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I Titoli Obbligazionari (3^ ed ultima parte) – 7° puntata di “Pillole di finanza”
Lo Spread ed i Btp Atipici

Titoli obbligazionari

Fra i titolo obbligazionari i BTP di durata decennale sono anche quelli che vengono presi in osservazione al pari degli omologhi BUND tedeschi proprio per misurare lo Spread tra i due titoli a rappresentare quale è la differenza tra il tasso di interesse che paga un paese considerato sicuro ed affidabile (Germania) contro un altro che risulta meno affidabile (Italia), tanto per fare un esempio.

Lo spread misura, quindi, anche la differenza di rendimento tra i Bond (Titoli di Stato) di un determinato stato ed il Bund tedesco che viene usato come termine di confronto non solo con i nostri Btp ma anche con i titoli rappresentativi il debito di altri paesi europei.

Lo Spread è espresso in punti base: 1 punto corrisponde a 0,01%; potremmo anche dire che si misura in centesimi di punto quindi ogni 100 = 1% (per fare un esempio, se lo spread tra Btp e Bund è di 100 punti base significa che il rendimento dei Btp è superiore dell’1% rispetto ai Bund).

Ma maggiori rendimenti significa maggiore spesa per ripagare il debito da parte della nazione che ha emesso quei titoli, quindi in sintesi economia più debole e meno attrattiva.

Si continua ad usare questo benchmark quotidianamente per paragonare l’andamento delle due economie (Italia/Germania) così come si iniziò dopo l’introduzione dell’euro, quando l’economia tedesca era effettivamente la più solida in Europa e faceva da locomotiva a tutte le altre nazioni. In tutti questi anni lo scenario è abbastanza cambiato, l’economia tedesca non penso possa essere oggi considerata ancora come allora l’unica e più solida d’Europa, in quanto altri paesi hanno migliorato i propri conti, ed in termini di stabilità economico finanziaria possono essere considerati alla pari.

L’Italia, ad esempio, ha recuperato molte posizioni dalle crisi degli anni 2010/11. Negli ultimi anni a seguito anche di governi più stabili e duraturi guidati in alcuni periodi anche da figure più tecniche e meno politiche, esperte di economia ben apprezzate anche a livello di BCE, ha contribuito a risollevare molto il nostro sistema paese tanto che oggigiorno il nostro debito pubblico è considerato meno rischioso anche a livello mondiale, prova ne sono anche le emissioni degli ultimi anni avvenute con tassi di interesse sempre più bassi ed i titoli rappresentativi del nostro debito pubblico entrano con più faciltà anche nei portafogli esteri.

Per concludere il discorso sui Btp è necessario fare un cenno sul concetto di rendimenti effettivi. Partiamo da una considerazione: possiamo avere un soggetto che acquista il titolo in sottoscrizione, incassa periodicamente le cedole, attende la scadenza naturale del titolo incassando il capitale nominale. Costui, con i dati conosciuti al momento in cui sottoscrive e dedotte le tassazioni del 12,50% sulla cedola, calcolerà il guadagno dal suo investimento. Ma questa è una situazione rara nella realtà. Questo rendimento totale dell’investimento può addirittura aumentare se il soggetto reiveste gli importi delle cedole capitalizzando gli interessi. Si va verso calcoli non facili e personalizzati.

Diverso il discorso della maggioranza degli investitori che sul mercato del MOT comprano e vendono Titoli di Stato con scambi quotidiani molto vasti; pertanto il vero rendimento dipende dal prezzo di acquisto effettivo del titolo, di quanto questo si avvicina o meno al valore nominale, del tasso di interesse nominale, dalla vita residua del prestito. Andrebbero poi considerate le commissioni di acquisto pagate alla banca intermediaria dell’operazione, compresi oneri accessori sul deposito titoli.

Per concludere il discorso diamo un cenno di alcuni Buoni del Tesoro che possiamo definire atipici in quanto il loro rendimento non è solo determinato da un tasso fisso ma legato ad alcuni parametri variabili, ovvero vengono emessi per determinati fini ecc.

