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Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 10 al 14 agosto 2026
Borse asiatiche nervose, ma salgono i listini contenenti titoli tecnologici. Borse europee ferme al palo o in leggera flessione. A Wall Street bene il Nasdaq e il DJ.

Situazione geopolitica e scenario internazionale: Nello scorso fine settimana (8/9 agosto) non ci sono state novità positive sullo scenario internazionale, anzi sui vari fronti caldi le notizie pervenute sono poco incoraggianti. Vediamo quelle più importanti. Golfo Persico. In questa area sembra sempre che si stia vicini al raggiungimento di un accordo per chiudere questo capitolo bellico, cosa questa necessaria anche per far ripartire come una volta i traffici commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Tra i paesi che affacciano nel Golfo, e che quindi sono direttamente interessati al ripristino del passaggio delle navi, c’è l’Oman che si sta dando un gran da fare nelle trattative. Continuano però ad arrivare notizie contrastanti, mentre sembra che ci siamo e la firma è vicina, sopraggiungono smentite e la situazione resta in stallo.I Paesi medio orientali però non stanno con le mani in mano e cominciano a valutare anche la possibilità di trovare accordi tra di loro al fine di organizzare una difesa comune. Questo è accaduto tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan che a La Mecca hanno firmato un accordo in tal senso. Russia-Ucraina. Nulla di nuovo anche su questo fronte, infatti sono continuati reciproci attacchi armati che hanno colpito sia siti strategici energetici che città di entrambe le parti in guerra causando seri danni alle infrastrutture ma, ahimè diverse vittime civili. Superfluo dire che non c’è in vista nessun tipo di negoziato. Israele-Gaza. In merito alla proposta di Trump sviluppato in quindici punti per la risoluzione della crisi tra Israele e palestinesi nella Striscia di Gaza, il premier Netanyahu ha fatto sapere di non essere d’accordo con la proposta di Trump. Infatti, il leader israeliano afferma che se Hamas non consegna le armi l’esercito dello stato ebraico non lascerà la Striscia e continuerà l’occupazione. Hamas dal canto suo vuole che gli israeliani lascino il territorio palestinese prima di qualsiasi altra iniziativa. La situazione quindi resta bloccata, Netanyahu si prepara per le elezioni di ottobre affermando che fino a quando lui sarà premier non nascerà mai uno stato palestinese. Intanto a Gaza si continua a morire e come affermato dall’Unicef le vittime maggiori sono ovviamente quelle più fragili, cioè i bambini. Le statistiche parlano di una media di un bambino deceduto ogni giorno. In Cisgiordania si continua invece a morire e rimanere feriti a causa dei continua attacchi che i coloni palestinesi perpetrano ai danni della popolazione locale. A completare il momento certo non facile a livello mondiale, e ritornando in Europa ci ha pensato il nostro Governo ad agitare le acque creando uno scontro diplomatico con la Spagna. Il paese iberico ha subìto questa massiccia ed improvvisa invasione di migranti africani, ma si badi bene non in Spagna, bensì in un piccolo territorio spagnolo (enclave) facente parte del Marocco, quindi in Africa. Temendo non si sa quale ipotetico ed incontrollabile flusso di immigrati provenienti via Spagna, la nostra premier Meloni ha pensato bene di sospendere per alcuni giorni il trattato di Schengen tra Italia e Spagna sulla libera circolazione delle persone. Questo ha creato l’immediato e giusto risentimento di Madrid che a sua volta lo ha applicato nei nostri confronti effettuando in questi giorni dei controlli a campione sui viaggiatori provenienti dall’Italia.

 

Borse Mondiali ed europee: Durante la settimana abbiamo osservato i mercati azionari mondiali muoversi in ordine sparso. Le borse asiatiche sono risultate contrastate. Positivi i listini di Giappone e Corea (Nikkei e Kospi) all’interno dei quali sono quotate molte società tecnologiche. A Tokyo comunque anche il più vasto indice Topix conclude la settimana al rialzo. Più incerti i listini delle piazze cinesi che si sono mosse con alti e bassi, facendo si che il risultato finale del periodo resti vicino alla parità. Le piazze europee sono risultate poco mosse ed in attesa di notizie che potevano dare un orientamento ai listini. La notizia più attesa non è arrivata: sviluppo positivo della crisi Usa-Iran con le conseguenze sullo Stretto di Hormuz, di conseguenza le borse europee già in un clima semi vacanziero hanno tirato avanti per tutti e cinque giorni. Il bilancio finale vede gli indici poco mossi o leggermente negativi, Zurigo è la borsa che registra il peggiore risultato settimanale, mentre Francoforte l’unica in controtendenza termina in leggero rialzo. L’attesa dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti, che poi è risultata stabile secondo le previsioni, potrebbe essere stato un motivo di attesa per la borsa Usa. La piazza newyorkese ha visto i listini tranquilli per i primi tre giorni, ma giovedì il Nasdaq ha chiuso con un buon rialzo, ed anche l’S&P500 lo ha in parte seguito chiudendo al rialzo. Il risultato conclusivo per il mercato americano comunque vede l’indice Nasdaq100 superare i 30000 punti e gli altri due indicatori finire sui massimi.

