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Flash Finanza – I mercati finanziari dall’11 agosto al 15 agosto
Flash Finanza – Rubrica di economia e finanza che vi aggiorna sull'andamento settimanale dei mercati finanziari.

Politica: la notizia era già stata diffusa venerdì scorso 8 agosto, ma in questo fine settimana si è appresa qualche cosa di più. Vale a dire il luogo dell’incontro e la data esatta: l’Alaska dove venerdì prossimo 15 agosto si incontreranno Putin e Trump per cercare di raggiungere un accordo di pace. A questo tavolo non parteciperà il presidente ucraino Zelensky il quale ha espresso il suo risentimento, lo stesso è stato dichiarato da altri leader politici.

Lunedì: Chiusura positiva questa mattina per i mercati asiatici che puntano ad un accordo sui dazi Usa/Cina che si dovrebbe raggiungere a breve; a meno di una proroga. Tokyo resta chiusa per festività. Scendono in prima battuta le materie prime, mentre per le valute l’euro guadagna sul dollaro. In quanto alle borse partenza tranquilla stamane per le piazze europee, Milano non è da meno, il mercato sembra d’attesa e gli operatori si muovono senza particolari spunti. Ricordiamoci che Piazza Affari resta chiusa a Ferragosto e le attese sono tutte concentrate all’incontro di venerdì tra Trump e Putin.

Così trascorrerà la giornata senza nessuna evidenza particolare. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario domestico merita segnalare uno spread ancora al ribasso 81,52 punti contro Bund, con rendimenti al rialzo.

Martedì: Trump concede altri novanta giorni di tregua commerciale alla Cina prima dell’inizio dell’applicazione dei dazi. Le borse asiatiche chiudono ancora al rialzo; ma Tokyo le supera tutte chiudendo con un +2,20% legato anche a fattori interni, e ad una aspettativa sul taglio dei tassi Fed.

Borse europee al rialzo nella prima ora di contrattazioni, più cauta Francoforte; euro sempre forte sul dollaro. Per le materie prime i prezzi restano stabili. Invariato il reddito fisso e lo spread.

I mercati concludono la giornata operativa al rialzo tranne Francoforte in controtendenza. Per la verità è proprio la piazza di Milano la migliore trascinata da ST Microelectronics, Datalogic, Digital Value, Stellantis, ed Unicredit tra i bancari; più prudenti le altre piazze. Si attendeva il dato dell’inflazione Usa per il mese di giugno che è rimasto presso ché stabile intorno alle aspettative.

Alti e bassi oggi per ciò che riguarda il dollaro che in mattinata recuperava contro l’euro, segnando un fixing migliore di ieri, ma poi la valuta europea ha ripreso vigore, e mentre scriviamo (ore 19,00) lo spot segna 1,1684. Di nuovo rallenta anche lo yen oltre 172 vs euro.

Materie prime: sempre sotto pressione il petrolio Brent finisce intorno ai 66 $ a barile, vendite anche sull’oro che termina sui 3350 $ oncia.

Abbiamo assistito ad una giornata di vendite sul mercato obbligazionario domestico, lo spread termina ad 81 punti base con un rendimento al 3,56% per i ns. decennali, con i prezzi decisamente al ribasso. Penalizzate in particolare modo in questi casi le scadenze lunghe.

In serata gli indici di Wall Street chiudono tutti con un balzo superiore all’1%. Sono stati spinti dalla notizia dei dati sull’inflazione Usa relativi al mese di luglio che sono risultati più contenuti delle aspettative. Ciò fa ipotizzare un taglio dei tassi a settembre.

Mercoledì: i mercati asiatici, forse sulla scia delle performance serali americane, viaggiano al rialzo e chiudono con un balzo all’insù, ottime le chiusure per le borse cinesi. Tokyo ai massimi per il Nikkei 225 con un + 1,30%

La settimana di Ferragosto contrariamente alle aspettative si sta dimostrando una settimana da record: salgono tutti i mercati europei, Piazza Affari sempre in testa supera di slancio quota 42000 tornando ai massimi dal 2007. Il nostro mercato è trainato da titoli bancari ed assicurativi, ma anche da Leonardo e Fincantieri.

Le valute vedono un dollaro sotto pressione contro euro (1,1729) alle 12,00; mentre lo yen resta ai valori di ieri. Materie prime con l’oro in leggero recupero. Male sempre il petrolio Brent (65,80 $ a barile). Mercato obbligazionario con prezzi dei corsi tutti al rialzo. Spread a 80 punti.

