L’ISTAT ED IL GIOCO DELLE TRE CARTE : SE ANCHE L’ISTITUTO DI STATISTICA DIVENTA “ POLITICO “ .
Perché la percentuale dei disoccupati scende ????
A prima vista sembra un risultato positivo per chi amministra, invece, se si leggono bene i numeri si scopre che si tratta di mera mistificazione . Insomma l’istat annuncia numeri ,ma con un sistema assolutamente balordo fa scomparire “ i disoccupati “ i quali assumono altre denominazioni ,tipiche del sistema italiano quando vuoi nascondere la verità .
Ed eccoci al misfatto , nel gergo dell’istat abbiamo non solo il disoccupato, ma anche l’inoccupato ed anche l’inattivo .
Ebbene per chi ha la coscienza pulita questi sinonimi, proprio perché sinonimi dovrebbero intendere la medesima cosa, in pratica cittadini italiani che non lavorano .
Ma per l’istat questo sarebbe troppo semplice ed anche banale ed allora ecco che si passa ad una graduazione ,mescolazione, confusione per poter dare “ i numeri “ non i fatti, ma solo i n” numeri “ in un certo modo “ politico.
Naturalmente il “ pesce “ puzzando dalla testa , c’è un sistema che coadiuva questi dati, ed infatti i Centri per l’impiego e le aziende quando richiedono la manodopera, chiedono di indicare la propria posizione lavorativa – se disoccupato, inoccupato e inattivo .
La parola “disoccupato” indica la situazione di chi al momento non ha lavoro ma è stato impiegato in passato;
Poi c’è l’ “inoccupato” si riferisce a chi non ha mai avuto un contratto di lavoro, ( quindi concretamente è un disoccupato, ma poi non compare nel numero dei disoccupati, perché lui è solo inattivo ,quasi fosse una sua colpa non aver trovato ancora un lavoro )
Ed infine c’è il terzo genere, una vera creazione “ poetica “ e letteraria l’“inattivo” che identifica chi non lavora e non sta nemmeno cercando occupazione . Anche questo terzo genere è avvolto nel mistero .
Alla luce di questa tripartizione iniqua e meramente politica è evidente che quando mensilmente l’istat indica la percentuale di disoccupati si rivolge solo ai primi cioè ad una platea ristretta di coloro che cercano il lavoro .
E’ ,quindi, di tutta evidenza che l ‘ “inoccupato” , persona che non hanno mai svolto attività lavorativa in nessuna forma, autonoma o subordinata, e siano alla ricerca di un’occupazione e in particolare a coloro che abbiano effettuato l’iscrizione al Centro per l’Impiego da più di 12 mesi o da più di 6 mesi, se giovani ,ciò significa che quando dicono la disoccupazione diminuisce, non è riferita a questi soggetti, i quali per loro sfortuna non hanno trovato un’occupazione entro sei mesi dal licenziamento se giovani oppure entro un anno se più grandicelli .
E Poi c’è l’ “inattivo” , lo sfortunato totale categoria a sé rispetto a quelle che abbiamo già visto poiché non fanno parte della popolazione lavorativamente attiva e non sono alla ricerca di occupazione, ma concretamente non sono occupati e non lavorano .
Ciò significa che NON SONO VERI I DATI DELLA RIDUZIONE DELLA DISOCCUPAZIONE, MA VENGONO RILEVATI DATI “ POLITICI “ NON COERENTI CON I FATTI , l’esultanza per la presunta diminuzione della disoccupazione, altro non è che lo spostamento di un certo numero di disoccupati tra questa categoria con quella degli inattivi , ed il gioco è fatto .
Il governo esulta, il lavoro non c’è, i disoccupati diventano inoccupati e\o inattivi e siamo tutti felici e contenti .
In realtà i dati da saper leggere sono i seguenti : il tasso di inattività è al 32, 8 % cio’ significa che 1\3 della popolazione NON LAVORA , mentre con il giochetto sopra specificato, si distingue il tasso di generale che all’apparenza scende al 5,8%, mentre il tasso di inattivi pari al 27 % per un complessivo tasso TOTALE DI PERSONE CHE NON LAVORANO ED INATTIVE PARI AL 32,8%.
Pertanto, prima di esultare per il niente assoluto, e prima di cercare di imbrogliare gli italiani che non lo meritano, forse qualche scienziato dovrebbe ripetere la matematica quella semplice della massaia, al di là di quello che si vuole far apparire, in Italia c’è un terzo della popolazione pari al 33 % che non lavora, perché non trova lavoro, perché non lo cerca, perchè non c’è lavoro che lo soddisfi, per altri motivi, ma sempre il 33 % resta .
Cari politici inutili del nulla che con le vostre spese pesate sul nostro futuro e con i vostri debiti sul pil peggiorate la nostra situazione, studiate prima di cercare di frodare gli italiani e prenderli per il naso .
(Michele Marra)
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