Mercato obbligazionario domestico e spread: lunedì è stata una giornata interlocutoria per il settore in oggetto, ma già da martedì abbiamo osservato sia lo spread che i rendimenti al rialzo. La causa è sempre la stessa: l’incertezza che si prolunga su un chiarimento nel conflitto Usa-Iran. Anche questa volta i Titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona si muovono abbastanza all’unisono, e l’andamento dei Bund tedeschi si ripercuote sui settori analoghi delle altre piazze. Nella seconda parte della settimana la tensione si è un poco allentata ed i valori sono scesi. I rendimenti sono tornati ben al di sotto della punta massima del 4%, ed anche lo spread è tornato sotto gli 80 punti. Pertanto i movimenti del periodo hanno visto uno spread oscillare tra un minimo di 78 ed un massimo 81 punti, ed i rendimenti tra il 3,91% ed il 4,01%.

Mercato Valutario: nessuna novità sul mercato dei cambi. In tutto il periodo abbiamo visto il Dollaro stabile nei confronti dell’Euro e lo Yen leggermente più debole con il cambio in leggera risalita nei confronti della Moneta Unica. L’unico evento che poteva destare scompiglio sul cross €/$ era relativa alla comunicazione dei dati dell’inflazione negli Stati Uniti. Una volta che i dati forniti non hanno destato sorprese ma sono risultati in linea con le aspettative nulla è variato sul mercato valutario. Diverso un poco il discorso del rapporto €/Yen. Anche se costante e per movimenti decimali si è osservato in tutto il periodo una tendenza debole per la valuta nipponica. Considerando l’intervento congiunto a sostegno dello Yen, (avvenuto lunedì 3 agosto) di cui parlammo la scorsa settimana, è facile fare un controllo dai fixing ufficiali di cambio €/Yen per verificare che lunedì 3 agosto la chiusura è stata 180,73 mentre venerdì 14 agosto è risalito a 183,93 la tendenza al rialzo ha cancellato buona parte di quanto l’intervento aveva fatto recuperare allo Yen. Buona tenuta della Moneta Unica anche nei confronti di Sterlina e Franco Svizzero.

Petrolio Brent: Prezzo del petrolio in rialzo già da lunedì. Il protrarsi della fase di incertezza in merito alla fine della guerra nel Golfo Persico, senza nessun segnale positivo per la risoluzione della faccenda Hormuz, non può che pesare fortemente sul prezzo. La quotazione di lunedì: 84/86 dollari, il giorno successivo sono diventati ben presto 88/89, facendoci vedere i picchi di quindici giorni fa toccando anche il massimo di periodo di 90$ a barile. I giorni seguenti il prezzo è sceso per attestarsi in area 85/89, ed in questa fascia si sono svolti gli scambi fino a fine periodo. Nessuna novità comunque per lo sblocco di Hormuz e per la risoluzione della crisi. Restando così le cose è facile intuire che il prezzo del barile resti ancora caldo per i prossimi tempi.

Oro: Metallo giallo sugli scudi già da lunedì, martedì il prezzo ha sfiorato i 4400 $ l’oncia. Questo valore è stato superato mercoledì quando abbiamo registrato il massimo del periodo (4430$ oncia) prima di ritracciare. Da inizio mese sembra che ci sia un rinnovato interesse intorno all’oro. Gli acquisti hanno fatto salire i prezzi non solo facendo rivedere valori di otto/dieci settimana fa, ma dando l’impressione che si possa riaprire un trend rialzista il cui primo traguardo potrebbe essere individuato intorno ai 4500$ l’oncia.

Date 10/08/26 11/08/26 12/08/26 13/08/26 14/08/26
FtseMib 53664 53706 53699 53693 53584
Dax(D) 26355 26395 26331 26292 26433
Cac40(Fr) 8726 8715 8675 8651 8637
Ftse100(Gb) 10863 10844 10833 10773 10750
Smi(Ch) 14634 14575 14449 14475 14391
Ibex35(E) 20183 20214 20204 20169 20157
Dow Jones 53976 53792 53770 53840 53732
Nasdaq100 29622 29525 29743 30085 30046
S&P500 7753 7728 7749 7799 7785
Nikkei225 66970 chiusa 67524 68308 68714
Eur/Usd 1,1555 1,154 1,1545 1,1534 1,1567
Eur/Gbp 0,8556 0,8548 0,8535 0,8549 0,8545
Eur/Chf 0,934 0,9351 0,9366 0,9373 0,939
Eur/Yen 183,31 183,72 183,67 183,77 183,93
Petrolio Brent 86,81 88,85 88,8 88,04 88,03
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4351 4375 4416 4366 4380
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