Vuelta a Espana dallo sport alla politica
Manifestazioni a favore della Palestina durante la Vuelta a Espana
Vuelta a Espana… dallo sport alla politica
Si è conclusa domenica 14 settembre la terza gara ciclistica professionistica su strada di rilievo mondiale: La Vuelta a Espana (il giro di Spagna). Il primato sportivo va al corridore danese Jonas Vingegaard che è riuscito a difendere la maglia rossa da leader fino a Madrid dai continui attacchi di altri campioni quali: Joao Almeida, Pidcock ed il nostro Pellizzari.
Ma il vero vincitore è un vincitore morale ed è stato il popolo spagnolo. Gli spagnoli infatti quotidianamente in maniera spesso forte e turbolenta hanno ostacolato, rallentato, o addirittura bloccato il percorso dei corridori per manifestare a favore della Palestina. Ciò ha creato tantissime difficoltà all’organizzazione del giro ed ai ciclisti compromettendo la trasparenza della gara sportiva. Un plauso, dunque, agli spagnoli che con forza sono scesi in piazza contro il criminale governo israeliano il suo sanguinario leader e i suoi ministri che stanno, con la scusa di stanare Hamas, eliminando un popolo e distruggendo un intero territorio.
Gli Spagnoli profittando della visibilità anche mediatica offerta dal passaggio delle tappe del giro hanno dimostrato per primi in Europa – fino ad ora manifestazioni così imponenti e forti non si erano ancora viste – vicinanza e sostegno alla popolazione della Striscia di Gaza.
Tutte le coscienze dovrebbero svegliarsi e ribellarsi contro questo genocidio e farlo capire specialmente ai propri rappresentanti politici affinché ammettano finalmente fino a che punto è arrivato Israele, per costringerlo con ogni mezzo a porre fine a questo massacro.
1 commento