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Renato Vallanzasca in fin di vita
Tragico epilogo per il bandito della Lomellina

 

Tempo fa guardando la serie di Riina, quella con Claudio Gioè per intenderci, mi resi conto che tutti quelli rapiti dalla fiction, nello specifico la puntata del suo arresto, si dolevano latentemente che il cattivo non ce l’avesse fatta, nonostante fossero tutte persone profondamente oneste ed irreprensibili.

La ragione di questo sdoppiamento momentaneo e da ricercare nelle profondità dell’inconscio collettivo, laddove gli istinti non addomesticati ma programmati per la sopravvivenza dei singoli in societas organizzate hanno ancora una forte carica pulsionale presente ed evidente in forma ancestrale, recepita ancora dal nostro io. Allora lo scappare, l’andare contro le regole, cacciare prima di essere cacciato ha il suo fascino, perché più ci rappresenta del ligio servitore dello stato, anche noioso. In fondo nei criminali ci rispecchiano perché gli invidiamo coraggio e libertà, anche attraverso un attore.

Poi la ragione, e subito nella realtà contro il delinquente in tutti sensi.

Overture per raccontare di Vallanzasca che oramai e’ in fin di vita. Un criminale in ogni senso ma con un proprio codice che ancora affascina come trent’anni fa il bel Renè della Milano da bere che metteva in file donne di ogni ceto sociale per un drink al volo soltanto, in un mix di emozioni estreme perché lui era latitante.

Il Bel Renè prima o poi incontrerà le sue vittime innocenti e le spiegazioni del suo vivere a tremila all’ ora dovrà darle a loro oltre che al Padreterno. Va detto però , e quanto e’ un dato riscontrato, in carcere Vallanzasca non ha mai permesso un sopruso, neanche al Cutolo Nazionale che godeva di protettorati politici.

Era un assassino ma un tratto di coerenza, anche marginale lo aveva .

Non veniva meno alla sua parola e non tradiva. Troppo pericoloso per uno Stato che guidato dalla cloaca di tangentopoli non poteva né controllarlo né comprarlo.

Troppo pericoloso in libertà quindi, da arrestare subito, con la prospettiva di buttare le chiavi.

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