Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 14 al 18 settembre 2026
L'attesa per le decisioni delle Autorità Monetarie condizionano ancora i mercati. In questa settimana la Fed ha aumentato il tasso (+0,25%), La Bank of England lascia tutto invariato, la Banca Del Giappone delibera un rialzo per la prima volta dopo 31 anni
Situazione geopolitica e scenario internazionale: Sul fronte Est Europeo continuano cruenti gli attacchi reciproci tra Russia ed Ucraina. Senza fare tante distinzioni i droni colpiscono obiettivi civili oltre a siti strategici. L’ultimo episodio, più grave, è avvenuto domenica 13 quando è stato colpito un convoglio ferroviario civile in Ucraina in una stazione oltretutto ad appena due chilometri dal confine polacco. Fortunatamente sembra che non ci sono stati feriti. Su un convoglio partito poco prima dalla stessa stazione c’erano dei diplomatici di varie nazionalità provenienti da Kiev. Putin ha trascorso il fine settimana in India per un vertice con i leader asiatici. Zelensky ha chiesto di incontrarlo nel prossimo vertice del G20 che si terrà a dicembre a Miami, se lui dovesse andarci, perché oramai è necessario un incontro diretto. Il Cremlino ha fatto sapere che se vuole, il presidente ucraino può sempre recarsi a Mosca dove verrebbe sempre accolto. Si aggrava la situazione sul fronte Medio Orientale. Questa volta a destare preoccupazione sono le milizie Houthi. Questi ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran stanno allargando il loro dominio sull’area tra Yemen ed Arabia Saudita con l’intento di mettere le mani sullo Stretto di Bad-El Mandeb. Con le loro azioni terroristiche in Arabia Saudita hanno già creato danni al gasdotto Est-Ovest che attraversa la penisola arabica trasportando petrolio e gas verso l’occidente. Se ciò avvenisse oltre ad Hormuz si chiuderebbe anche la strada che porta le grandi navi mercantili e le petroliere nel Mar Rosso per poi attraversare Suez alla volta del Mediterraneo. Un simile blocco costringerebbe il grande traffico navale internazionale a circumnavigare l’ Africa, è facile immaginare le conseguenze in termini di costi per tutti i prodotti trasportati.
Da un punto di vista strettamente economico questa settimana c’è attesa per le decisioni della Fed in merito a possibili aumenti dei tassi. L’Autorità statunitense si pronunzierà mercoledì sera (20 ora italiana), gli operatori sono propensi a ritenere che Kevin Warsh comunicherà un incremento dei tassi di un quarto di punto percentuale. Il presidente Trump che pretende di dettare legge anche su questo argomento vorrebbe addirittura vedere i tassi scendere. Venerdì 18 settembre toccherà alla Banca del Giappone esprimersi su questo stesso argomento.
Borse Mondiali ed europee: In questa settimana i mercati azionari sono partiti condizionati da due elementi diversi tra loro: la riunione della Fed che si sarebbe svolta mercoledì 16, ed il prezzo del petrolio sempre alle stelle a causa della guerra e delle difficoltà di circolazione del greggio. Questi fatti creano preoccupazione alle borse. Non tutte le piazze però si sono mosse con lo stesso andamento. Sulle piazze asiatiche abbiamo riscontrato un certo contrasto ad inizio periodo con gli indici tecnologici al ribasso mentre tenevano meglio gli indici rappresentanti settori più tradizionali. La giornata di martedì ha visto i listini asiatici tutti al ribasso, per poi recuperare il giorno dopo. La parte finale di settimana ha visto i listini cinesi al ribasso, la Corea stabile e gli indici giapponesi in leggero recupero. Nell’ultima seduta Il Nikkei ed i Kospi hanno recuperato, lo stesso vale per le borse cinesi, mentre hanno ceduto i listini delle piazze dell’Estremo Oriente. Nel complesso l’andamento settimanale delle piazze asiatiche può definirsi nervoso e privo di un deciso orientamento. Diverso invece il quadro per le piazze europee più vivaci questa settimana ma con una netta distinzione. I primi due giorni l’andamento è stato decisamente ribassista condizionato da quei due elementi segnalati prima. Positive invece le due sedute centrali con un discreto recupero in termini percentuali per tutti i listini. Brusca inversione di tendenza nell’ultima seduta per le borse del Vecchio Continente che è stata negativa per tutte le piazze. Ritornano in pieno i timori per la situazione geopolitica, il prezzo del petrolio al rialzo e le conseguenze sull’economia. Il bilancio finale quindi per le borse europee guardando gli indici, cioè i numeri è negativo per tutte. Borsa americana negativa per i primi tre giorni della settimana. Anche dei timidi segnali di recupero intraday venivano prontamente spenti verso il finale di seduta. Solo da giovedì abbiamo assistito ad un’inversione di tendenza con l’indice Nasdaq100 in buon recupero sul finale. L’ultima seduta del periodo per la borsa di Wall Street, a differenza di quanto avvenuto in Europa, è stata debole in fase iniziale; poi una ripresa costante fino alla chiusura ha consentito agli indici di recuperare buona parte di quanto perso nei giorni precedenti.