Chiusure tutte al rialzo per le borse europee, spicca Zurigo (+0,78%) che ha beneficiato dei rialzi di alcune azioni componenti l’indice SMI relative a società i cui prodotti non sono soggetti a dazi. In Piazza Affari è il titolo Fincantieri (+7,07%) che tira il rialzo.

Continua la pressione dell’euro sul dollaro, ed anche sullo yen. Materie prime con l’oro relativamente stabile, mentre prosegue il ribasso del prezzo del petrolio. Il Brent specie a metà seduta ha subito una flessione di un altro dollaro i motivi sono due: sono aumentate le scorte Usa, e l’AIE (Agenzia Internazionale Energia) ha comunicato che le stime di crescita della domanda di petrolio per il prossimo anno sono inferiori alle aspettative. Relativamente al mercato obbligazionario registriamo uno spread che termina a 79,82 punti base con un rendimento al 3,48%. Concludiamo dicendo che a metà seduta a Wall Street solo il DJ è positivo gli altri due indici sono invariati.

Giovedì: Ieri sera in America gli indici hanno confermato in chiusura l’andamento tenuto durante tutta la seduta ed il Dow Jones conclude con un + 1%. Questa mattina la chiusura di Tokyo vede un ritracciamento dell’indice -1,45% dai massimi toccati ieri. Non così in Europa dove le borse sono un poco contrastate ma con Piazza Affari che continua a salire (+ 0,80% alle 11,30). Più moderate le altre piazze. Il mercato valutario vede questa mattina un recupero di dollaro e Yen sull’euro. Materie prime stabili con leggero recupero del petrolio Brent sotto la soglia dei 66 $ alle 11,45. Quotazioni dei nostri Btp in rialzo anche questa mattina, con lo spread a 80 punti base.

I mercati finanziari mostrano tutta la loro imprevedibilità e Piazza Affari si dimostra la prima in questo. Altro che settimana “sotto l’ombrellone” o balneare come si diceva una volta tra gli operatori. Arriviamo al giro di boa di agosto con un Ftse Mib a quota 42600 (+1,16%) con i titoli che già in evidenza in questi ultimi giorni confermano le loro performance: Leonardo, Telecom, Buzzi, oltre ai soliti bancari ed assicurativi (Generali, Banca Mediolanum, Intesa San Paolo).

Le altre piazze europee terminano anch’esse al rialzo, ma con incrementi ben più contenuti.

Nel pomeriggio la tendenza del mercato obbligazionario cambia, lo spread risale dai minimi visti in primo mattino per concludere a 81 punti con i prezzi che hanno chiuso al ribasso.

Per le materie prime è interessante assistere nel pomeriggio ad una ripresa del prezzo del petrolio Brent, mentre scende con rapidità quello dell’oro.

Mercato valutario pomeridiano con in evidenza il recupero del dollaro sull’euro.

Debole nel pomeriggio la piazza americana; stabili gli indici in chiusura.

Venerdì: La piazza di Tokyo conclude una seduta dominata dai rialzi, l’indice torna sopra quota 43000 di slancio con un +1,71% i motivi di tale entusiasmo che porta a segnare un nuovo record al mercato nipponico, vanno ricercati nella notizia che il Pil giapponese sia cresciuto oltre le attese nel periodo di riferimento.

I mercati europei viaggiano in territorio positivo; il valutario vede di nuovo un euro in recupero sul dollaro, materie prime ferme sui prezzi di ieri pomeriggio.

Alla fine della giornata le contrattazioni del giorno di Ferragosto vedono le borse europee che terminano contrastate: al rialzo la Svizzera e la Francia, scende Londra mentre Francoforte resta invariata. Un euro forte ha dominato su tutte le valute e il dollaro veniva scambiato nel pomeriggio inoltrato anche a 1,1703. Anche le altre valute da noi monitorate peggiorano nel pomeriggio dopo il fixing. Per le materie prime osserviamo i prezzi del metallo giallo in linea con quelli di ieri, anche dopo la chiusura, mentre il petrolio Brent con prezzi in linea con quelli di ieri per tutta la seduta, peggiora in serata ritornando intorno quota 66,80 $ a barile.

