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‘O sole mio: Napoli nel mondo.
La Musicaccia vi racconterà alcune storie che ci hanno tramandato canzoni e brani musicali, diventati testimonianza di un percorso sociale e culturale del popolo.

‘O sole mio

La musica è sempre stata una costante presenza nella vita dell’uomo, che molte volte ha saputo ampliare, ricordare e perpetuare ricordi e sensazioni di emozioni vissute.

Tutti abbiamo un brano che ci ricorda momenti sereni, appassionati, felici e a volte anche tristi di un trascorso del nostro percorso di vita.

Ci sono brani che hanno lasciato un segno indelebile nella collettività di popoli e di generazioni, brani che per le loro tematiche hanno tracciato importanti pagine di storia.

La Musicaccia vi racconterà alcune storie che ci hanno tramandato canzoni e brani musicali, diventati testimonianza di un percorso sociale e culturale del popolo.

Oggi parliamo del mitico brano   ‘O sole mio

Questo brano rispecchia tutta la napoletanità e la notorietà della canzone napoletana nel mondo; conosciuto in ogni dove,  è stati interpretato da tutti gli artisti che hanno voluto esibirsi facendo omaggio alla città partenopea.

‘O sole mio fu composta da Giovanni Capurro, poeta e giornalista, capace di raccontare con grande sensibilità la difficile vita delle classi sociali meno agiate, mentre la straordinaria musica è di Eduardo Di Capua, musicista figlio d’arte.

Ma come nasce la canzone più famosa al mondo?

Siamo nel 1898 ed Eduardo Di Capua mise in musica i versi di Giovanni Capurro a Odessa, in quanto si trovava in tournée con il padre Giacobbe nella città ucraina. Un giorno di aprile, osservando il sole che sorgeva sul Mar Nero venne l’ispirazione, Eduardo Di Capua, si sedette al pianoforte e cominciò a comporre la musica di questa storica canzone.

Però c’è da dire che qualche storico ha trovato anche un’altra teoria di come sia nato il brano ed ovviamente per cronaca di fatti mi piace riportarla.

Eduardo Di Capua ebbe un periodo di crisi e non riusciva a trovare l’ispirazione giusta per comporre una musica che potesse degnamente accompagnare i magnifici versi che gli aveva affidato il poeta ed amico Giovanni Capurro.

Si presume che la linea melodica del brano sia nata dall’ascolto del canto ‘a fronna — il richiamo di un venditore ambulante — o dal canto a distesa di un venditore di persiane. Quelle melodie, così caratteristiche, avrebbero immediatamente acceso l’ingegno compositivo del grande artista, che si trovava a passeggiare per caso in un vicolo di Napoli. Quindi questa teoria ci direbbe che la musica è nata a Napoli; ma questo può saperlo soltanto il compositore. Io mi limito a riportare ciò che scrivevano i giornali dell’epoca.

C’è anche un altro personaggio che entra in scena, sostenendo di aver composto la musica in collaborazione con il musicista e arrivando persino a intentare una causa. Si tratta del maestro Alfredo Mazzucchi, amico e collaboratore artistico di Eduardo Di Capua.

Come vediamo anche su questo brano così famoso vi sono molte teorie e misteri.

Ma parliamo dell’importanza che ha avuto questo brano, basti pensare che nel 1920 alle Olimpiadi di Anversa (Belgio)  il direttore della banda musicale, non avendo lo spartito dell’Inno nazionale italiano, scelse al suo posto di suonare ’O sole mio, che tutti i musicisti conoscevano a memoria.

Nel 1961 Jurij Gagarin, nel corso del volo che portò per la prima volta un uomo intorno all’orbita lunare, scelse di intonare proprio ’O sole mio.

Dalla rivista La tavola rotonda del 28 agosto 1898 veniamo a conoscenza che il brano gareggiò al concorso organizzato dall’editore Bideri in occasione della festa di Piedigrotta classificandosi al secondo posto dopo il brano Napule bello.

Ma cosa scaturì il successo mondiale di questo brano oltre alla straordinaria bellezza del testo e della musica? Sicuramente una concausa della sua notorietà la dobbiamo all’invenzione del grammofono e dell’ incisione su disco da parte del grande tenore Enrico Caruso.

Una particolarità che non va sottovalutata è che Caruso pubblicò il 78 giri quando negli Stati Uniti era ormai molto più di una star e  proprio la sua popolarità nel paese più importante del mondo garantì al brano la diffusione in tutti i continenti.

Nel corso dei tempi il brano è stato interpretato da molti artisti come il trio Pavarotti, Carreras e Domingo, Andrea Bocelli Katia Ricciarelli, il Volo, Elvis Presley, Milva, Domenico Modugno, Beniamino Gigli, Mario Lanza, Stefano Bollani, Claudio Villa,  Nino Rota, Mario Del Monaco, Mina, Gianna Nannini, Ennio Morricone, Count Basie, Dizzy Gillespie e Bing Crosby, Solomon Burke, Frank Sinatra, Dean Martin, Ray Charles, Paul Mc Cartney, Connie Francis, Dalida, Perez Prado, Sting, Bill Haley, Bruce Springsteen, Pino Daniele, Lina Sastri, Massimo Ranieri, Roberto Murolo,  Sergio Bruni.

napoli-musica-e-parole-1-563x800 ‘O sole mio: Napoli nel mondo.

Come vediamo, per merito di  ‘O sole mio, entra a far parte dell’immaginario collettivo l’idea che Napoli, con le sue caratteristiche climatiche, col suo bel golfo e col grande sole che dona energia vitale a tutto e tutti, possa donare gioia e speranza per un futuro migliore.

Voglio condividere un momento bellissimo che ho vissuto grazie a questa canzone, nel 2017. Per motivi di lavoro mi trovai a Monaco di Baviera, la sera andai con dei colleghi del luogo a cenare in un pub tipico del posto, ci sedemmo e molto cordialmente mi presentarono i presenti nel pub, tutti sapevano che ero italiano, ma appena si seppe che ero di Napoli spontaneamente si levò un coro che intonava ‘O sole mio, e tutti insieme alzammo i boccali per brindare alla nostra conoscenza;  è stato per me un momento di massima soddisfazione e di carica emotiva molto positiva che porterò sempre nel baule dei ricordi.

Concludiamo così la pagina di questo maestoso brano che ci dà lo spunto per ricordare che dopo ogni tempesta esce sempre il sole, metafora che forse voleva e vuole intendere le molteplici difficoltà di una città che nonostante le tante problematiche riesce sempre a stare in piedi.

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