Mercato obbligazionario domestico e spread: continua ovviamente la pressione sul settore dei Titoli di Stato italiani e non solo. I rendimenti continuano a salire toccando livelli che non si vedevano da alcuni anni. Il Btp con scadenza decennale che è il nostro benchmark di riferimento ha visto i rendimenti toccare una punta massima al 4,47% nella giornata di martedì, quando anche lo spread ha raggiunto i 90 punti contro il Bund tedesco. In seguito abbiamo assistito ad un alleggerimento di questi valori scesi di poco a 4,36%–4,34% con differenziale a 86/87. Sono stati questi i minimi di periodo. Brutta la seduta di venerdì che ha mostrato un peggioramento generale con lo spread che ha toccato i 93 punti, il picco più alto del periodo, ed i rendimenti che sono risaliti al 4,43%-4,45%. Inutile dire che i prezzi dei Btp sul mercato secondario continuano a scendere rendendo appetibile gli acquisti anche per risparmiatori poco propensi al rischio.
Mercato valutario: Un Dollaro in decisa ripresa nei confronti dell’Euro. Questa la principale osservazione che risulta dalla settimana sul Forex. La decisione della Fed ha consolidato questa tendenza che è iniziata già da lunedì. La scorsa settimana avevamo lasciato il cross €/$ ad 1,1602 ed dalle prime battute del 14 settembre l’abbiamo ritrovato ad 1,1550. La tendenza a scendere è stata costante raggiungendo i minimi di 1,1480 nella seconda parte del periodo osservato, livelli visti a fine luglio. Stabile nel periodo il rapporto Euro/Yen che costantemente è rimasto tra 178,60 e 179 massimo, questo per i primi quattro giorni. Venerdì dopo la comunicazione che la Bank of Japan ha alzato i tassi di interesse dello 0,25% (cosa che non avveniva da 31 anni) lo Yen si è di colpo indebolito facendo risalire il cambio con l’Euro a 180/181.
Petrolio Brent: Il periodo si è aperto con la tensione al massimo livello nell’area di Hormuz, Bad El-Mandeb ed il blocco del gasdotto Est-Ovest che attraversa l’Arabia Saudita. La conseguenza sul prezzo del greggio è stata immediata ed i primi due giorni della settimana il Brent ha toccato i massimi di periodo: 108/109 dollari a barile. Con il trascorrere dei giorni, la rassicurazione da parte araba che il gasdotto avrebbe ripreso e funzionare normalmente, ed il ritracciamento del prezzo dopo lo strappo sui massimi, il valore del barile è rientrato in una fascia di “prezzo più ragionevole”. Venerdì abbiamo registrato i minimi di settimana (102$), a dimostrazione che le tensioni che hanno vissuto tutti i settori finanziari anche a causa delle attese per le decisioni delle Banche Centrali si andavano alleggerendo. Ma durante la seduta un cambiamento di tendenza ha riportato il prezzo del barile di nuovo verso l’alto, infatti le ultime quotazioni segnano 104$.
Oro: Il metallo giallo è ritornato a fare la sua parte in questi giorni. Movimenti di prezzo più rapidi e con oscillazioni più ampie hanno spinto il valore verso l’alto, specie sul finale di settimana. Il metallo giallo ha oscillato nei cinque giorni in una forbice di prezzo che ha visto i minimi in area 4270$ l’oncia ed i massimi spingersi fino alla soglia dei 4400$ (4397 nelle prime battute di venerdì).
| Date | 14/09/26 | 15/09/26 | 16/09/26 | 17/09/26 | 18/09/26 |
| FtseMib | 51629 | 51555 | 51969 | 52386 | 51545 |
| Dax(D) | 25415 | 25402 | 25559 | 25717 | 25296 |
| Cac40(Fr) | 8118 | 8090 | 8141 | 8187 | 8065 |
| Ftse100(Gb) | 10698 | 10658 | 10688 | 10816 | 10654 |
| Smi(Ch) | 13879 | 13809 | 13869 | 13947 | 13787 |
| Ibex35(E) | 19566 | 19556 | 19636 | 19832 | 19514 |
| Dow Jones | 52421 | 52093 | 51462 | 51778 | 51683 |
| Nasdaq100 | 29127 | 28938 | 28945 | 29447 | 29644 |
| S&P500 | 7620 | 7586 | 7552 | 7638 | 7650 |
| Nikkei225 | 63493 | 63484 | 63923 | 64136 | 65019 |
| Eur/Usd | 1,1551 | 1,1539 | 1,1537 | 1,1481 | 1,146 |
| Eur/Gbp | 0,8559 | 0,8558 | 0,8574 | 0,8583 | 0,8588 |
| Eur/Chf | 0,9431 | 0,9441 | 0,9449 | 0,9466 | 0,9462 |
| Eur/Yen | 178,52 | 178,86 | 178,88 | 178,75 | 180,94 |
| Petrolio Brent | 107,4 | 108,78 | 105,31 | 104,6 | 104,66 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4289 | 4296 | 4352 | 4360 | 4354 |
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