A Caserta i tir si fermano e i media finalmente si svegliano !!
Il caro gasolio sta paralizzando il Mezzogiorno, ma la vera notizia sembra essere esplosa solo quando i tir hanno spento i motori nei nodi nevralgici di Caianello, Marcianise e Caserta Sud. Giunta al quarto giorno consecutivo, la protesta dei camionisti – piegati da costi di gestione insostenibili, con pieni che oscillano tra i 700 e i 1.200 euro – ha messo in ginocchio i rifornimenti della grande distribuzione. Dopo l’assalto ai supermercati nel fine settimana, i prodotti freschi come latte, pane e verdura spariscono dagli scaffali già prima di mezzogiorno. I comitati spontanei attendono ora l’incontro a Milano con il ministro Matteo Salvini: senza un tetto ai prezzi del carburante, i mezzi non si muoveranno dai piazzali per evitare di viaggiare in perdita.
La svolta mediatica di queste ore svela però un cortocircuito

: finché la benzina mancava a Taranto o i negozi svuotati erano quelli di Palermo, la vicenda veniva derubricata a cronaca locale. La cappa di silenzio si è rotta solo quando lo sciopero ha toccato il Casertano, l’autentico “collo di bottiglia” infrastrutturale attraverso cui transita la quasi totalità della logistica italiana. Minacciare questo imbuto significa colpire direttamente l’approvvigionamento del Centro-Nord, costringendo l’opinione pubblica nazionale a guardare a Sud.
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