Borse Mondiali ed Europee. Due sono stati gli argomenti principali che hanno tenuto banco ed hanno animato i mercati nella settimana di Ferragosto. L’atteso vertice in Alaska programmato per venerdì 15 agosto (quando per noi saranno le 21,30 a mercati chiusi) tra Trump e Putin, dove si spera si possa compiere un primo passo importante verso quanto meno una tregua per poi pianificare un accordo di pace certo. Nonostante lo scetticismo di una parte dell’opinione pubblica i mercati ci credono ed hanno puntato almeno per i primi tre giorni della settimana verso l’alto. Un altro motivo più di natura economica parte sempre dagli Usa, le stime sull’inflazione e sulla disoccupazione meno negative del previsto fanno ipotizzare per settembre un taglio dei tassi da parte della Fed. A questi motivi si aggiungono poi altri fattori macroeconomici interni, o particolari settori di titoli componenti gli indici che hanno visto particolare interesse da parte degli operatori, fatto è che alcune borse concludono la settimana sui massimi.

Mercato obbligazionario domestico e spread. I primi due giorni della settimana abbiamo assistito ad una generale flessione dei corsi sui nostri Buoni del Tesoro accompagnato da un ribasso anche per lo spread contro i Bund che ha toccato i minimi di divario a 80 punti con rendimenti al rialzo. Inversione di tendenza invece dei prezzi dei titoli a metà settimana con uno spread che nel pomeriggio di giovedì allarga un poco la forbice sempre intorno ad 81 punti. In chiusura di giornata (giovedì) e quindi di settimana per il nostro mercato domestico i rendimenti si assestano al 3,52%.

Mercato valutario. La settimana sul mercato Forex ha visto vari momenti contrastati. Se lunedì i cambi sono rimasti abbastanza in linea con quelli del venerdì precedente, già martedì abbiamo assistito ad alti e bassi dell’euro contro dollaro e yen.

Mercoledì le chiusure di queste due valute hanno confermato un indebolimento nei confronti della valuta europea. Altro cambiamento di fronte giovedì con un leggero recupero da parte di entrambe. L’ ultima seduta della settimana ha confermato quello già visto in settimana un continuo oscillare del tasso di cambio per le principali valute da noi considerate. Spesso i valori registrati il pomeriggio o la sera variavano parecchio nei confronti dei prezzi di chiusura. Ad esempio gli ultimi valori di venerdì 15 agosto: 1,1703 Eu/$ e 172,284 Eu/Yen, dimostrano quanto detto. (vedi tabelle chiusure).

Petrolio Brent. Continua ad essere sotto pressione infatti anche in questi giorni il prezzo del barile difficilmente è riuscito a rivedere piena quota 66 dollari, tranne forse giovedì. Diverse sono state le notizie alcune certe (vedi quelle del 13 agosto), altre di attesa relativa alla situazione Russia/Ucraina con eventuali sviluppi, che tengono basso il prezzo del greggio.

Oro. Altra materia prima che ha dimostrato questa settimana come una situazione di attesa (eventuale manovra sui tassi da parte della Fed a settembre) e vertice di venerdì in Alaska, siano due motivi per far stare gli operatori alla finestra. Il metallo prezioso infatti, fermo restando gli alti livelli dell’inizio di agosto, si è mosso in una forbice di prezzo moderata 3340/3355 dollari oncia.

Date 11/08/25 12/08/25 13/08/25 14/08/25 15/08/25
Ftse Mib 41584 41935 42186 42654 Chiusa
Dax (D) 24081 24025 24186 24367 24375
Cac 40 (Fr) 7699 7753 7805 7870 7904
Ftse 100(Gb) 9130 9148 9165 9172 9139
Smi (Ch) 11870 11886 11979 12002 12074
Dow Jones 43975 44458 44922 44911 44946
Nasdaq 100 23527 23839 23849 23832 23712
S&P 500 6373 6445 6466 6468 6451
Nikkei 225 Chiusa 42718 43274 42649 43378
Eur/Usd 1,1622 1,1606 1,1711 1,169 1,1688
Eur/Gbp 0,8656 0,8621 0,8631 0,861 0,8622
Eur/Chf 0,943 0,9418 0,9409 0,9415 0,9418
Eur/Yen 171,86 172,3 172,47 171,3 171,81
Petrolio Brent 66,77 66,2 65,17 66,72 66,25
In Usd a barile
Oro 3353 3347 3359 3342 3343
in Usd Oncia
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