Ma di tutta questa situazione ne beneficia il Dollaro che rimbalza prontamente contro Euro e Yen. In serata infatti il cambio Euro/Dollaro è sceso a 1,1665. Senza particolari variazioni i prezzi pomeridiani e serali delle materie prime. Ultima osservazione sullo spread e sui rendimenti dei nostri Btp che ritroviamo sul finale ancora ai valori riportati sopra nonostante qualche oscillazione al ribasso in mattinata.

Venerdì: durante la notte per noi europei il presidente Trump ha estratto dal suo cappello un’altra delle sue assurdità: dazi al 100% sull’importazione di prodotti farmaceutici di marca a partite dall’ 1 ottobre. Immediata risposta del mercato Nipponico con calo dei titoli del settore e chiusura negativa per il Nikkei. Sulle piazze europee la giornata inizia con il segno positivo, ma di poco, un classico tentativo di recupero. Gli altri settori restano invariati.

Nel monetario il Dollaro conferma il recupero di ieri sera. Materie prime: oro stabile sui valori di ieri pomeriggio e Brent intorno ai 66,50$. Nulla di nuovo anche nel settore obbligazionario. Durante il corso della giornata le piazze europee proseguivano la salita all’unisono, rafforzando il rialzo e terminando la seduta con risultati inattesi a vedere l’inizio della giornata. Migliori Milano e Parigi con un 1% circa di guadagno a testa.

Nel pomeriggio i dati sull’inflazione Usa che sono stati comunicati risultavano in linea con le attese .

Le spese personali dei consumatori sono lievemente aumentate ad agosto +0,3%. Queste notizie sono state apprezzate dai mercati americani e gli indici Usa hanno navigato al rialzo per tutto il pomeriggio chiudendo con segno positivo. Nel pomeriggio abbiamo anche visto una risalita dei prezzi per le materie prime con chiusure ai massimi della settimana (vedi tabella). Il mercato obbligazionario domestico nella seduta odierna ci ha fatto rivedere uno spread al rialzo (max 87 punti base). I rendimenti sono rimasti intorno al 3,61%.

 

Borse Mondiali ed europee: la settimana appena conclusa è una di quelle che è trascorsa senza lasciare segni particolari sui mercati.

La borsa di Tokyo ha visto il suo indice rimanere bel saldo sui massimi per quasi tutti i cinque giorni tranne una correzione verificatasi martedì ed un’altra venerdì, quest’ultima causata dall’ultima follia sui dazi pronunciata da Trump.

La borsa di Wall Street dal canto suo ha ceduto in settimana qualche punto sui relativi indici di riferimento, ma considerando che anch’essa viaggia sui massimi è una situazione più che giustificata. Tra prese di beneficio, notizie macroeconomiche, attese sui prossimi passi della Fed e situazioni geopolitiche più che incerte ci saremmo aspettati magari anche ulteriori ribassi.

Le borse europee invece hanno avuto un comportamento diverso, nel complesso si sono mantenute abbastanza stabili. Tutte le piazze considerate terminano nell’insieme con una leggera flessione dovuta non a prese di beneficio quanto ad un’operatività più prudente da parte degli operatori in un mercato di attesa. L’improvviso ritorno di fiamma verificatosi nel pomeriggio dell’ultimo giorno della settimana è stato sufficiente a riportare in positivo il bilancio di tutti e cinque giorni. Questo è quanto avvenuto proprio per il nostro Ftse Mib che ha inaspettatamente ritrovato quota 42600.

Mercato obbligazionario domestico e spread: durante la settimana lo spread tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è risalito dai minimi visti la scorsa settimana e siamo tornati a rivedere anche 87 punti base. Lo stesso vale per i rendimenti che sono risaliti a 3,60%. Il risultato della settimana sul mercato domestico sembra in controtendenza alla notizia diffusa domenica 21(rating agenzia Fitch).

Ma i mercati finanziari ci hanno abituato a questi comportamenti.

Mercato Valutario: nei primi due giorni della settimana abbiamo visto un Euro particolarmente forte nei confronti non solo del Dollaro ma anche di altre valute. Per un Biglietto Verde occorrevano oltre 1,18 Euro. Già dal pomeriggio di martedì, toccati i massimi, si è vista una iniziale inversione di tendenza. Il Dollaro ha cominciato a riprendere forza ed il cambio Eur/Doll è tornato in area 1,17. Ma la flessione che è continuata il giorno dopo si è incrementata ed abbiamo visto il massimo recupero della valuta americana nel pomeriggio di giovedì, dove nel post fixing e per tutta la serata il cambio è sceso ad 1,1660 punto più basso della settimana.

Petrolio Brent: il prezzo del Brent che è rimasto stabile per diverse settimane ha subìto una improvvisa impennata nei giorni centrali del periodo. La causa è da ricercare in classici elementi di economia (rapporto tra domanda e offerta) dove la speculazione entra ben poco. Nel periodo di riferimento abbiamo visto oscillazioni minime a 65,90 $ e massime a 69,70 $.

Oro: il suo massimo l’oro lo ha toccato martedì. La corsa ad accaparrarsi il metallo giallo è iniziata lunedì. Superati di slancio i 3700$ nel giro di due sedute, anche per un dollaro molto debole in quei momenti, in poco tempo sono stati toccati i nuovi massimi a 3780. Da mercoledì una necessaria fase di allentamento della tensione ha riportato il prezzo in area 3740/50 dollari oncia restando così fino a venerdì mattina. Dal primo pomeriggio dell’ultimo giorno però il prezzo ha ricominciato a salire e gli ultimi scambi della settimana avvenivano intorno a 3770 $ oncia.

Date 22/09/25 23/09/25 24/09/25 25/09/25 26/09/25
Ftse Mib 42423 42478 42423 42242 42646
Dax(D) 23527 23611 23667 23535 23739
Cac40(Fr) 7830 7872 7827 7795 7871
Ftse100(Gb) 9227 9223 9250 9214 9285
Smi(Ch) 12126 12103 11979 11876 11930
Dow Jones 46381 46293 46121 45947 46247
Nasdaq100 24761 24580 24504 24397 24504
S&P500 6694 6657 6638 6605 6644
Nikkei225 45493 45046 45656 45755 45355
Eur/Usd 1,1781 1,1793 1,1756 1,1739 1,1672
Eur/Gbp 0,8729 0,8729 0,8731 0,8748 0,874
Eur/Chf 0,9348 0,9344 0,9335 0,9344 0,9332
Eur/Yen 174,17 174,3 174,51 174,7 174,79
Petrol Brent 66,54 67,63 69,04 69,65 69,7
Usd a barile
Oro 3746 3774 3734 3749 3763
in Usd Oncia
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