Il BTP Futura sono stati i primi di una serie di titoli pensati esclusivamente agli investitori retail (piccoli risparmiatori); sono stati emessi con l’obiettivo di rilanciare l’economia nazionale per la crescita economica del Paese. Contrariamente al solito, sono stati emessi non attraverso asta marginale ma collocati direttamente sul MOT (Mercato Telematico Obbligazionario). Il rendimento cedolare è crescente nel tempo, calcolato sulla base di tassi prefissati che aumentano nel corso della vita del titolo. Questo sistema è denominato “step up”. La vita del prestito è di medio lungo termine e il meccanismo tende a fare in modo che il sottoscrittore porti il titolo alla scadenza in quanto i rendimenti sono crescenti, considerando inoltre anche un premio fedeltà.

Il BTP Italia è anch’esso emesso non attraverso asta ma direttamente sul MOT (questa tecnica consente a qualsiasi risparmiatore che ha un minimo di dimestichezza con l’home banking di prenotarli in autonomia); i titoli in questione hanno il rendimento indicizzato all’inflazione italiana. Essi crescono con l’aumentare dei prezzi, sia le cedole, pagate semestralmente come per gli altri titoli, che il capitale la cui rivalutazione viene anch’essa semestralmente, rivalutati sulla base dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie ed operai. Con questo meccanismo il possessore del titolo ogni sei mesi riesce a recuperare la parte di investimento che eventualmente viene consumata dall’inflazione ed incassa una cedola dal valore sempre reale.

Il BTP Valore di recente istituzione (2023) sono titoli destinati esclusivamente ad un pubblico retail (piccoli risparmiatori) ed hanno la cedola variabile con tasso di interesse crescente nel tempo. I rendimenti pagati aumentano con il passare degli anni incentivando quindi il possessore a conservare il titolo fino alla scadenza. Proprio per chi lo detiene fino alla fine è previsto un premio fedeltà che di fatto aumenta il ricavo dell’investimento.

Anche I BTP Green sono stati istituiti da pochi anni (2021) con lo scopo preciso di utilizzare il ricavato delle sottoscrizioni per una pluralità di finalità ambientali. Nella fattispecie il Ministero destinerà gli introiti delle sottoscrizioni di quest’anno per migliorare in chiave energetica il settore immobiliare e trasporti.

Le caratteristiche tecniche del titolo sono le stesse dei Btp classici, le emissioni attualmente prevedono una durata dell’investimento medio lungo, tranne una recente emissione con scadenza cinque anni. Una volta emessi sono negoziabili anche sul Mot con le modalità consuete già viste, mentre per quanto riguarda il collocamento, esso può avvenire o tramite asta marginale o tramite sindacato di collocamento composto da un pool di operatori istituzionali (banche) alle quali il Ministero affida l’operazione.

I BTP Inflazione Eurostat è relativo a Buoni del Tesoro il cui rendimento cedolare è indicizzato all’inflazione europea riuscendo quindi a proteggere nel tempo l’investimento del risparmiatore. Oltre alla cedola il cui interesse semestrale parte da un fisso stabilito all’emissione che viene rivalutato in base all’inflazione dell’area euro misurata dall’Eurostat attraverso l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo; anche il capitale nominale sottoscritto riceve una rivalutazione nel tempo, ciò dovrebbe consentire al sottoscrittore di effettuare un investimento ad un “valore reale” del suo capitale.

La rivalutazione del capitale rimborsato alla scadenza si otterrà moltiplicando il nominale sottoscritto per il coefficiente di indicizzazione che terrà conto della variazione dei prezzi verificatasi durante la vita del titolo. Resta sempre fermo il fatto che il rimborso non sarà mai inferiore al nominale.

Sono obbligazioni che circolano già da parecchi anni, infatti fino al 2004 venivano collocati con la tecnica del consorzio; poi si è passati al collocamento anche con l’asta marginale, comunque entrambi i metodi sono riservati solo agli operatori del settore. Una volta avvenuto il collocamento ed iniziata la negoziazione sul Mot anche la clientela retail potrà autonomamente negoziarli; ma per averli in sottoscrizione occorre rivolgersi alla propria banca.

Rinviamo i lettori desiderosi di approfondite l’argomento ai tanti siti internet (uno tra tutti quello del Mef) che trattano la materia approfonditamente.

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