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Napoli, in migliaia in piazza contro il carovita. Tensione e metro Garibaldi chiusa per ordine pubblico

Migliaia di persone hanno risposto alla chiamata dello sciopero generale indetto dal sindacato di base Usb, paralizzando la zona della Stazione Centrale di Napoli. Fin dalle prime ore del pomeriggio, una folla oceanica si è radunata nei pressi di piazza Mancini per dare vita a una massiccia manifestazione contro il carovita e le politiche di riarmo del governo.
Il corteo vede una partecipazione trasversale: in prima fila ci sono i collettivi degli studenti universitari e numerose delegazioni delle scuole superiori cittadine, che sfilano fianco a fianco con operai, lavoratori di diverse categorie e intere famiglie con figli al seguito.
Il clima di forte contrapposizione sociale è stato subito reso evidente da un’azione dimostrativa al centro della piazza. Alcuni manifestanti si sono arrampicati sul monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi per srotolare un enorme striscione dal messaggio inequivocabile: «Con le buone non cambi le cose».
Un chiaro segnale di tensione che si ricollega all’allerta massima scattata già in mattinata, dopo che le forze dell’ordine avevano perquisito sette ultras legati a chat Telegram in cui si minacciavano assalti armati e scontri contro la Polizia.
Il dispositivo di sicurezza predisposto dalla Questura è imponente. Centinaia di agenti in assetto antisommossa stanno presidiando l’area per evitare che il corteo devii dal percorso concordato e prenda d’assalto snodi strategici della città o i binari ferroviari.
I disagi principali, al momento, hanno riguardato il trasporto pubblico locale: per circa un’ora, l’Anm è stata costretta a chiudere la stazione “Garibaldi” della Linea 1 della metropolitana per motivi di ordine pubblico. La stazione è stata riaperta solo in questi minuti, dopo che il flusso principale del corteo ha iniziato a muoversi. Al momento, fortunatamente, non si registrano scontri o criticità violente, ma l’attenzione resta altissima lungo tutto il tragitto.
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